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Seven Doors: sette stanze per sette artisti

Fino al 18 dicembre, a Palazzo della Regia Dogana, sette stanze per sette artisti nella mostra Seven Doors curata da Angelo Cricchi.

Sette fotografi, Matteo Basilè, Angelo Cricchi, Susanna Ferrante, Laurent Segretier, Mote Sinabel Aoki, Nicol Vizioli, Fernanda Veròn, si confrontano sullo stesso soggetto, per proporne altrettante eterogenee visioni. Diversi per età, provenienza e stile, i protagonisti dell’esposizione offrono un incontro di culture, in cui la tradizione occidentale incontra quella orientale. Il ritratto di Issei Fujita, giovane stilista giapponese approdato a Roma nel 1999, diviene occasione per aprirsi alla creatività di una rappresentazione dell’uomo in rapporto con se stesso e con la natura. Emergono così weltanschauung totalmente diverse che mettono in risalto aspetti e qualità che, insieme, compongono l’essenza del giovane stilista giapponese. Fil rouge che collega tutte le opere in mostra è un’atmosfera intima, volta a cogliere quell’immagine interna che va oltre l’apparenza esteriore.

Ognuna delle sette porte apre, dunque, ad un diverso universo di senso, nella misura in cui ciascun artista invitato a partecipare, ha potuto fare dello spazio che lo ospita la cornice tridimensionale delle proprie fotografie, creando un ambiente installativo volto ad amplificare il senso dell’immagine. Si passa da fotografie fortemente pittoriche, con suggestioni anticheggianti ed etnologiche, come quelle di Fernanda Veròn eMote Sinabel Aoki, ad altre che hanno colori forti, contrastanti e accesi, come i lavori di Matteo Basilé ed Angelo Cricchi, fino ad arrivare ad una fotografia intima e introspettiva come quella di Susanna Ferrante e Nicol Vizioli, passando per un’indagine analitica del soggetto, propria dei lavori di Laurant Segretier.

Lumen et Umbra, promotore della mostra è un brand nato nel 2006, da un’idea di Issei Fujita e Susanna Ferrante. Da sempre attento al contemporaneo, gli stessi due termini che ne compongono il nome rimandano alle due essenze fondamentali che costituiscono la natura dell’esistenza fenomenica: luce come pensiero ed ombra come materia. Nella visione dei due stilisti, proprio dal confronto di questi due concetti, si genera una tensione che può dare luogo ad un procedere artistico, nella misura in cui “artista” è colui che porta alla luce dei significati precedentemente nascosti nell’ombra.
Nell’ambito di questa visione, nulla si crea e nulla si distrugge ma ogni cosa rappresenta parte di un “tutto” che pur assumendo forme sempre nuove, nasce da un bagaglio preesistente, che non viene mai annullato ma sempre trasformato e che ogni cultura conosce sotto la definizione di “tradizione”. La fotografia, intesa come medium in grado di offrire una rappresentazione originale ed eterogenea della realtà, rispecchia a pieno lo spirito di Lumen et Umbra che, con questa mostra, offre un’interazione attiva tra arte contemporanea e fashion design.

www.lumenetumbra.biz 

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