Gilberto Gil: musica al servizio della FAO

Foto di Francesco Desmaele

Foto di Francesco DesmaeleROMA- Gilberto Gil (Salvador, 26 giugno 1942) è uno dei più importanti e noti musicisti brasiliani, ex ministro della cultura (nominato da Lula da Silva nel 2003, rimasto in carica fino al 2008 quando lo ha lasciato per dedicare più tempo alla sua musica).
Fu fondatore del movimento Tropicalista insieme a Caetano Veloso, che ebbe un ruolo importantissimo non solo nella musica, ma anche nel teatro, nel cinema e nella letteratura, e che fu un sussulto di vitalità e di protesta, una specie di ’68 brasiliano a cui la dittatura militare rispose con le repressione.
Dal folclore al beat inglese, la carriera eccezionale di Gil (11 dischi d’oro, 5 dischi di platino e i suoi album hanno 179904 10151056967303399 1774624567 nvenduto più di 5 milioni di copie), ha uno stile in continua mutazione, che non ha mai messo da parte l’impegno civile, una sorta di “coscienza critica” del Brasile moderno e, in particolare, della sua anima africana.

Dal 16 ottobre 2001 è ambasciatore di buona volontà della Fao, partecipa a numerosi seminari e tavole rotonde in Brasile dedicate alla lotta contro la fame, divenendo promotore attivo dell’iniziativa Programa Fome Zero (Programma Zero Fame) e Un miliardo di affamati nel mondo. Gil non ha mai smesso, da allora, di appoggiare il Brasile e rafforzare il proprio impegno civile, sia come artista che come cittadino; si impone così come “coscienza critica” del Brasile moderno e come compositore unico, dotato di immenso talento e curiosità. Un ambasciatore musicale convinto che “da sempre la musica ha il grande potere di dire cose importanti in modo semplice“.

La serata del 22 luglio nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma organizzata dalla Prime Time Promotions in collaborazione con la FAO, con la Fondazione “Musica per Roma” e con il Patrocinio di Roma Capitale consacra di nuovo l’artista bahiano nella Capitale, in un concerto al servizio del grande impegno istituzionale contro la fame nel mondo.
Accompagnato dalla sua band composta da Jaques Morelenbaum (violoncellista che ha lavorato a lungo con il 313897 10151056920223399 1080824539 nsuo amico di vita e di musica Caetano Veloso); suo figlio Bem Gil, ottimo chitarrista che lavora da tempo con lui; un violinista dal forte gusto soul, Nicolas Krassik (brasiliano anche lui), e un percussionista fidato come Gustavo di Dalva che aggiunge al tutto un tocco di contemporaneità con l’uso sottile dell’elettronica, Gil ha proposto al pubblico italiano, cui è affezionatissimo, celebri successi di quella che ama definire samba postmoderna aggiornata con ritmi rock, reggae e influenze africane (ricordiamo che Gil è originario di Bahia, la regione brasiliana da cui provengono le influenze nere più forti).
Una serata superlativa dove anche i non intenditori del genere hanno potuto godere di una musica a tutto tondo che non ha limiti né categorizzazioni. E’ di spirito colloquiale Gil, tutto “carità e amore” in risposta alla domanda della presentatrice della serata, Olivia … insieme a Max De Tomassi di Brasil (RAI Radio 1) che gli aveva chiesto come si può risolvere il problema della fame nel mondo.
E’ un uomo vivace, Gilberto, sorride e non si sottrae alla platea, parla un misto di brasiliano e italiano, presenta i suoi pezzi, racconta degli amici musicisti, di ciò che la musica è e fa, del fantastico connubio tra bossa nova e rock (con un tributo, “Up from the skies”, a Jimi Hendrix conosciuto nel backstage dell’Isola di Wight), samba e pop internazionale, reggae, folk, funk, world music, soprattutto, lascia parlare la sua chitarra in un mistico connubio tra acustica ed elettrica (questa suonata sapientemente dal figlio Bem).
Apre con “Maquìna de Ritmo” e ci riporta indietro nel tempo con “Estrela” e “Alapala”, “Tres palabras”, mentre prende vita un pezzetto di Africa in “La Renaissance Africaine”. C’è posto anche per la bossa nova di “Expresso 2222” e per “Andar com fé”.
E’ un settantenne più giovane di un ragazzino quello che si presta sul palco a tutta una serie di vocalizzi e gridolini, capace di carpire l’attenzione del suo pubblico e anche degli astanti occasionali.
Non possiamo che dirgli “Bravo Gilberto!”: la strada del rigore acustico per un concerto encomiabile a livello sociale ed indimenticabile per ognuno dei presenti è davvero quella che volevamo percorrere con te.

Edyth Cristofaro
Foto di Francesco Desmaele


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