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Putiferio: anche le trottole vanno in Paradiso

diegociorra
[STREAP-TEASE: FUMETTI MESSI A NUDO]

diegociorraIl rapporto tra fumetto e musica è molto più complesso di quanto si possa immaginare. E’ qualcosa che potremmo persino definire amore, a patto che non sia troppo platonico e che al tempo stesso non abbia concrete possibilità di contatto. Un amore come quello tra Devil e la Vedova Nera, forse. O magari un amore tra satelliti, come cantava qualche anno fa Mao.

Corpi che viaggiano in parallelo, in perfetto equilibrio, e mai conciliabili al cento per cento, se non per qualche sporadico, rischiosissimo esperimento. E da lì parte il fiume dei vari Robert Crumb a braccetto con Janis Joplin, o degli Andrea Pazienza con Roberto Vecchioni, e così via.
Meg dei 99 Posse, nel video “Sfumature”, sfoglia avidamente un albo di Brian The Brain di Miguel Ángel Martìn, il paradiso delle trottoleDave McKean dirige video per Les Claypool e Buckethead, e tutto questo solo per citare qualche chicca e non parlare dei milioni di riferimenti a Superman e alle morti premature dell’Uomo Ragno negli anni 90 (badiamo a non scordarci di Tretriti).
Peter David in compenso è uno degli autori più virtuosi in fatto di citazioni musicali. Da Hulk alle sue due run su X-Factor, si parla di vere e proprie bombe culturali. Per non parlare dei dischi che Dylan Dog sceglie sempre a tema con i suoi ingaggi.

Potremmo parlarne ancora per molto, e sicuramente chi sta leggendo ha già sulla punta della lingua parecchi altri casi come quelli già analizzati. Ma la conclusione resta sempre quella di partenza: fumetto e musica sono due medium che amano flirtare. Ma guai a incrociarne i flussi.
Questo tabù naturalmente è stato sfidato parecchie volte, con progetti interattivi anche precedenti agli e-comics, ma non sono mancati i rischi. Spesso la musica si sposa male con la lettura, oppure l’informatica anima eccessivamente il comic digitale al punto da chiedersi se si sta parlando ancora di fumetto. O, ancor peggio, l’interattività del progetto è pensata come qualcosa di infantile, e trattata come tale: pensiamo a quegli audiobook per bambini, con libricino illustrativo a parte.
E’ esattamente questo il concetto che viene ripreso ed estremizzato ne Il Paradiso delle Trottole (Tunué, 2010): Storie e Canzoni per Bambini Cresciuti, progetto a cura della Banda Putiferio, gruppo musicale fondato da Daniele Manini e Roberto Barbini. Nel curriculum della band vi sono sempre state parecchie contaminazioni artistiche tipiche del live, dal reading musicato alla commedia teatrale vera e propria, che ha reso le proprie performance ben distanti dal semplice concerto folk sperimentale.

pistrice trottole2Coadiuvati da un cast di artisti come il comico Bebo Storti e Mauro Ermanno Giovanardi dei La Cruz (passando per Daniele Sepe e Antonio Rezza), la Banda Putiferio ha confezionato un libro musicale (con cd in allegato) dove in maniera favolistica vengono affrontate sullo stesso piano questioni facete, come la lotta tra un uomo e la zanzara, e vere e proprie piaghe sociali, come la degenerazione capitalistica responsabile della nostra attuale crisi. Ad occuparsi del comparto artistico un ottimo cast, a partire dalla copertina del gia citato Miguel Ángel Martìn. Poi Luca Enoch (Sprayliz, Gea), Massimo Giacon (autore de La Quarta Necessità, con Daniele Luttazzi), Akab, e molti altri.
Un lavoro che in definitiva mostra parecchio coraggio, per un risultato più che godibile nei suoi alti e bassi. La molteplicità di autori garantisce varietà nei risultati, alcuni più pregevoli di altri, ma che non annoiano mai. L’immersione tra musica e testo è volutamente caotica, si può seguire l’ordine delle tracce del cd o l’ordine delle pagine, alcune storie sono mute, e lasciano che sia l’attenzione del lettore/ascoltatore a giustapporre suono e immagini. In altri casi abbiamo invece una quasi totale disarmonia tra voce e testo scritto, tendendo però a incontrarsi nel finale (anche in questo caso è chi percepisce pistrice trottole5l’opera a decidere quale input accettare per prima e quale relegare a semplice sottofondo).
Progetti di questo tipo spesso necessitano di un grande sforzo da parte del fruitore, tranne in quei casi dove le didascalie del fumetto non sono altro che il karaoke della musica. Nel Paradiso delle Trottole questo sforzo è un po’ meno oneroso, sia per la sua varietà visiva e musicale, sia per la sua comunicazione tra i medium, resa intuitiva da tratti e testi essenziali (un meccanismo simile a quello che viviamo quando ci capita di lavorare con la televisione accesa, ma molto più semplificato nel flusso informativo).
Non mancano infine i riferimenti a quello che è stato il mondo dell’infanzia televisiva di fine anni ‘60, da Putiferio Va alla Guerra, film d’animazione dei fratelli Gavioli, allo show televisivo Le Avventure di Ciuffettino, trasposizione dei romanzi di Yambo.

Giampiero Amodeo

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