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Era una sera d’estate con HOPNN…

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[ARTI VISIVE]

live_painting_HOPNN1ROMA- Mentre voi ve ne stavate spaparanzati sulla spiaggia per godervi le vostre tanto agognate ferie d’estate che il capo vi ha fatto sospirare fino all’ultimo, noi instancabili invece siamo andati in giro per la Capitale e non solo, a fiutare gli eventi più interessanti appositamente per voi che non vedete l’ora di ritornare alle vecchie e sane abitudini da cittadini perversi.


Ebbene per soddisfare le vostre voglie post-scottature vi accontentiamo volentieri con il live painting di HOPNN presso la postazione estiva di Laszlo Biro sul Lungotevere che dallo scorso 6 agosto e per tutta l’estate ci ha rinfrescato con le live_painting_HOPNN2performance di artisti del calibro di Allegra Corbo e Andreco, protagonisti della mostra Aletheia, #, Diamond, Jessica Stewart, autrice della mostra Street the scenes, e poi ancora Lucamaleonte, MP5, i quali hanno realizzato delle vere e proprie chicche d’arte all’aperto.
Armato di colori e di una grande tela bianca pronta per essere impiastricciata, HOPPN, i cui lavori sono in giro per i muri e cavalcavia della Capitale tutta, ha ricreato il suo universo morfologico fatto di biciclette concatenate le una alle altre che prendono il sopravvento in questo mondo reale poco ecologico, dove lo smog delle automobili offusca il cervello.

Classe 1981, romano di adozione, HOPPN (Yuri Romagnoli) ha preso parte a eventi e festival di street art come il POP UP! di Ancona, CRACK e INTERNATIONAL POSTER ART fino alla recente personale YURI è HOPPN in cui si cimenta con la pittura su tela con cui sembra essere a proprio agio. A chi non è capitato di vedere lo slogan + BC  =  – CO2, uno dei suoi cavalli di battaglia con cui incornicia i suoi soggetti e che inserisce anche in questa performance dal vivo.
In ogni sua rappresentazione, in qualsiasi disegno si legge un invito a riconsiderare il rapporto tra l’essere umano e il mondo circostante o forse una chiave di lettura meno impegnata, ma più ironica ci fa notare come HOPPN si prende gioco degli individui che corrono dietro al tempo che scorre e che li allontana dalla semplicità.
Una scimmietta sulle spalle di un uomo ricorda l’evoluzione della specie a cui fa seguito un vortice di automobili accatastate le une sulle altre come in un super incidente e tamponamento, che fa da contrasto alla circolarità della vita impressa nella danza di biciclette che circondano i soggetti dell’opera. Il suo temperamento riflessivo e particolarmente attento alla questione ecologica lo porta a considerare lo spazio urbano e qualsiasi superficie come celebrazione del solstizio tra arte e individuo.

Eva Di Tullio

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