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Dalla melodia alle sparatorie, via MArteLive…

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paola.zuccal-Thisarmony_6130Un insieme omogeneo di artisti talentuosi per cui musica e ritmo sono due dei principali cromosomi presenti nel DNA. La sala Mississipi dell’Alpheus non ha permesso sconti: i big che il 1 giugno si sono alternati sul palco possedevano tutti qualcosa di sorprendente. Il live è stato un crescendo di suoni, un mix di stili sapientemente eseguiti.

Il compito di aprire la lunga “maratona” di band è stato affidato ai This Harmony. Un percorso melodico trasognante che, per circa trenta minuti, ci ha accompagnati in un viaggio onirico dentro l’anima delle note. I quattro perugini riescono ad andare oltre i sensi e oltre la percezione. Ti sfiorano dolcemente lasciandoti una sensazione di distensione e calma.

Al nostro risveglio troviamo sul palco Roberto Dell’Era, bassista degli Afterhours, con il suo paola.zuccal-Afternuovo progetto solista. Quello che ci propone è un’alternanza di brani in inglese e italiano in cui il brit pop è l’ingrediente principale di una ricetta perfettamente riuscita. Con lui alcuni tra i migliori musicisti nostrani: Andrea Pesce alle tastiere, Rodrigo D’Erasmo al violino, sempre più acido e sperimentale, ed Enrico Gabrielli ai fiati.
Un polistrumentista energico che riesce a riempire la scena e a stupire anche i più distratti ascoltatori. Avevamo sentito la sua voce solo come accompagnamento a quella di Manuel Agnelli, ora finalmente siamo riusciti a cogliere tutte le sfumature contenute nelle sue corde vocali: piacevole!

Quasi in punta di piedi sale sul palco la rivelazione di questa serata: Piers Faccini. E’ prodigioso poter assistere all’esibizione di un musicista che suona con una grazia e una spontaneità straordinarie. In lui si riconoscono contaminazioni provenienti da tutto il mondo.
paola.zuccal-PiersfacciniIl primo brano che ci fa ascoltare smonta la teoria secondo cui “nulla di essenziale avviene in mancanza di rumore”: solo la sua voce in un canto liberatorio paragonabile a quello di un indigeno. Voce e violino, sempre di Rodrigo D’Erasmo, in loop, la batteria ci regala un assolo che entusiasma anche lo stesso Faccini. Un’ora di folk-blues denso e dall’incontaminato sapore country. Faccini possiede una forza che è impossibile non riconoscere.

Questa stessa forza la ritroviamo negli headliner, i tanto attesi Calibro 35. La scelta, non facilissima, di reinterpretare le colonne sonore di film poliziotteschi italiani li ha portati verso un enorme successo di pubblico, ma, soprattutto, di critica.
Fanno la loro comparsa indossando dei passamontagna e partono subito con un paio di pezzi che lasciano tutti senza fiato. Il pubblico sa bene cosa deve aspettarsi, ma il groove proveniente dal palco non può che stravolgere e spingere tutti i presenti in movimenti corporei frenetici.
Ci immergiamo nel noir degli anni ’70 e non è difficile immaginarsi Barbara Bouchet che danza paola.zuccal-salagrande-IMG_6598sinuosamente nel film Milano Calibro 9 di Fernando Di Leo.
I Calibro 35 sono dei musicisti di enorme talento ed Enrico Gabrielli riesce a suonare in maniera impeccabile qualsiasi strumento tocchi. Due ore passano con la stessa velocità delle note emesse dai Calibro e, senza rendercene conto e anche un po’ frastornati, ci ritroviamo alla fine del live.
Usciamo dall’Alpheus con la sensazione di aver assistito ad uno dei più bei concerti della stagione, soddisfatti e con il desiderio di acquistare tutta la filmografia poliziottesca italiana.

Paola D’Angelo

1 giugno, Calibro 35, martelive 2010, martemagazine, musica, Paola DAngelo, Piers Faccini, This Armony

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