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Biodiverso è bello

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[TRIP: NOTE DI VIAGGIO]

viaggiBiodiversità è il concetto che in parole semplici esprime la complessità della vita. In inglese (lingua nella quale fu coniato il termine originariamente) “diversity” ha un’accezione positiva, che pone l’accento sulla moltitudine e la varietà.

In italiano il termine “diverso” ha ancora una connotazione quasi negativa, ciononostante a biovarietà (più fedele come traduzione), si è preferito biodiversità, foneticamente più gradevole. Possiamo scendere un po’ nello specifico e aggiungere che questa diversità si esprime in tre ambiti:vanzago_06 quello degli ecosistemi (ambienti naturali quali acque, boschi, spazio alpino);  delle specie (animali, piante, funghi,microrganismi); del patrimonio genetico (razze o varietà di specie selvatiche e domestiche).
La cosa importante da tenere a mente è che la biodiversità va protetta e favorita, per il bene non solo delle specie minacciate, ma anche di quelle che apparentemente se la passano bene. Questo perché tutte le specie, homo sapiens compreso (che sia sapiens sapiens o sapiens mica tanto, come spesso riesce a dimostrare), sono correlate tra loro e quando si perde l’anello di una catena tutte le altre maglie ne risentono.
Dopo questa doverosa premessa, un grido d’allarme. Nonostante il nostro paesaggio si riveli vanzago_01essere uno dei più ricchi a livello europeo per numero di specie animali e vegetali, nonché di habitat (possiamo vantare ben oltre 57 mila specie animali e 9 mila tra piante, muschi e licheni), si è calcolato (fonte sito WWF) che rispetto all’epoca romana, oggi possediamo solo il 10% della flora, fauna e degli ambienti naturali che esistevano allora. Le specie attualmente a rischio di estinzione sono il 68% dei vertebrati terrestri, il 66% degli uccelli, il 64% dei mammiferi, il 76% degli anfibi, il 69% dei rettili e addirittura l’88% dei pesci d’acqua dolce. Flora e piante inferiori (ovvero alghe, funghi, licheni, muschi, felci) non sono messe meglio. Deforestazione, inquinamento, attività antropiche ovunque non fanno che restringere gli habitat naturali indispensabili al mantenimento delle varie vanzago_02specie. Ora, a chi pensa che l’uomo abbia precedenza su tutto, va ricordato che prima o poi, se non si intraprende una gestione più consapevole e lungimirante, la cosa si ritorcerà contro di noi. Possiamo anche ritenerci l’anello più importante della catena, la punta di diamante, la perla del creato, ma rimaniamo pur sempre un tassello che, in mancanza di tutto il resto, non avrà più modo di restare appesa al collo del mondo.

Paura, eh? Bravi, perché a quanto pare se non abbiamo il fuoco, ehm, l’acqua alla gola, siamo una specie molto lenta a reagire. Quindi che paura sia.
Per vedere cosa di buono si può fare, andate a visitare le oasi del WWF disseminate un po’ per tutto il paese. Osservate il lavoro dei veterinari e dei tanti volontari che ogni giorno ai CRAS (Centri di recupero animali selvatici) prestano soccorso ad animali feriti e avvelenati. ER vi sembrerà uno scherzo: fucilate (a specie protette – cacciatori, se proprio non potete smettere almeno mettetevi gli occhiali), avvelenamenti, investimenti, folgorazioni… arrivano povere bestie nelle condizioni più disperate. Ci sono i piccoli caduti dai nidi, quelli raccolti da chi pensa di fare una buona azione e vanzago_05non sa che non si tratta di cuccioli abbandonati, ma solo mimetizzati. Il consiglio è uno: prima di toccare un piccolo (a meno che non sia minacciato da una motofalciatrice), chiamate la sede CRAS più vicina a voi e chiedete istruzioni. Se trovate un animale ferito o avvelenato, fatevi dare istruzioni su cosa fare. Non è una perdita di tempo, non è uno spreco di denaro. Sarà solo un tentativo di contribuire a frenare un climax negativo che potrebbe costare caro anche alla nostra specie.

INFO
Per tutte le informazioni riguardanti le manifestazioni dedicate all’Anno Internazionale della vanzago_03biodiversità potete visitare il sito www.cbd.int
Per conoscere invece quali dove si trovano e quali sono le attività dei CRAS, fate riferimento al sito del WWF (http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=857). A questo link, invece, http://www.wwf.it/client/render_oasi.aspx?root=3379,  trovate un po’ di informazioni sulle Oasi del WWF in Italia, un autentico patrimonio di biodiversità da salvaguardare con il massimo impegno.

Amanda Ronzoni
Le fotografie sono di Amanda Ronzoni © 2010 – riproduzione vietata.

Amanda Ronzoni, Biodiversità, martelive, martemagazine, Rubrica trip: note di viaggio, viaggi

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