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I love Camilleri

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[L’ILLETTERATA]

evakentGeniaccio ironico del male, ma non solo, Andrea Camilleri, classe 1925, è attualmente uno degli scrittori italiani della vecchia scuola ancora in vita più letti dagli italiani e non solo.

Conosciuto al grande pubblico e divenuto un autore di culto per il suo personaggio più famoso e amato, il commissario Salvo Montalbano (magistralmente interpretato nella trasposizione televisiva dei romanzi da Luca Zingaretti), Camilleri ha dato prova della sua genialità letteraria in mille altri modi che spesso sfuggono al pubblico distratto dal tam tam mediatico moderno.
Il suo primo romanzo è del 1978, Il corso delle cose, da cui verrà tratto anche uno sceneggiato televisivo che, però, non avrà un grande successo.
Nel 1980, pubblica con Garzanti Un filo di fumo, primo di una serie di romanzi ambientati nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigata (terra Montalbanesca) a cavallo fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Grazie a quest’ultima opera Camilleri riceve il suo primo premio letterario a Gela. Nel 1992 riprende a scrivere e pubblica La stagione della caccia presso Sellerio Editore.

Camilleri diventa un autore di grande successo e i suoi libri, ristampati più volte, vendono andrea-camillerimediamente intorno alle 60 mila copie, anche se non tutti trovano il consenso unanime della critica, che lo accusa di essere a volte ripetitivo. Nel 1994 pubblica La forma dell’acqua, ed è così che facciamo la conoscenza con il Commissario Montalbano, fonte del grande successo di Camilleri.
A seguire titoli come Il birraio di Preston (1995) (quasi 70.000 copie vendute di una pura forza comica in cui trama e finzione si fondono indissolubilmente con vicende e puro spirito dell’essere siciliano), La concessione del telefono (memorabile, ardimentosa, ironica e divertentissima sequela di più o meno deliranti adempimenti burocratico- amministrativi per la concessione di una linea telefonica privata nel 1892) e La mossa del cavallo (1999) vanno a ruba, mentre la serie televisiva su Montalbano diviene un cult imprescindibile.

Nel 2004  pubblica, sempre con Sellerio Editore, altri romanzi con protagonista Montalbano. Da non dimenticare il romanzo Il re di Girgenti, ambientato nel Seicento, interamente scritto in siciliano inframmezzato con lo spagnolo. Tra il 2006 ed il 2008, pubblica altri cinque romanzi che hanno per protagonista il Commissario Montalbano: La vampa d’agosto, Le ali della sfinge, La pista di sabbia, Il campo del vasaio, L’età del dubbio. Il 2009 inizia con il romanzo La danza del gabbiano, romanzo vincitore nello stesso anno della XXVI edizione del Premio Cesare Pavese. Nel giugno del 2008 pubblica con Sellerio Editore Il casellante, secondo romanzo di una trilogia di romanzi fantastici, primo dei quali è il romanzo Maruzza Musumeci pubblicato nel 2007, conclusasi nel 2009 con Il sonaglio.

Ultimo in ordine di tempo, nel 2010 arriva Il Nipote del Negus, romanzo in cui Camilleri riprende la forma narrativa già usata ne La concessione del telefono e ne La scomparsa di Patò costituita da un insieme di documenti, lettere ufficiali, epistole confidenziali, giornali ecc. raffigurati tipograficamente nel libro nel loro aspetto reale. Se i documenti sono frutto della fantasia di Camilleri non lo è invece la fonte della storia narrata che riguarda un personaggio reale: il principe Brhané Sillassié, nipote del Negus Hailé Selassié I che negli anni 1929-1932 frequentò la Regia Scuola Mineraria di Caltanissetta conseguendo il diploma di perito minerario. Camilleri dice di aver trovato la storia di questo singolare personaggio, un affascinante giovane nero che parlava perfettamente l’italiano nel libro I signori dello zolfo (Caltanissetta, 2001) di Michele Curcuruto:
« In questo romanzo prendo spunto da un fatto realmente accaduto. Negli anni Trenta a Caltanissetta, prima della guerra d’Etiopia, venne a studiare nella scuola mineraria il nipote del Negus, ovviamente spesato dalla sua Corte. Si trattava di un principe di sangue reale, un personaggio interessante, originale. Si discuteva dei confini con la Somalia e prese in giro tutti. ».

Fenomeno Camilleri, autore prolifico e genialoide, che grazie anche ai suoi impegni in ambito televisivo e teatrale (regista e sceneggiatore), al suo insegnamento all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica (cattedra che ha conservato per circa 20 anni fino alla fine degli anni ’90), sa rendere mirabilmente le atmosfere più accattivanti e più comiche con parole intrise di italiano e dialetto che diventano una lingua nuova, un nuovo formato multimediale di comunicazione quasi interattiva col lettore.
montalbanoFenomeno Camilleri. Mi domando a volte come sarebbe stato il mio amore per il mare siciliano se non avessi visto e rivisto, letto e riletto delle nuotate mistiche di Montalbano. Se non avessi vissuto le sue avventure prima sulla carta stampata e poi con gli occhi di Zingaretti, se non avessi conosciuto questo commissario sex symbol di una Sicilia lontana, quasi araba eppure così eternamente italiana, in lotta contro una mafia fiabesca fatta di leggi d’onore antiche e radicate.
Fenomeno Camilleri. Se non ci fosse occorrerebbe davvero inventarlo e con lui tutti i suoi fumosi artifici letterari…

P.S. Intorno al 20 maggio uscirà l’ultimo (in ordine di tempo) romanzo su Montalbano, La caccia al Tesoro, e stavolta pare proprio che il commissario rischi di restarci secco…o almeno così dice Camilleri…vi aspetto in libreria!

Eva Kent
(evakent.74@gmail.com)

Andrea Camilleri, Eva Kent, letteratura, martelive, martemagazine, Montalbano, Rubrica L'illetterata

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