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Avenue Q – via della sfiga

teatralmente
[TEATRALMENTE]

teatralmenteÈ finalmente arrivato anche in Italia uno dei più grandi successi di Broadway degli ultimi anni, il brillante, divertente, colorato e colorito musical Avenue Q – via della sfiga, che ha debuttato a Roma, al Teatro Olimpico, dal 20 ottobre al 1 novembre e che è ora al teatro Nuovo di Milano fino al 22 novembre.

Uno spettacolo originale e fresco, che vede sulla scena attori in carne ed ossa accanto a pupazzi di pezza animati a vista da altri attori, che non sono più semplici burattinai, ma parte integrante dei personaggi, di cui condividono sentimenti e reazioni, amplificate dalla loro energia, offrendo loro, al tempo stesso, una totale libertà di movimento scenico.
Nato da un’idea per una serie televisiva, Avenue Q ha debuttato in un teatro off-Broadway nel avenue_q_il_cast2003, ma è subito approdato, dopo pochi mesi, a Broadway grazie ad uno strepitoso quanto insperato successo. Nello stesso anno si è guadagnato tre Tony Awards e da allora se ne susseguono le rappresentazioni, sia negli USA che nel resto del mondo.

Sulla scena, uno spaccato di vita in un quartiere un po’ marginale, lontano dal lustro delle ricche strade A o B, ma più accessibile per le magre finanze dei giovani amici-vicini che lo abitano. Un gruppo multi-colore, in tutti i sensi, e anche un po’ sfigato.
A cominciare dal portiere, che è l’ex bambino prodigio nero Gary Coleman (Maria Dolores Diaz), derubato, secondo una leggenda metropolitana, dai suoi stessi genitori dei soldi guadagnati interpretando il famoso Arnold e destinato ad essere continuamente preso in giro con la sua famosa battuta ‘che cavolo stai dicendo Willies?’. X-mas Eve (Elisa Santarossa) è invece una giovane psicologa giapponese, emigrata in cerca di fortuna e costretta a lavorare in un ristorante cinese, fidanzata con Brian (Salvatore Barbagallo) aspirante cabarettista le cui battute non fanno ridere nessuno.
E poi ci sono i pupazzi (animati da Gabriele Foschi, Elena Nieri, Mauro Simone, Laura Bagnato, Deborah Fedrigucci). Princeton, color ocra, giovane fresco di laurea, appena arrivato alla ricerca del sogno della sua vita in Avenue Q, dove incontra Kate, pelosa, assistente maestra elementare in cerca del grande amore. La ‘strana coppia’: Nicky, verde, disordinato e nulla facente, sempre di buon umore, che divide l’appartamento con Rod, celeste, ordinato e previdente broker. Rod è segretamente innamorato di Nicky, ma è troppo rigido e timido per ammettere di essere gay, nonostante gli incoraggiamenti degli amici, e di Nicky in particolare, per i quali non sarebbe affatto un problema. Trekkie, mostro molto peloso che vive per il porno, unica fonte oggi certa di guadagno sicuro. E poi ancora l’ammaliante show girl Lucy la Baldracca, gli Orsetti dei Pensieri Cattivi e la vecchia Mrs T.

avenue_q_i_pupazziUn po’ come accadeva nei meravigliosi Muppet Shows, questi pupazzi non hanno peli sulla lingua e grazie al loro aspetto innocuo e un po’ infantile, possono permettersi di toccare con leggerezza argomenti scabrosi o politicamente scorretti, accanto a grandi temi sociali e di attualità, senza urtare sensibilità o pruderie.
Con l’innocenza e gli occhioni dei bambini e con il largo sorriso stampato sul volto, gli abitanti di avenue Q possono dire, ad esempio, con sincerità che in fondo siamo tutti un pochino razzisti e che ammetterlo sarebbe già un passo avanti per affrontare il problema, oppure che in fondo tutti godiamo un pochino delle disgrazie altrui o che ogni tanto buttiamo un occhio su un link porno su Internet, se capita. Allo stesso modo, grazie a loro si può arrivare a rappresentare una scena decisamente hard, come quella tra Princeton e Kate, cantando pure che tutti urliamo, magari solo dentro di noi, quando facciamo sesso, realizzando una delle scene forse più divertenti e riuscite dello spettacolo.

Sono anche pupazzi d’autore, quelli di avenue Q. Più belli, a mio parere, degli originali made in USA, sono stati infatti ideati dal grande trasformista Arturo Brachetti, che racconta di essersi ispirato nel disegnarli a persone reali, famose nel nostro paese, che potevano avere dei tratti in comune con i vari personaggi.
La versione italiana dello spettacolo è stata curata, nella traduzione e nella regia, da Stefano Genovese e realizzata con un cast di attori molto giovani, ma tutti decisamente bravi.
Da segnalare in modo particolare sono gli ‘animatori’ Mauro Simone, Elena Nieri e Gabriele Foschi, bravissimi nell’interpretazione canora, ma anche in quella dei personaggi, multipli, cui prestano mirabilmente voci, gesti, energie ed eco di espressioni.
Molto belle le musiche e le canzoni, orecchiabili e originali, anche nei testi, accompagnate da un’orchestra dal vivo inserita all’interno della scena, collocata nella soffitta-loft al secondo piano del piccolo condominio e visibile attraverso le veneziane abbassate, con un interessantissimo effetto scenico.
Insomma, uno spettacolo di ottima qualità che offre una serata decisamente piacevole, all’insegna del divertimento e della leggerezza, ma anche qualche spunto di riflessione che non guasta mai, da vedere…

Emanuela Meschini

Avenue Q- via della sfiga, Emanuela Meschini, martelive, martemagazine, rubrica teatralmente

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