E. Santandrea, Il Dottor Ricordi

LIBRI- I ricordi, la necessità di dimenticare per ricominciare a vivere, scontrandosi però con una quantità enorme di guai: questa la prima prova letteraria di Emanuele Santandrea, tecnico di laboratorio biomedico per una multinazionale americana che si occupa di AIDS e di Epatite.
Prima prova tra l’altro molto ben riuscita, sia per il filo logico del racconto, ben strutturato, che per i dialoghi, mai scontati, ma anche per l’interessante evoluzione dei personaggi, per il messaggio che veicolano al lettore e per l’intensità di cui il nostro autore riesce a dotarli.
Temi forti e spigolosi di attualità: il disagio sociale delle periferie urbane, la droga, la mancanza di comunicazione reale con gli altri e con se stessi.

Claudia e Alessio sono i due giovani ventenni protagonisti del romanzo. Sono giovani appunto, belli, affascinanti, come lo erano i modelli e i miti degli anni ’80. Quelli della Milano da bene, degli yuppies, dell’orologio sul polsino, delle Timberland, del Martini e del Monclair. Una Milano spavalda e glamour, in cui i protagonisti a un certo punto della storia dovranno fare i conti con il cambiamento. Verranno messi di fronte a scelte difficili, dovranno affrontare il tormentato distacco dall’adolescenza: abbandonare l’età dei sogni per tuffarsi nell’età delle responsabilità.
Una sorta di corsa a ostacoli, a cui sono ammessi solo i migliori con cui il destino spesso si mostra più esigente e pretenzioso, mettendone a nudo i difetti e le debolezze. Una grande storia d’amore e d’amicizia, che che non farà sconti, ma neanche prigionieri. Una storia di danza e di droga, sotto le luci e le ombre di una Milano mai raccontata, attraverso un punto di vista schietto e sincero, con un linguaggio giovane e senza veli, né pregiudizi. E con uno stile a tratti ermetico, perché a volte le vere ragioni sfuggono la conoscenza. Trascorso un periodo in Afghanistan, Alessio torna in Italia e decide di lasciare i Corpi Speciali dopo solo tre anni. Ora chiede un congedo definitivo, che a caro prezzo ottiene. Ma qual è il motivo? Al suo ritorno trova qualcosa di cambiato, ma ciò che più lo fa star male è l’amore per Claudia: ricordi belli, che però fanno male, perché tolgono il respiro, ricordi che si vorrebbe distruggere. Ma è possibile cancellare i ricordi? E se anche fosse possibile, dopo, si sarebbe davvero più felici?

Ne Il Dottor Ricordi, il destino sembra animato di vita propria, quasi fosse un personaggio in più. E’ l’artefice del cambiamento e della crescita, ma è anche un giudice spietato. Passa attraverso una grande storia d’amore vissuta con l’entusiasmo dei vent’anni, uno stretto legame d’amicizia in cui tutto è permesso, regalandoci un noir metropolitano senza tempi morti, fatto di vinti e vincitori, in cui proprio il personaggio del Dottor Ricordi sarà l’unico in grado di delineare l’esistenza di tutti, regalandoci perle di saggezza filosofica e storica:
“L’essenziale a volte è invisibile agli occhi. La strada che ognuno di noi sceglie di intraprendere, dipende dalla natura di ciascuno di noi. E non ve n’è una giusta o una sbagliata, di strada. Perché ognuno sceglie la propria strada in funzione delle proprie aspirazioni, di ciò che anela. Di ciò che desidera. Questo è il vero segreto”.

Da leggere perché… è prezioso, intimo, realistico, intelligente, sentimentale, ma mai scontato. E’ poetico e misterioso insieme ed ha la capacità di catturare il lettore trascinandolo fin dentro il racconto. E perché non si riesce proprio a smettere di leggerlo, tale l’empatia che si raggiunge con il protagonista…

Emanuele Santandrea, Il Dottor Ricordi, Il Filo editore, pag 185, € 13

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