Il Grande Boh!

La cosa che ci meraviglia di più quando ci troviamo di fronte ad un’opera d’arte è l’estrema consapevolezza con cui l’artista parla di se stesso, del suo modo di pensare e vivere la vita, di come tutto possa essere fonte di ispirazione e di come ogni cosa possa essere importante e non trascurabile.
La sensazione di stupore che ci accompagna quando vediamo qualcosa che travalica i confini della nostra mente, qualcosa che sentivamo girare in tondo nella nostra anima, ma che mai avremmo pensato potesse arrivare dalla voce sommessa, dalle note forsennate, o dal corpo sinuoso di un’altra persona, ci ammalia, ci stordisce, ci conquista. Irrimediabilmente.
Ne parlava Jovanotti: Il Grande boh! è il viaggio personale di ognuno di noi in questa vita. Quel viaggio che ti farà toccare lidi lontani, sospesi, che si aggrapperanno alla tua vita, cambiando anche solo una molecola del tuo vivere, ma trasformandoti per sempre. “Il grande boh” dell’arte è il tema libero in cui ogni attività artistica cresce e si riproduce, lo spazio assoluto in cui nasce l’idea e in cui si trasforma in un lavoro importante, lo spazio ideale in cui l’ispirazione si tramuta in forma sensorialmente percepibile.
Il magma incerto da cui nasce l’opera d’arte è in realtà anche la sensazione di assoluta libertà dell’artista, quella libertà da cui tutto può avere origine: bene e male, ricchezza e povertà.
L’importante è non amalgamarsi mai, lasciar scivolare il fluido e seguirlo, indipendentemente da dove condurrà. L’importante, come direbbero gli antichi Greci di Eraclito, è che tutto scorra, così che possa cambiare, perché l’unico vero valore aggiunto dell’espressione artistica è proprio la possibilità di vivere ogni giorno un enorme, meraviglioso, suadente Grande Boh…

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