Redditi e privacy

[LE PROUDERIE]

La pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani del 2005 è scandalosa. Una violazione della privacy in piena regola. Sono personalmente indignato, disgustato, sconvolto, imbufalito. Ma come? Ci si è fermati solo al 2005, quando erano disponibili anche quelle del 2007? Un vero scempio. Uno spreco. L’ennesimo insabbiamento. Avevo già cominciato a fissare i passanti con sguardo silenziosamente complice durante il tragitto che mi separa dal mio posto di lavoro.

Ridendo sotto i baffi. Profferendo parole tra me e me. Nella speranza che gli altri cominciassero a sentirsi osservati. Scrutati. Alcuni sembravano anche aver raccolto la provocazione. Nel corso del lungo fine settimana ho visto leoni trasformarsi in agnelli. Pecorelle trasformarsi in Gianni Agnelli. Un sogno. Poi, però, ho capito. Era solo un’illusione. Era tutto sbagliato, tutto da rifare. Il 2005 è troppo in là nel tempo. Si tratterebbe, peraltro, a volerla dire tutta, dell’anno contributivo 2004. Dati inattendibili. Nel 2004, Paola Barale faceva ancora la presentatrice e Manuela Arcuri calendari. Ci si chiede, ora, se gli introiti annuali degli onesti cittadini siano dati sensibili. Ma non ci si cura in modo alcuno della sensibilità dei curiosi, dei pettegoli. Il solito trattamento diseguale. E allora, è giusto chiedere quantomeno qualcosa in cambio. Se non possiamo conoscere la dichiarazione dei redditti del nostro vicino di casa, vogliamo almeno sapere se è stato lui a incastrare Roger Rabbit!

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Eva Kent, martelive, martemagazine, privacy, Redditi e privacyReddito, Rubriche

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