Tag: Piccolo Eliseo

Giusto la fine del mondo, quando comunicare è impossibile

ph. Lorenzo Cicconi

“Giusto la fine del mondo” è la storia autobiografica di Jean-Luc Lagarce, uno dei drammaturghi francesi più rappresentati di sempre nonostante la morte prematura. È proprio sulla malattia che lo strappò alla vita neanche quarantenne che ruota lo spettacolo di Francesco Frangipane che ha debuttato al teatro Piccolo Eliseo giovedì 13 febbraio. Il regista calabrese porta avanti il suo teatro fatto di interni soffusi, di tavole apparecchiate e di conflitti familiari, ma lo trasla su un livello diverso affidandosi a un autore unico nel suo genere, molto più concentrato sullo stile che sulla mera drammaturgia.

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Oscenamente divina: Chiara Caselli interpreta Molly Bloom

1chiaracaselli
[TEATRO]

1chiaracaselliROMA- Ultima replica domenica  8 maggio al Teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi per Molly Bloom, una lettura scenica dal capitolo finale dell’Ulisse di Joyce. Adattamento, regia e interpretazione sono opera di Chiara Caselli, bravissima attrice bolognese classe 1967 particolarmente legata a questo testo che, ascoltato nell’interpretazione di Piera degli Espositi all’età di 10 anni, è stato uno dei motivi che la spinsero ad  intraprendere la strada della recitazione.

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Le preziose: omaggio alla psiche femminile

teatralmente
[TEATRALMENTE]

teatralmenteUn’opera corale che ci trascina in un viaggio fantastico attraverso il tempo per parlarci della donna e della sua realtà irrazionale…”. L’opera Le preziose è una pièce messa in scena al Teatro Piccolo Eliseo gli scorsi 19 e 20 settembre. Il lavoro è nato dalla collaborazione di un gruppo di donne, letterate, poetesse, filosofe, psichiatre, dalla ricerca sulla realtà psichica femminile.

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Udienza di Vaclav Havel

[TEATRO]

Al Piccolo Eliseo di Roma è in scena fino all’8 febbraio, per la regia di Pietro Bontempo, Udienza, un’opera di Vàclav Havel, scrittore, drammaturgo nonché uomo politico tra i più importanti dello scorso secolo.
Nello sgangherato e squallido ufficio di una fabbrica di birra, il giovane drammaturgo Vanek (interpretato dallo stesso Pietro Bontempo), perseguitato dal regime come intellettuale dissidente e costretto per sopravvivere a lavorare spingendo barili di birra, viene convocato dal suo capo (Roberto Abbati) per quella che sembra essere una chiacchierata amichevole, ma che potrebbe rivelarsi una specie di interrogatorio.

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