Lunedì, 27 Giugno 2011 20:32

M. De Simone, Denti guasti

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dentiguastiNon è un paese per vecchi, la Torino di Matteo De Simone. E neanche un paese per gente dal cuore tenero, o dallo stomaco sensibile.


Seconda prova scritta del bassista, cantante e autore dei Nadàr Solo, Matteo De Simone con Denti guasti, edito dalla Hacca Edizioni, spacca il muro dell’indifferenza, del silenzio e ci racconta quel mondo che vorremmo non esistesse.
Il mondo della violenza, del dolore, delle trasmissioni televisive che con i talent show promettono un mondo che non esiste, surclassato com’è dalla realtà terribile delle cose. Radiografia sentimentale, racconto lucido e poetico del nostro presente liquido fatto di talent show e scontri di "in-civiltà", Denti guasti è un dolore primario, imprescindibile, indelebile, che attacca duro e implacabile.
L’incontro è tra due solitudini: quella di Giulia, diciotto anni, la passione per il canto a salvarla da squallide giornate perse dietro una madre alcolizzata, il fantasma di un padre amato ma morto anzitempo e un fratellino piccolo da proteggere dal dolore della vita; e quella di Roman, 19 anni, moldavo, l’infanzia rubata trascorsa in una terra straniera e un presente da clandestino, segnata da piccoli furti in giornate senza regole per poter sopravvivere.
I loro mondi finiscono per incontrarsi tra le corsie di un supermercato in un gesto protettivo di Giulia, abituata a prendersi cura degli altri, mentre fuori la tv continua a creare “star” e nei bar sotto casa italiani vecchi e nuovi non vogliono capirsi.
Storie di violenze subite, fisiche e psicologiche, storie di violenze che nascondono il bisogno primario di sapere che si esiste e non si è solo un numero perso tra gli altri, storie di infanzie negate perché si cresce in fretta, quando serve, quando non si può fare altro.
Giulia che cerca un riscatto e Roman che cerca di sopravvivere, entrambi alla ricerca confusa di un sogno da realizzare.

Entrambi faranno i conti con la realtà, terribile e invincibile, della giovinezza: non scelgono, si ritrovano nelle cose, Giulia e Roman, e De Simone racconta, con mirabile talento, il nostro presente fatto di esistere e sopravvivere, di rapporti barbari, vuoti, di violenza cieca, il tutto impastato dai mass media, dalla televisione che insegna ai giovani d’oggi che l’auto-affermazione è legata al livello di visibilità raggiunto, e dà in pasto alle telecamere ogni più piccolo e prezioso pezzo di intimità. Racconta anche degli scontri di civiltà della nostra società, di quella porzione di popolazione al margine che vive di espedienti, di violenza, di prevaricazioni.

Narrandoci un’atipica storia d’amore nata in fretta e troppo in fretta svanita, sullo sfondo di personaggi nudi e crudi tratteggiati con intelligenza e passione, De Simone dà vita ad un romanzo fuori dai canoni, intriso di poesia e dolore, di vita e di morte, di speranze e bugie, chirurgicamente perfetto e narrativamente impeccabile, che descrive le nostre fragilità senza superficiali divisioni tra bene e male.
Denti guasti, storia costruita su affetti complicati e conflitti irrisolti, lascia a bocca aperta per lo sguardo lucido, realistico e per quel magnifico desiderio di riscatto, emancipazione e giustizia che si porta nel significato, pur restando un grido muto di disperazione, in cui la bellezza e la fragilità della vita fanno capolino, nonostante tutto.

Matteo De Simone, Denti guasti, Hacca Edizioni, pag. 226, € 14


Edyth  Cristofaro

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