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Martedì, 04 Agosto 2009 07:41

La commedia italiana va a teatro

Scritto da G. Radano, E. Meschini, A. Postiglione
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[TEATRALMENTE]

teatralmenteLa rassegna "La Commedia all'Italiana và a Teatro", in scena al Teatro lo Spazio.it dal 13 Luglio al 6 agosto, è stata un omaggio al felice periodo in cui in Italia venivano prodotte principalmente commedie brillanti, ricche di satira di costume e ambientazione preferibilmente borghese, spesso caratterizzate da una sostanziale amarezza di fondo che stemperava i contenuti comici. Con un raffronto al presente e lo sguardo volto al futuro, il tutto è approdato sul palcoscenico...


Le due sorelle

due_sorelle_webUn affare di famiglia, un intreccio sentimentale di amore e odio - un classico - fra due sorelle. Questo lo spettacolo di  Alberto Bassetti, con  Chiara Claudi e Desirée Giorgetti, per la regia di Mario Mattia Giorgetti.
Fin da subito, sulla scena le due giovani donne si presentano con il loro dramma esistenziale. Vicine professionalmente, in comune lo stesso mestiere di attrice. La prima per vera passione, la seconda (Susanna) per dovere. Il dovere di proteggere la sorella secondo precise indicazioni paterne. Di qui il conflitto fra le due figlie ben descritto attraverso i ricordi evocati dalle attrici in scena.
Dispetti, follie e bugie al nocciolo del comportamento di Susanna che lascia emergere tutta la gelosia e l'antagonismo nei confronti della sorella. Quest'ultima presa soltanto dall'ambizione di recitare (Cechov in particolare) ignora lo strano comportamento della sorella maggiore. Il suo unico sogno e obiettivo è farsi tutt'uno con l'arte, per cui anche la sua vita diventa un'interpretazione cechoviana.
Una serie di circostanze sfortunate, il fallimento della loro impresa teatrale, un amore sbagliato porteranno Susanna nella morsa degli usurai. La casa di famiglia verrà "ceduta" con la forza. Questa verità diventerà inconfessabile alla sorella minore. Il giorno della partenza per tornare a casa, Susanna non trova le parole per dirlo, per accettare la verità e renderne consapevole la sorella.
A questo punto un'unica tragica soluzione attraverserà la mente di Susanna. Mentre la sorella più giovane, ignara di tutto, prenderà la strada verso casa...

Gabriella Radano

 


NAPOLI... e' 'na parola

napoli__na_parola_1È stato davvero un 'viaggio tra le parole e gli stati d'animo di Napoli' il secondo appuntamento della Rassegna di Teatro Italiano Contemporaneo "La Commedia all'Italiana va a Teatro", come recita il sottotitolo dello spettacolo NAPOLI... e' 'na parola, scritto, diretto e interpretato dal bravissimo e camaleontico Marco Simeoli, con la collaborazione di Claudio Pallottini, presentato a Roma dal 20 al 22 luglio al Teatro Lo Spazio.it.

Un viaggio in cui lo spettatore viene trasportato con la fantasia in quell'incredibile e fantastico universo che è la 'napoletanità', uno stile di vita, una filosofia quasi, attraverso le sue mille contraddizioni e sfaccettature, illustrate anche con le parole che da un paio di secoli a questa parte l'hanno cantata, recitata o raccontata, con amore, ironia, indulgenza, commozione e a volte un po' d'amarezza.

Partendo dalla leggenda sulle sue origini, con la sirena Partenope abbandonata a putrefarsi sulla spiaggia, dove si è lasciata morire per colpa di Ulisse, il cui fetore ancora oggi aleggia nella città, Marco Simeoli passa, con levità tutta partenopea, dalle atmosfere più divertenti e colorite degli aneddoti e delle scenette di ieri e di oggi, a quelle più toccanti di testi commoventi, come "Il figlio di Pulcinella" del grande Eduardo, a momenti di riflessione più seria, con brani tratti da un lavoro di Giuseppe Patroni Griffi sull'importanza della parola che è vita e dei pericoli insiti nel suo cattivo uso.

Un mirabile affresco nel quale realtà e finzione si intrecciano, tratteggiato dal genio e dalla creatività dell''uomo della strada' e quello dei grandi scrittori, poeti e autori napoletani, o affini, del passato e del presente, come gli storici Eduardo De Filippo, Totò, Raffaele Viviani, Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo, Giuseppe Gioacchino Belli, il duo Pisano-Cioffi, Giuseppe Patroni Griffi, o i più recenti Annibale Ruccello, Manlio Santanelli, Enzo Moscato, Ruggero Cappuccio e Mimmo Borrelli.
Il tutto intervallato da una perfetta colonna sonora, fatta delle meravigliose canzoni del repertorio tradizionale classico napoletano, da Marechiaro e Rosa de maggio a Tammuriata nera, eccezionalmente interpretate, per l'occasione, dal bravo tenore Giuseppe Auletta, accompagnato dal piano di Andrea Bianchi.

Decisamente un bello spettacolo, molto originale nonostante il tema non proprio nuovo, interpretato con grande maestria e con quella classe tipicamente partenopea che non scade mai nel volgare, nemmeno quando racconta di sesso, 'piriti' o idilli amorosi tra escrementi!
Da vedere...

Emanuela Meschini


La matematica sentimentale e Il Telegramma

pierpaolo_palladinoPer molti artisti il palcoscenico rappresenta il crocevia ideale di tutto lo sconfinato regno dello scibile umano, un punto di convergenza del ragionamento in cui persino la matematica teorica - con tutte le sue difficoltà e le asperità concettuali - può trovare comodamente la propria collocazione. Di questo avviso sembra almeno essere Pierpaolo Palladino che conclude la rassegna La Commedia Italiana va a Teatro proponendo, dal 4 al 6 agosto, La Matematica Sentimentale.

Lo spettacolo si presenta come un lungo racconto a più voci attraverso cui Lorenzo, il protagonista, rievoca gli anni universitari e la decisiva scoperta del fascino filosofico racchiuso nel mondo matematico e nelle sue leggi armoniche. Ad indirizzarlo verso questa nuova consapevolezza sono le preziose lezioni del bizzarro professore Primo Talenti che cambieranno in maniera fondamentale il suo rapporto con la materia e con la vita stessa.
La commedia si snoda lungo un fiume di aneddoti brillanti che dimostrano però una certa difficoltà nel dominare il climax della narrazione. Nonostante lo slancio iniziale, infatti, lo spettacolo appare gradualmente rallentato da una sequela di falsi finali che disperdono fatalmente l'attenzione del pubblico. L'attore, decisamente dotato di una presenza scenica simpatica ed affabile, si divide abilmente tra i vari personaggi e conferisce a ciascuno di essi una personalità definita e riconoscibile, dando proprio nelle loro vesti il meglio di sé. La sua interpretazione non dimostra tuttavia una piena padronanza del monologo, la cui fluidità è compromessa dalle molte autocorrezioni tese a rettificare implacabilmente anche le inesattezze più trascurabili di cui lo spettatore non avrebbe altrimenti avvertito l'esistenza.

La performance, nel complesso bonaria e gradevole, cede il passo alla seconda proposta della alessandra_nardo_serata costituita da un breve atto unico di Aldo Nicolaj. L'opera, effettivamente telegrafica, porta in scena nell'arco di un quarto d'ora la travagliata attesa di un'attricetta certa di essere ormai ad un passo dalla sua proverbiale "grande occasione".
La protagonista - Alessandra Nardo - realizza la propria parte con forte autoironia giocando con la sicurezza svampita del personaggio per creare un efficace contrasto tra l'eleganza della bella presenza e la grettezza dei modi che sfuggono saltuariamente al suo autocontrollo. Il corto si struttura come un ammiccante dialogo tra il palco e la platea da cui un iracondo regista - interpretato da Carmine Balducci - commenta ed interrompe aspramente le prove. Il colloquio confonde abilmente i confini metateatrali della vicenda realizzando una gradevole dimensione surreale che conquista facilmente la partecipazione degli astanti.

Il doppio appuntamento conclude definitivamente la stagione del Teatro Lo Spazio che si prepara a trasferire la propria programmazione nella nuova sede di Ponte Milvio Estate, nell'area Swin Golf, dove resterà fino al 31 agosto.

Ambra Postiglione

 

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