Sabato, 01 Febbraio 2020 14:36

Buona Fortuna al Pastificio Cerere, di Diana Lelonek In evidenza

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Diana Lelonek crea progetti interdisciplinari basati su una ricerca ispirata alle scienze naturali e all'eco-attivismo, che sollevano la questione dell'impatto umano sulla natura e la fine dell’antropocentrismo, inteso come epoca geologica in cui l'ecosistema terrestre è fortemente condizionato dagli effetti dell'azione dell'uomo.

Il suo lavoro – attraverso la fotografia, l'uso artistico della muffa e la visualizzazione di oggetti comunemente considerati spazzatura - offre una visione critica sui processi di sovrapproduzione e crescita illimitata. 

La mostra è il risultato di una residenza dell’artista e del curatore polacchi presso il Pastificio Cerere nel mese di gennaio 2020.

Da giovedì 6 febbraio al 9 aprile 2020 l’Istituto Polacco di Roma e la Fondazione Pastificio Cerere presentano Buona Fortuna, prima personale in Italia di Diana Lelonek, a cura di Jakub Gawkowski

Il percorso espositivo, articolato tra lo spazio superiore del silos e quello sotterraneo dello Spazio Molini, presenterà i risultati della ricerca condotta dall'artista in due luoghi lontani uno dall’altro e apparentemente non correlati: l’ Alta Slesia, una regione industriale polacca, e i ghiacciai alpini del Rodano, dell’ Aletsch, del Monteratsch che diventano protagonisti di una installazione sonora ambientale.

"Nella mia pratica - dichiara l’artista - rifletto sul quesito: che cos'è la natura nell'era dell'Antropocene? Tento di mostrare le diverse forme di interdipendenza tra ecosistemi terrestri, processi capitalistici e industriali e sovrapproduzione di rifiuti. Provo che questi processi non possono più essere separati l'uno dall'altro. Analizzo criticamente l'Antropocene e cerco soluzioni alternative e innovative incentrate su un approccio empatico ed equo dagli umani ad altre specie”.

Lavorando con l'immagine e il suono, Diana Lelonek esplora il rapporto tra l'identità culturale e i sentimenti di appartenenza e perdita. La visione dell’artista si concentra su relazioni inter-specifiche, rituali culturali legati alla natura e alle loro storie, che forniscono informazioni sul passato pre-umano, sulla crisi del presente e sul futuro incerto dell'ambiente planetario.

Le installazioni sonore sono realizzate in collaborazione con: Denim Szram, Bartosz Zaskórski.

Inaugurazione: giovedì 6 febbraio 2020 ore 19

 dal 7 febbraio al 9 aprile 2020

Fondazione Pastificio Cerere e Spazio Molini
via degli Ausoni 7 - Roma

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