Venerdì, 23 Settembre 2011 09:10

Nell’aria c’è un mondo invisibile…quello di Millo

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[ARTI VISIVE]

Nellaria_c_un_mondo_invisibile1ROMA- L’8 settembre presso i locali della Torretta Valadier, con il patrocinio del XX Municipio di Roma, si è inaugurata la mostra Nell’aria c’è un mondo invisibile, una personale dell’artista pugliese Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo.

La mostra, terminata lo scorso 15 settembre, ha dato la possibilità a chi ancora non lo conosceva di scoprire un vero talento, un artista che si confronta con l’arte attraverso la realizzazione di opere che rivelano un certo stile minuzioso nella rappresentazione della realtà tangibile, che viene filtrata attraverso una profonda riflessione esistenziale sul rapporto tra individuo e spazio, sia quello visibile ai sensi, ma soprattutto quello apparente. I suoi seguaci invece hanno avuto la conferma della sua impressionante capacità di attraversare le linee e le curve sinuose dell’architettura, spostando Nellaria_c_un_mondo_invisibile3l’attenzione sulla solitudine dell’individuo in un grande contesto sociale come la città.
Lungo un percorso fatto di disegni realizzati su diversi supporti, il mondo invisibile di Millo è trasparente, lascia intravvedere uno spazio indefinito di costruzioni, che disperdono lo sguardo di chi si ferma a cercare una qualche figura umana, forse nascosta tra le pareti di un palazzo o nelle lamiere di una macchina ferma nel traffico della tangenziale, una linea di cemento che passa sopra il parco giochi di un bambino, il quale vede volare una mongolfiera nel cielo e scivolare tra il grigiore del nuovo centro commerciale dove prima c’era la sua scuola.

Gli abitanti del mondo invisibile di Millo sono individui che si nutrono di apparenze ed emergono come giganti dal sottosuolo in cerca di spettatori che colmino la loro sete di sguardi altrui; essi bramano desideri e sogni che la contingenza non potrà mai alterare. La flebile e malinconica vita che si nasconde dentro le mura delle sue città infinite chiede solo di poter venire alla luce, di essere attraversata con lo sguardo come farfalle al vetro di un laboratorio.
Bambini e bambine con visi impertinenti, soli contro il cemento che avanza, sono i piccoli protagonisti di questa storia tragi-comica, i quali ricordano le vicende di Marcovaldo, il personaggio calviniano che con la sua goffa lotta contro la città, lascia aperta la porta di quel mondo nascosto di tutti i Golem metropolitani, coraggiosi e intraprendenti, la cui voce risuona dall’alto delle terrazze dei grattacieli. Nelle sue opere c’è tutto ciò che una favola è in grado di rappresentare, servendosi di fogli, pennarelli, inchiostro e pennelli che tracciano itinerari e sentimenti sospesi nel vuoto.
Millo è tra i finalisti del prestigioso premio Celeste con l’opera Beatrice nella sezione Video&Animazione.

Eva Di Tullio

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