Lunedì, 30 Maggio 2011 18:21

La Banda della Magliana…dalla A alla S

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[TEATRALMENTE]

teatralmenteAncora una volta si distingue brillantemente sulla scena capitolina il teatro-commedia dell’autore e regista Luca Giacomozzi che questa volta ha portato in scena La Banda della Magliana…dalla A alla S al Teatro Anfitrione di Roma (Via San Saba, 24), uno dei teatri più accoglienti ed eleganti di Roma.


Lo spettacolo, andato in scena dal 5 al 15 maggio, ha proposto i personaggi del libro, della serie tv e del film Romanzo Criminale ricostruendo in chiave storico-moderna la storia della Banda della Magliana e le su
locandinae dinamiche, con dei risvolti a sorpresa, non storici, ma ironici e non solo.
Una storia che si monta e si smonta attraverso un susseguirsi di cause ed effetti che rendono lo spettacolo effervescente, brioso ed entusiasmante, ambientata nella Roma degli anni ’70 che profuma di sapori antichi e genuini.
La vicenda  si sviluppa all’interno di un bar che però ne vedrà delle belle e il cui titolare incarna inconsapevolmente la figura portante dell’intera vicenda. Il barman, interprete e narratore, è la voce in campo e fuori campo, la voce delle emozioni che gioisce e teme, che riflette e fa riflettere. Il perno intorno al quale si snoda l’intera storia, diversamente da ciò che appare e diversamente da ciò che lo stesso personaggio pensa all’interno della storia.
In realtà ognuno con le proprie peculiarità, rappresenta di fatto il tassello dell’intero puzzle messo in scena da Gabriele Carbotti,Gianluca Cortesi, Alessandra Cosimato, Valerio D’Alessandro, Cecilia D’Amico, Tony D’Elia, Marco Giacomozzi, Massimiliano Mosseri, Martina Marone, Diego Nesta, Geki Romano, Alessio Salvatori e Avio Focolarie che ne ha determinato il successo.
Questa storia è un ventaglio dalle sfumature più variegate che Giacomozzi, pur essendo un giovane autore, sa esprimere al meglio. Un elogio quindi alla creatività e autorialità, alla scelte artistiche con Mauro Paradiso scenografo e Simona Giorgio costumista che marcano quel gusto fresco, inebriante e soprattutto ironico, con quel pizzico di malinconia quanto basta per emozionare.

Maria Logroio

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