Mercoledì, 22 Aprile 2009 21:31

Vinyl Factory

Scritto da Marco Settembre
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[MUSICA/ARTI VISIVE]

ROMA- Spendere 40 euro e passa per un 45 giri originale di Caterina Caselli può essere considerato un atto irrazionale, ma quando questo viene trasformato in opera unica da un artista, i parametri per la sua valutazione crescono a dismisura, insieme al divertimento creativo di chi ha "sovrainciso" il disco.

L'operazione culturale lanciata da Mondo Pop e Rising Love per arginare il triste fenomeno del "latte alle ginocchia", di cui soffrono la maggior parte degli Street Artists quando gli vengono negati spazi per esprimersi, si chiama Vinyl Factory (Vinilificio creativo vol.2), un'idea di .bR1art a cura di Diavù & Omino71 che dir brillante è poco, perchè trascura di definire la sfiziosità estrema del risultato complessivo e dei singoli output degli artisti.


Non mondo cane, ma Mondo Pop!

La manifestazione ha una doppia sede, giusto due lati per il medesimo 33 giri: il Lato A dell'esposizione continuerà fino a venerdì 24 aprile 2009 alla MondoPOP International Gallery/Art Shop of Rome di via dei Greci 30, zona Piazza di Spagna, e il Lato B fino al 19 di aprile al Rising Love di via delle Conce 14 (Testaccio), roccaforte della club culture della capitale.
Sicuramente il Lato A dall'inaugurazione ha "suonato" più pop con una spruzzata di classica, visto il carattere di galleria d'arte dello spazio, coloratissimo ma pur sempre esclusivo, mentre il Lato B, inaugurato al Rising Love domenica 22 marzo, ha avuto un sound elettronico-sperimentale, considerando che l'opening party si è protratto dalle 19 fino a tarda notte, con un contorno di performance, musica live, e quattro dj d'eccezione.

Figurarsi che al termine di una performance di pittura appunto su vinile (utilizzando tecniche di Fidia_Falaschettiesecuzione le più veloci possibile), le opere così ottenute sono state donate al pubblico (!!!) ed alcuni dei presenti riferiscono che i dischi sono stati lanciati con cannoni spara-neve artificiale e fatti così roteare sopra le teste del pubblico come frisbee dotati di jingles e carillon da far suonare con telecomandi Wii da parte dei dj, ed alcuni dei presenti li afferravano al volo allungando gli arti prensili bionici, come emuli acritici del Mr.Fantastic di Marvelliana memoria!

Si badi bene, però: oltre a Diavù aka David Vecchiato, Omino71, Satoboy, Mr.Klevra, Sone, AliCè, Bol, Teddybear, Fidia e .bR1 e tanti altri artisti urban che hanno dipinto live i pezzi poi offerti al pubblico, stiamo parlando di una mostra monstre, una collettiva legata a un bando internazionale che la MondoPOP International Gallery di Roma ha lanciato sul web due mesi fa e che ha portato sotto gli occhi estasiati di un pubblico vivace ed informato, più di 500 vinili dipinti da artisti famosi, famosissimi e anche meno noti di tutto il mondo, che con entusiasmo hanno risposto al bando aderendo all'iniziativa e gettandosi con entusiasmo nella sfida creativa. Accanto ai vinili realizzati da importanti artisti internazionali e italiani tra cui Jeremyville, Jon Burgerman, Jim Avignon, Christian Lindemann, Ciou, Andras Bartos, Diavù, Ozmo, Dem, Sten & Lex, AlePOP, Massimo Giacon, Scarful, Serpeinseno, Cesko, Zelda Bomba e tantissimi altri, possono essere ammirate in esposizione le opere di tutta la nuova scena della Urban Art internazionale, sempre e comunque alla ricerca di un modo personale di espandere il limite fisico di un oggetto di plastica nera da 12 pollici che invece concettualmente e ludicamente si presta alle più variegate espansioni, comprese ovviamente quelle legate all'opera musicale che originariamente conservavano tra i solchi.

E' questo il caso, ad esempio, di "Animals" dei Pink Floyd, rivisitato con incomparabile perizia da Fidia Falaschetti, che seziona la celebre mucca della copertina originale in due metà, di cui una ridotta a scheletro, la posiziona in mezzo a sacchi verdi di rifiuti radioattivi tra i quali spuntano telecamere di sorveglianza della Facebook (e ci siamo capiti!), il tutto all'interno di mezzo nucleo d'uranio simulato con un semplice intervento grafico sul taglio del 33 giri. Da notare che l'elaborato poggia, leggermente sollevato, sulla copertina originale coinvolgendo dunque anch'essa nella rivisitazione. Analogo discorso vale per l'esemplare ricavato dal disco d'esordio dei Velvet Underground.

Marco_AboutSplendide le prove, tra le opere di stile più pittorico, di Marco About: "Esiste un confine tra uomo e animale?" è la domanda riportata in uno stendardo rinascimentale dipinto sull'LP, ed un coniglio stilizzato soft-cubista, risponde: "Non mi pare". "La mente è un universo variegato" è la didascalia presente in un'altro pezzo, ed un gelatino in coppetta aggiunge: "...all'amarena". "Cosa c'è oltre la vita?" si chiede il vinile numero tre. Una testa di bambina azzarda: "I fianchi". "Brava". "Grazie". Lo stile è favolistico da illustrazione d'autore, tra fumetto contemporaneo e artigianato Old En-gland.

Mr. Klevra, già partecipante con onore al MArteLive 2008, ha voluto spiazzare i critici tutti d'un pezzo presentando due opere diversissime: una è un'icona bizantineggiante, con tanto di fondo dorato eseguito con una autentica velatura aurea; l'altra mostra, in rilievo tridimensionale, una bestiaccia simile ad un incrocio tra un Alien di Ridley Scott sfrangiato formato bonsai ed una scolopendra potenziata da un energy drink, in ogni caso la creatura sembra mezza spiaccicata sul vinile ed immobile, ma non basta per farci pena.

Zoka ha realizzato delle rilevazioni geografiche di qualche nuovo planetoide vergine su cui Zokatrasferirci per ricominciare da capo, ma questa interpretazione si infrange contro i tubicini infilati nel vinile-planimetrico con degli jack: si allude a trasfusioni di olio lubrificante per gli androidi di domani o a tecniche futuribili di irrigazione del suolo in profondità a base di petrolio e burro caldo? Sulla stessa parete, abbiamo trovato anche l'astratto trittico pop-cyborg di Ziod, anch'es-so con inserti di materia tridimensionale, il cui cromatismo acceso arancio-nero-bianco cerca di rendere attraente l'evoluzione robotica degli affetti più cari (??)
Un gruppo di giovanissimi iraniani (intorno ai quindici anni d'età) hanno proposto dei pezzi dal contenuto socio-politicamente molto critico, com'era prevedibile, come nel caso della Statua della Libertà sormontata da un'aureola luminosa formata da filo spinato.

Il giapponese The Young con una tecnica a stencil basata su bianco e nero e solo un tono di grigio ha ottenuto delle immagini che restituiscono ugualmente una forte sensazione di tridi-mensionalità, lavorando su dettagli infinitesimali e su uno sfondo composto da una parete scalare di cubi su ciascuna delle cui facce visibili c'è il volto dell'artista ed il suo marchio. L'oggetto che campeggia in mezzo ad una di queste composizioni sono un paio di stivali di gomma con stampigiato lo slogan: "Have a nice grey", e nell'altra opera in mezzo c'è un ombrello: l'artista vuole esortarci a non essere metereopatici?

E' nostro dovere avvertire i cortesi lettori che troveranno in Galleria non uno spazio austero, ma un ambiente raccolto sì, ma anche coloratissimo ed abitato da presenze simpatiche e giocose: i tanti curiosi e divertenti puppets, che insieme ad un'oggettistica ammiccante e a gadgets senza timori reverenziali, connotano la MondoPOP International Gallery come una riserva di ironico ottimismo anche per chi esclama "Mondo Cane!" ogni volta che scende dal letto.
Insomma, da più di un decennio la maggior parte della gente ha smesso di posarli sul piatto e ascoltarli, gli LP o 33 giri, eppure, grazie al mercato vintage e a questo restyling voluto da Mondo Pop, godono ancora di ottima salute. Dopo questa operazione culturale, i Picture Disc della seconda metà degli '80 verranno tanto deprezzati che li troveremo accanto alle casse dei supermercati, usati come resto dalle cassiere a corto di spicci!


Rising records with love

n1650_artisti_e_pubblicoL'assalto ai bastioni dell'Arte con la A maiuscola da parte dei nipotini dei fans di Duchamp non si ferma, anzi sono coscienti di essere ad un passo dal prendere il controllo del mercato. Infatti durante la serata di venerdì 16 aprile 2009, al Rising Love di Via delle conce 14, a Testaccio, sono stati esposti, creati e distribuiti dischi di vinile e surrogati di cartone comunque dipinti, adatti a risolvere, grazie alla loro indubbia godibilità estetica, problemi di ordine amoroso, esistenziale, finanziario, lavorativo, accademico e coniugale.

A partire dalle 21 circa, maniaci dell'arte pop, graffitisti clandestini, devoti dell'hip hop, scanzonati fumettisti e altri freaks sono confluiti davanti all'ingresso alquanto industrial del Rising.Love in attesa che l'evento prendesse il via.
Già all'ingresso tutti i visitatori potevano munirsi dell'attesissimo catalogo, sgargiante e irriverente come un rasta flippato in un circo di pupazzi flosci e corredato, oltre che da moltissime e pirotecniche esemplificazioni della creatività su vinile - una specialità per giocolieri dei pennelli o degli uniposca, se preferite - anche dalle fulminanti ma pregne premessa, prologo e introduzione, di Demetrio Paparoni, docente di Storia dell'Arte Con-temporanea alla Facoltà di Architettura dell'Università di Catania, e di David Vecchiato, artista, curatore della Mondo Pop International Gallery e docente allo IED.

Il locale ampio e accogliente come i migliori lounge club si riempiva sempre di più di personaggi più o meno probabili ma mai out che, sorseggiando un drink al bancone stavano col naso per aria a soppesare la sfiziosa stranezza delle opere su Long Playing esposte sopra di loro, sulla lunga parete bianca, oppure a valutare con ammirato compiacimento la proiezione, sulla parete di fron-te, delle foto di Andrea Gullace.

Non è questione di accademismi impomatati o inamidati, è cruciale piuttosto la qualità degli n1675_Jeremyvilleartisti, e questa è sempre facile da certificare per uno sguardo non velato da pregiudizi e abituato a vedere le cose del nostro tempo con attitudine critica. Insomma, il dopo-Keith Haring ormai formicola nell'aria, e respirare diventa una performance, se uno non resta passivo. Con la preoccupazione di far intendere chiaramente al pubblico che questa esplosione di forme ironiche e trastulli estetici non finirà da un giorno all'altro, per questo finissage gli organizzatori hanno dato mandato al superguest Jeremyville dall'Australia di dipingere live una enorme tela preparata con un grande cerchio di colore nero al centro, tanto per evidenziare come, se si vuole superare il limite spaziale di 12 pollici del tradizionale disco, non è facile resistere alla tentazione di renderlo monumentale insieme all'opera grafica che lo fa "esplodere". E se l'implosione sembra un affare da repressi, ecco Jeremyville insieme a David Vecchiato stipare questo spazio circolare nero con le sue consuete creature beffarde con i tipici occhi come buchi in una atmosfera acida da piccoli zombie-giocattolo; alcune di queste però, man mano che i due artisti "facevano a fidarsi" l'uno dell'altro, andavano oltre il bozzetto preparatorio schizzato su un tovagliolo al ristorante, e assumevano una veste da emanazioni di icone della cultura Pop: lo scheletro di Andy Warhol compariva assieme ad uno sgorbio ispirato a Marilyn, uno yeti refrattario alla ceretta impersonava Francis Bacon, mentre alcune figure restavano prive di faccia per simboleggiare l'astrattismo, e così i pop invaders bidimensionali di più augusto profilo e le enigmatiche forme "pure" si affac-ciavano dalla tela cercando di mescolarsi tra noi bestie di carne come infiltrati stralunati ed allusivi!

La formula è stata dunque la stessa che è stata tanto apprezzata lo scorso 22 marzo: si sono viste scene lacrimose o isteriche dettate dall'entusiasmo o dalla commozione quando gli artisti hanno consegnato i dischi customizzati; d'altra parte c'era stato chi, per "prenotarli", aveva offerto i favori sessuali della zia o l'intera collezione di tubi di Smarties pieni e scaduti, ma bene hanno fatto l'accurato ed estroso Fidia Falaschetti ed altri ad offrire le loro opere semplicemente a chi li ricopriva di complimenti sinceri.

Hanno completato la serata le esibizioni live di due gruppi: gli Spiral 69, con le loro energetiche sgroppate trance-grunge, ed i raffinatissimi Ashram, un trio composto da voce, tastiera e violino (il violinista è comparso sul palco come ospite anche con gli Spiral 69, avendo suonato come session man anche sul loro disco). Gli Ashram hanno rapito l'attenzione dei presenti con un virtuosistico e drammatico evolversi di armonie corrispondenti forse al tormento di innamoramenti catastrofici sul ramage di piccoli accadimenti tra bosco, tundra, e metropolitana di Parigi.
Non molto pop, diremmo, ma, come riportato in epigrafe sul catalogo della mostra, Nietzsche scriveva, più o meno: "Che importa tutta la nostra arte se abbiamo perduto l'arte di far festa, di costruire momenti elevati e beati?" Mondo Pop e Rising.Love allora sono "sulla grande strada della festa dell'umanità", e al posto dei calici hanno sollevato dischi. Con amore!

Letto 2051 volte Ultima modifica il Venerdì, 24 Aprile 2009 08:39