Venerdì, 06 Maggio 2011 10:02

FUMETTO_ Di rottura e Necromanzia: arriva Shinigami

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paola.zuccalafumetto6Anche quest’anno la narrativa sequenziale bissa il consueto appuntamento del MArteLive. La prima serata di maggio si è aperta con degli ospiti d’eccezione in fatto di novità artistiche a fumetti. E del resto, ciò che promuove al meglio l’arte emergente è forse l’arte emergente stessa.


Al banco delle illustrazioni si sono seduti i giovani Andrea Olivieri e Annapaola Martello, che ci hanno presentato un nuovo progetto tutto italiano, a discapito del suo titolo nipponico: Shinigami.
Lo Shinigami, come è noto a ogni buon lettore di manga, è uno psicopompo, un demòne che traina l’anima del morente verso l’aldilà. Si distingue dai suoi colleghi occidentali, corvi e traghettatori compresi, soprattutto per una sua componente grottesca: spesso lo shinigami ha un aspetto mostruoso e poco piacevole, che desta una certa inquietudine. O, al contrario, è proprio la sua sobria bellezza a destare timori, spesso a causa del contrasto con quello che è il suo mestiere.
Scopo della rivista Shinigami, spiega Andrea, è quello di creare un punto di rottura con i paola.zuccalafumetto12classicismi del fumetto italiano. La necromanzia diventa così il filo conduttore di tutti gli artisti che partecipano al progetto. Storie brevi, spesso autoconclusive, la cui natura tende irrimediabilmente a toccare le corde dell’inquietudine umana. Un horror che non è semplicemente vaneggiato da mostri paranormali, ma che è anche collocato all’interno di situazioni quotidiane, esasperando certe orribili verità del nostro tempo quel tanto che basta da aprire gli occhi dei più distratti.

Andrea ha 25 anni, ha studiato disegno alla Suola Internazionale di Comics, adora Kent Williams e Jason Shawn Alexander. Annapaola, 23 anni, lo affianca spesso, anche come colorista, ma i suoi gusti sembrano tendere più verso le scuole francese e argentina. E entrambi vanno matti per Dave McKean. Chi legge la rivista I-Comics ha già potuto vedere di cosa sono capaci.
Oltre a una rottura tematica, prosegue Andrea, si parla anche di una vera e propria rottura stilistica. Primo tra tutti il canone Bonelliano, composto dalla classica griglia di 2x3 vignette, che secondo i due illustratori aveva bisogno di una rivisitazione urgente. Senza bisogno di scadere nella splash page facile, il concetto base è quello di riconsiderare la tavola nella sua totalità, quasi a seguire il consiglio del buon vecchio Windsor McCay. A dirigere il progetto, un nome già noto nel campo delle riviste horror a fumetti, quel Paolo Di Orazio che, a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, allietò gli amanti del genere con la testata cult Splatter.
Andrea e Annapaola hanno quindi accompagnato la serata con illustrazioni e dediche, mostrando come i loro artisti preferiti abbiano influenzato rispettivamente i loro stili e di come basti l’uso della china, di una matita e di alcuni pennelli per mettere in crisi un immaginario classico come quello del fumetto italiano.

Giampiero Amodeo

Letto 2089 volte Ultima modifica il Venerdì, 06 Maggio 2011 13:37