Sabato, 16 Aprile 2011 11:41

U’Papun_ Fiori innocenti

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UpapunFioriInnocentiUn sano mix di rock e culture etniche e popolari che si sposa con la tradizione del teatro-canzone italiano questo Fiori innocenti (JustPlayMusic/Volume!Records/Protosound Polyproject) del gruppo pugliese degli U’Papun, designato da Red Ronnie “il lato oscuro della Puglia”.

Sedici tracce in cui poesia  e musica si fondono con il parlato teatrale del carismatico front man Alfredo Coltella, e dove testi maturi, intelligenti, provocatori e dissacranti si fondono con rabbia, sarcasmo e passione dando vita ad un’opera stimolante dalle sonorità piene, ricche, di difficile classificazione di genere. Pop, folk, rock, funk e ska diventano un’unica cosa che diviene assimilabile grazie alle sonorità pulite, estremamente coinvolgenti che fanno di questo progetto un disco sempre sorprendente.
Contaminazioni moderne che vengono dal passato, dove riecheggiano spunti che vanno da De Andrè a Gaber, dalla PFM agli X-Dar, esattamente come si sente l’eco della musica zigana scivolare tra le onde d’urto della chitarra elettrica di Gigi Lo russo e delle acustiche di Davide Caselli. Alla batteria Cristiano Valente, al basso Mario Orlandi, tutto per un progetto ambizioso e ben riuscito dove ogni nota colpisce il segno, mentre i testi lasciano ondeggiare tra commozione,  riflessione e risata sardonica.

Spaccati di vita reali e surreali si alternano conciliandosi in un mondo dove tutto ciò che è possibile accade, anche che “Biancaneve (Donna Emancipata)” si svegli e si riveli una troietta di periferia che non è affatto interessata all’amore del Principe Azzurro.
”Inutile alchimia”, intro del disco è una sorta di benvenue dal ritmo seducente, mentre “La sposa in nero”, seconda traccia del disco, storia di una amore spezzato rende già evidente l’andamento incatenato del disco, dalle dinamiche spiazzanti, in cui l’amore va a spasso con il disincanto, la volgarità della materialità con la scelta di vivere il mondo in un’ottica diversa, distaccata dalla corrente popolare (“Vivere come un’attrazione”).
Il primo singolo del disco, “L’appapparenza”, nato dalla collaborazione con Caparezza, dalle sonorità estremamente folk, interpreta il culto dell’apparire e il mondo dello spettacolo con un motivetto estremamente orecchiabile, che fa dell’ironia spinta il suo nucleo centrale.
Voci stridule e disarmoniche di contorno scivolano come Coro portante della narrazione, sostenuta dalla voce calda e armoniosa di Caselli. Il mondo delle favole assume contorni sconosciuti, dove si evince il mal de vivre che esacerba i ritmi ed i rapporti della società di oggi e sembra di scivolare in un universo parallelo dove il mondo va al rovescio, salvo poi comprendere che in realtà, è esattamente il mondo che stiamo vivendo che va al rovescio, mentre le dinamiche fiabesche diventano sogni lontani di un mondo ideale mai realizzatosi. E così si scivola dalle favole ai drammi.
Dal canto loro i brani strumentali (“Raga fiori” e “L’uomo nero”), invece, danno forza e vitalità al contesto musicale generale, conferendo consistenza e ariosa libertà di intenti, come introduzioni emblematiche di una poetica taciuta: i ritmi e le sonorità che attraversano il disco sono riassunti come temi mescolati con creatività e sapienza, con l’intento di creare (soprattutto nella seconda che è anche l’ultima traccia del disco) un impatto forte, che incanta l’ascoltatore e lo invoglia a ricominciare daccapo, come in una sorta di loop sonoro emotivo che difficilmente si esaurisce con la fine del disco, e lascia nell’aria la sensazione di una contaminazione moderna che, se non cambia le cose, almeno le presenta per quello che sono.

TRACKLIST:
1. Inutile alchimia
2. La sposa in nero
3. L’odore delle rose selvatiche
4. La danza degli insoddisfatti
5. Maledettissimi soldi
6. La nèbbie
7. Vivere come un’attrazione
8. L’appapparenza
9. Uomo qualunque
10. Raga fiori
11. Fiori innocenti
12. C’era una volta…
13. Biancaneve (Donna emancipata)
14. Giulietta
15. L’uomo nero
16. Buonanotte…

Gli U’Papun sono:
Alfredo Colella: voce
Gigi Lorusso: chitarre elettriche
Davide Caselli: chitarre acustiche
Enrico Elia: synth e fisarmoniche
Cristiano Valente: batteria
Mario Orlandi: basso

Edyth Cristofaro

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