Lunedì, 24 Maggio 2010 07:39

Ivan Vicari: Afro Hammond Jazz

Scritto da Laura Fioravanti
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[MUSICA]
JazzAlCentro_3ROMA- Jazz al Centro, rassegna musicale dedicata al jazz e alle sue contaminazioni, vede per i 4 giovedì di maggio la splendida location del Cinema Farnese in Campo dei Fiori, come il fulcro della manifestazione.



Fuori dagli schemi, sia per il luogo in cui si svolge che per la modalità, queste quattro serate vogliono essere un esperimento di fusione tra la musica ed il cinema, sia per quanto riguarda appunto il luogo di svolgimento, sia per le esibizioni live che avranno l'ambizione di riproporre temi a noi noti, come alcune importanti colonne sonore, rivisitate in chiave jazzistica. A cura di JazzAlCentro_4Mariangela Mincione ed Emanuele Kraushaar, questo piccolo festival romano a differenza di qualsiasi altra esibizione di musica live, avrà quindi come peculiarità il “palco” che sarà quello dello storico cinema, dove si esibiranno due gruppi per serata suddivisi in due tempi, come per ogni film che si rispetti!

Giovedì 13 maggio, una band che ci ha fatto conoscere il suono d'altri tempi del piano Hammond, maestralmente suonato da Ivan Vicari. Si parte alla grande con dell'ottimo afro-jazz, venato di luci equatoriali, calde e latine coni delicati assoli di piano e sferzate di sax, per poi passare al bepop che grazie anche al contributo del percussionista Karl Potter, special guest della serata, diventa più realistico, con il suo improvvisare e gli strilletti ogni tanto, come nei vecchi scantinati di New Orleans.
Capace di tutto, questo quartetto, si inoltra con cover d'annata che ci portano in paesi lontani, come per il caso di “Samba di Orfeo” di Luiz Bonfá, bossa crepuscolare dal languore mediterraneo per passare a “Mimosa” di George Benson.
JazzAlCentro_2Le folate velocissime di Vicari sono seguite dal sax tagliente e sostenute dalle percussioni in un tutto coinvolgente ed entusiasmante. Dal tono rotondo, solare, ricco di carica positiva con una venatura danzereccia che non ti fa smettere di picchiare le dita sulla poltrona, anche i pezzi concepiti dall'organista non sfigurano di fronte alle cover più famose, c'è equilibrio e fantasia nelle creazioni di Vicari, e la cosa più bella è sentire con quale entusiasmo questi quattro musicisti si cimentano nel far parlare I proprio strumential ritmo del jazz.
Il concerto è breve, anche se le tracce sono lunghe ed eleganti, che si vorrebbe quasi non finissero mai. Il suono dell'Hammond sembra essere tornato in auge, auguriamoci solo che d'ora in avanti certi artisti abbiano maggiore visibilità, sopratutto in giro per i festival nostrani.

Laura Fioravanti


Letto 1733 volte Ultima modifica il Lunedì, 24 Maggio 2010 07:47