Lunedì, 27 Giugno 2011 19:24

Simona Pampallona: andate a vedere Corpo celeste!

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Simona Pampallona Simona Pampallona

Corpo Celeste è ancora in programmazione in qualche sala romana e le fotografie di Simona Pampallona, fotografa di scena del film, sono state smontate da poco dalle pareti del nuovo spazio di Mondo Bizzarro Gallery. Con la mostra Corpo Celeste. Behind the scene, dall’1 al 15 giugno, la Pampallona ha presentato quindici scatti per raccontare il film la cui regia firmata da Alice Rohrwacher ha vinto, il 3 giugno, il premio Afrodite, premio dato alla creatività femminile.


Come è nata la collaborazione con la prima regia di Alice Rohrwacher?
Alice cercava un fotografo di reportage e cercava gente del posto, fondamentalmente ha contattato per l’intera produzione persone che 01vivessero in Calabria (il film è girato a Reggio Calabria, N.d.R.). La fotografa calabrese non era disponibile e le ha segnalato il mio nome. Io e Alice ci siamo trovate bene, da subito abbiamo deciso che c’eravamo simpatiche, poi durante il lavoro di produzione del film non è stato possibile approfondire i rapporti, se non la stima professionale, ma successivamente siamo anche andate in vacanza assieme.

Hai realizzato scatti che raccontano una storia non tua, come sei riuscita a trovare un tuo spazio artistico?
Il fotografo di scena deve essere discreto, e capire quando e come inserirsi. Avevo letto la sceneggiatura e studiato il materiale, ma poi sul campo tutto cambia.

Il film stesso ha una fotografia particolare, sembra quasi si voglia fare un omaggio alla poetica degli anni ’70.
Ogni ripresa, ogni location era pensata soprattutto a livello fotografico, questo ha stimolato molto il mio lavoro.

Tu sei una reporter cosa hai catturato oltre ad aver bloccato i frame del film?
Ho provato a seguire la campagna elettorale in corso, a breve ci sarebbe stata l’elezione dell’attuale sindaco Giuseppe Scopelliti, ma il film mi ha preso moltissimo.

foto3Oltre a Reggio Calabria avete girato anche in paesi limitrofi?
Sì, a Roghudi, un antico paese dove si parla ancora greco. Si tratta di un paese che ha subito due alluvioni (nel 1971 e nel 1973, N.d.R.), ed è un paese morto. I fondi per la ricostruzione hanno fatto nascere un paese nuovo, ma ci sono delle realtà giovani che cercano di mantenere in vita quelle antiche costruzioni, sono stata ospite a casa di persone che hanno creato una cooperativa che prova a dare uno sbocco turistico al luogo.

Come hai vissuto la Calabria?
Non c’ero mai stata, anche se ho una nonna calabrese, credo che l’avrei vissuta diversamente se avessi trascorso del tempo con amici calabresi, ma sono andata lì per lavorare. Ho visto una Reggio Calabria difficile, il rapporto con la vita della città è stato complicato. Ho provato a capire come potesse essere la vita là, ma non ho avuto la possibilità di fare qualcosa assieme alla gente che ci vive.

Quale è stato il colore che più ti ha colpito?
L’azzurro, il cielo spesso era nuvoloso, in fotografia diventa quasi pieno e la luce che si faceva spazio tra le nuvole sembrava quasi divina.

L’allestimento della mostra curato da
Irene Alison non ha delle vere e proprie didascalie, sono delle citazioni dalla foto4sceneggiatura di Corpo Celeste?
Non sono proprio delle frasi che appartengono all’ultimo montaggio, la sceneggiatura è molto cambiata dalla prima stesura, il film racconta la realtà locale, il catechismo per la cresima, non credo che nessuno abbia mai raccontato questa realtà. Io ho conservato le frasi della prima sceneggiatura che mi colpivano di più per spiegare le foto, le abbiamo scritte direttamente sul muro per seguire una linea comune con la galleria che ha ospitato la mostra che conduce un lavoro di ricerca rispetto Urban Art.
L’allestimento è, infatti, minimale per un film che racconta una storia altrettanto semplice, catalogato invece immediatamente come un film anticlericale.

Si tratta di una produzione coraggiosa che racconta la storia di una bambina per affrontare una critica sociale.
Non c’è stata l’intenzione di fare un film anticlericale, il film va visto anche perché si tratta di una produzione fuori dalle più importanti case di distribuzione, quindi: andate a vedere Corpo celeste!

Rossana Calbi

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