Domenica, 27 Dicembre 2009 11:45

Fuoco su carta, il ritorno di Orodè

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shibaDalla Puglia è tornato a Roma Orodè De Oro.
Ritrovare Orodè è come fare un tuffo nei libri della mia adolescenza. Lo immaginerei tranquillamente discutere con Baudelaire o magari dividere l’assenzio con Toulouse Lautrec.

Orodè è uno di quegli artisti che sanno dedicarsi all’arte nella piena totalità. Scrittura, scultura e pittura. Tutto diventa passione e forza nel suo fare. L’arte diventa totalizzante, perché è la sua vita, è tutta la sua vita! Il 19 dicembre 2009 Orodè ha inaugurato presso lo spazio Officine, in zona Pigneto, la sua personale che ricoprirà, fino all’8 gennaio 2010, con i sui disegni su carta, la più grande parete del punto di incontro.

Le mostre di Orodè sono sempre un evento e non solo per la sua presenza scenica. Orodè crea Orod_officinespettacolo nella sola realizzazione delle sue opere. Accompagnato dalla musica di un violino, per la prima volta dal vivo, Orodè ha ritratto dal vero una modella. La giovane donna è stata rivisitata dalle mani dell’artista che cerca di “frammentare” le linee della realtà. Lui stesso si fa trovare in spazi sul web che ricordano questa sua ricerca di frammentazione, www.fragmantart.it.

La volontà stilistica che Orodè traccia nei sui schizzi sembra veloce e fulminea, invece è caratterizzata da lampi che nascono da cieli preparati alla bufera e alla tempesta.
I suoi disegni sono delle tracce che non ripercorrono le figure, così i suoi mosaici sono il riempimento di queste linee. Orodè è uno dei pochi artisti contemporanei che realizza mosaici. I suoi non sono oggetti d’arte, sono la presa di posizione che ha l’arte materica rispetto alla realtà.
Nonostante i recenti successi e riconoscimenti, nel 2009 è il vincitore grazie al voto online del Premio Celeste e del Premio Nazionale Enzo Fani nella sezione arti visive, Orodè torna al suo pubblico romano per regalare ancora una volta uno spettacolo del colore. Quello che regna nel suo mondo è proprio questo: il colore forte e coraggioso, come deve essere la vita di un artista.
Su questa grande parete per tutte le feste natalizie troveremo dei lavori che esprimono l’indagine stilistica della realtà vissuta dall’artista ma anche la piena consapevolezza della vita stessa dell’artista che è sacrificio impastato da colore. Ciò che più mi piace è la sua capacità di mantenere in modo costante questa sua ferrea volontà di ricerca del bello nella lettura del mondo; un bello che lui stigmatizza nelle linee discontinue e contorte, nell’erotismo dichiarato e mai banale.
Ben tornato a Roma, Orodè!

Rossana Calbi

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