Lunedì, 16 Gennaio 2012 22:05

Lettera 22_ Contorno Occhi

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lettera22-cover2011E’ passato Natale, sarebbe facile tornare ad essere cattivi, ma abbiamo imparato la lezione. Saremo buoni. Un’altra volta, però. C’è da parlare (per l’ennesima volta) molto male degli effetti collaterali del funzionamento di una formula.



La procedura è sempre la stessa: metti su un disco o leggi un libro o vedi un film o ti imbatti in una certa cosa X, scopri che parla a tutti eppure proprio a te eppure proprio al mondo, ne vieni ispirato, vuoi restituire qualcosa al mondo, procedi a tua volta, arriva lo stronzo che stronca il tentativo dicendo che ricorda troppo X (perché “non ha capito niente”), o l’Illuminato che lo esalta proclamando di aver finalmente trovato l’erede di X (perché “ha capito tutto”). Orbene, il vostro MArterecensore di fiducia la faccia da illuminato non ce l’ha, quindi il cerchio si restringe (cit.), quindi bisogna ragionarci un po’.
Di per sé la prima parte di questo processo sarebbe anche la bella storia della contaminazione di ispirazione tra artisti (tutti potremmo esserlo, perché tutti abbiamo qualcosa che val la pena raccontare), ma a creare l’intoppo è una dicotomia sempre problematica: da una parte vere e proprie schiere di metalinguaggi che saturano da subito il campo, diminuendo naturalmente la disposizione all’ascolto. Dall’altra, l’unico vero motore della verità: l’urgenza. Che fa cadere tanti nella tentazione (o nel tranello) di esprimersi soltanto, o troppo soltanto, attraverso uno di quei codici.
Una storia anche tristissima e maledetta, quindi: che distorce e rischia di affossare intenti e realtà, e in cui rientra, come in tanti altri casi, anche la mezzora abbondante di pop-rock cantautorale contemporaneo contenuta in Contorno Occhi (ForEars/Mukkake), debutto in società dei marchigiani Lettera 22.

Avete presente quei dischi che li mettete su e sarebbero proprio dei gran bei lavori, anche abbastanza peculiari dal punto di vista dell’arrangiamento, se non fosse per il fastidioso persistere dell’impressione che troppe, troppe cose sembrino non essere opera davvero degli autori? Ecco, il caso di questi ragazzi sembra proprio un classico in questo senso: alcuni indizi di ciò li si rintraccia in tessuti musicali sospesi tra curato vintagismo e contemporaneità nelle soluzioni, altri nell’incedere della voce calda con cui Gianluca Pierini si cimenta nel racconto di un vissuto sporco e traslucido da rendere anche autentico con apposita interpretazione; completa il quadro (toh, come in certe offerte di lavoro tutte uguali) qualche citazioncina che torna buona per i palati più schizzinosi. Tutto al posto giusto, quindi. Troppo.
E si sente, perché se cotanta cura da un lato trasforma i dettagli stessi in piccole perle (il dolce lirismo che pervade gran parte del lavorio delle chitarre e del piano all’interno di quasi tutti i brani), dall’altra rende sempre più chiara al termine di ogni brano l’esistenza del ricettario poco sopra descritto, e sempre meno facile sottrarre questi Lettera 22 a un confronto davvero troppo, troppo, troppo ravvicinato coi Baustelle di “Amen”, o al limite con gli Amor Fou de “I Moralisti”.
Quasi sempre a questo punto ci leggete prendere comunque le parti della band in questione, spronandoli in vista di nuovi, migliori episodi.
Ebbene, pur mantenendone la volontà è però proprio qui che riesce difficile non muovere alla band l’unica vera critica che si possa muovere a un lavoro come questo, e che accennavamo poc’anzi: non aver saputo evitare la tentazione, o l’equivoco quasi ontologico per cui raccontare sé stessi comporta corrispondere a un certo identikit “funzionante”. A una certa formula.
In Contorno Occhi si sente troppo una ricerca di questo tipo, e troppo poca spontaneità e personalità.
La traccia numero 4 del disco (peraltro tra le migliori, assieme alla notevole “Himmlisch” e “Calibro Ventitré”) si chiama “Cliché”: speriamo di dare appuntamento, nella prossima occasione, a una band che se ne sappia se non proprio liberare, almeno affrancare quel tanto che basta per far intravedere al meglio se stessa.

Lettera 22:
Gianluca Pierini – voce e tastiere
Arianna Graciotti – chitarra
Francesco Fabretti – basso
Luca Orselli – batteria

TRACKLIST:
01. Lettera 22
02. Calibro 23
03. Autunno
04. Clichè
05. Tennis Club Ticà
06. Una Parola
07. Cara Polvere
08. Ore
09. Himmlisch
10. Novembre

Francesco Chini
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