Martedì, 07 Febbraio 2012 09:27

Taxi Gallery, meglio l’arte dello sciopero

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Omino Shiba-okRiprende la serrata dei tassisti. Il 23 gennaio è partita la seconda trance delle proteste contro le liberalizzazioni del governo Monti. Ogni cambiamento comporta sempre delle perdite che arrecano danni ai molti per agevolare forse i più. Ma perdere delle posizioni conquistate, o ormai ritenute fondamento della propria condizione, è indiscutibilmente difficile.



Categoria poco amata quella dei tassisti, a esclusione di Alemanno, che li difende con dichiarazioni di estrema comprensione per la loro condizione di lavoratori. Probabilmente il sindaco di Roma conosce un aspetto dei foto1dipendenti delle cooperative che i passeggeri non immaginano quando pagano il conto non riuscendo a capire il criterio del tassametro.
Secondo me Alemanno è salito su uno dei sette taxi che sono lo spazio fisico della mostra Taxi Gallery. Io, che non prendo un taxi, e mi limito ad aspettare i mezzi pubblici, ho saputo della mostra solo in occasione del suo finissage. Taxi Gallery è una mostra in viaggio organizzata da tre fotografi: Flora Contoli, Daniele Pinti e Claudia Sordi, quest’ultima anche tassista attualmente in sciopero. Il loro è un progetto itinerante nel senso più letterale del termine.
La mostra, o meglio dire le mostre, legano più fotografi, i cui lavori vengono raccolti secondo assonanze e stili. Le vere fotografie di piccolo formato, quindi non stampe, sono proposte in un album ben curato, senza alcuna presentazione critica, e sono presentate ai passeggeri dei sette taxi, che circolano per Roma, in piccole collettive “da sedile”.
“Ho avuto lo spunto dal festival Occhi Rossi del Forte Prenestino, che ha tra i suoi progetti quello di portare la fotografia in spazi non convenzionali, alternativi e accessibili”. Mi racconta Daniele Pinti in occasione della mostra nella sala espositiva del Forte Fanfulla – Roma.

Prima della ripresa dello sciopero dei tassisti, sabato 21 gennaio, un’automobile bianca, un vero taxi, era il fulcro di quella che i fotografi partecipanti hanno definito il finissage di un progetto che va avanti da oltre un anno. Fino al 25 gennaio, il nuovo spazio del Fanfulla ospita gli scatti in un formato più convenzionale in una mostra. I venti fotografi foto2di Taxy Gallery espongono lavori diversi per tecnica, stile e scelta dei soggetti. Facile immaginare che si possano inserire paesaggi urbani spontanei o inquietanti come una piccola mano di una bambola incastrata tra grate di aerazione. Daniele Pinti ha uno sguardo inquietante, ma il vero, tetro e malinconico lo si coglie nel lavoro ricco e rielaborato di Francesco Viscuso, l’idea della fotografia in Viscuso racconta un mondo freak, poetico e allegorico.
Lo scatto più indicato per una mostra del genere è sicuramente quello di Arsenio Bitritto, le sue strisce bianche con un giapponese, con cravatta e maniche corte, di corsa nella direzione dei suoi impegni lavorativi, fa tornare in mente uno dei commenti che più hanno colpito Daniele Pinti.
“Ero in ritardo per una riunione di lavoro, questa mostra mi ha riportato alla realtà”.
L’album-mostra è anche una raccolta dei pensieri più disparati di un pubblico variegato che non si sarebbe probabilmente mai avvicinato a una mostra indipendente. Turisti, professionisti, pedoni stanchi di attendere un autobus in ritardo anche di ore, chiunque ha avuto modo di fare un viaggio non guardando fuori dal finestrino la calca delle automobili che indicavano il sicuro ritardo, e magari di staccarsi dal cellulare e guardare qualcosa di inaspettato.
L’arte è talmente difficile da presentare che a volte bisogna semplicemente urlarla, ma questo collettivo non sbraita per mettersi in mostra, si chiude in un album e aspetta di essere aperto, sfogliato, toccato, senza paura, senza le remore delle mostre classiche dove la stampa a volte è impoverita dal vetro che la rende falsa, lontana.
Negli album dentro i taxi le fotografie diventano materia reale, piccola ma reale. Uno sprazzo temporale minimo che porta il pensiero altrove e velocemente come dovrebbe essere un viaggio in taxi da un capo all’altro di Roma, avendo la fortuna di trovare tutti i semafori lampeggianti di verde.

www.taxigallery.it


Shiba

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