Mercoledì, 13 Gennaio 2010 06:47

L’isola dei segreti - Scarlett Thomas

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  Newton Compton Editori

Giovani menti brillanti cercansi per grande progetto.

Inviare busta affrancata a Casella Postale 2300, Edimburgo

Sono giovani carini e disoccupati. Anzi no. Sono giovani, brillanti e alla ricerca di una svolta nelle loro vite. Hanno tutti circa vent’anni e in comune molto più di quanto possano immaginare.


E sono i protagonisti dell’ultimo romanzo di Scarlett Thomas, tradotto in Italia da Newton Compton, che della stessa autrice ha pubblicato Che fine ha fatto Mr Y. e PopCo.

Un ritratto generazionale? Una specie di Isola dei Famosi per intellettuali?

Cominciamo col dire che il romanzo della Thomas ci è piaciuto; vorremmo dire lo stesso per il titolo, forse proprio per quella strizzatina d’occhi che sembra fare ai reality show, che porge il libro a un livello popolare nel senso peggiore del termine.

Ma a parte questo (passabile) scivolone, il libro è uno di quelli che si fanno leggere. Senza dubbio una lettura piacevole e d’intrattenimento, che non crediamo voglia porsi negli annali della letteratura, ma che comunque si propone – riuscendoci – di essere un’opera ben costruita e congegnata in modo scorrevole.

I personaggi sono credibili e mai del tutto incasellabili nelle categorie delle quali sono più o meno pretestuosamente rappresentativi, e un lettore empatico ci si affeziona facilmente.

Lo stesso vale per i dialoghi. Più che agitare l’abusata bandiera di un presunto realismo, sembra utile sottolineare l’efficacia della rappresentazione di una generazione banalmente definita alla deriva o più semplicemente in crisi, per cui senza dubbio il mondo – così com’è – -non basta.

A ciascuna delle giovani menti brillanti – Emily, Thea, Anne, Bryn, Jamie e Paul – l’autrice dedica un capitolo di presentazione, e ne tratteggia passioni e idiosincrasie con un occhio cinematografico, ponendoceli davanti agli occhi senza filtro.

Realtà e situazioni diverse: dalla bambolona intellettuale e ingenua alla ragazza con problemi alimentari passando per l’imbranato represso e il superesperto di nuove tecnologie. Tutti rispondono a un evasivo annuncio di lavoro, e senza sapere come né perché si ritrovano su un’isola in mezzo a nulla di riconoscibile, in una casa dotata di tutti i comfort, cibo compreso.

Ma c’è qualcosa di strano, tutto è troppo tranquillo intorno a loro; così tranquillo da sembrare irreale. Risulta subito cristallina l’impossibilità di una via di fuga, e ci si arrangia come si può per cercare di rendere quella convivenza forzata il meno gravosa possibile. Oltre che per cercare di capire perché si trovino lì.

Presentazioni di rito, chiacchiere banali di conoscenza, persino una specie di festa.

La bravura della Thomas sta principalmente nel mantenere costantemente il lettore in attesa che si verifichi qualcosa di sconvolgente, sottolineando ripetutamente (sia nei dialoghi che nelle descrizioni), la sospensione creata da una situazione così incomprensibile.

Fino a quando qualcosa accade sul serio. Qualcosa di parzialmente immaginabile, ma nient’affatto banale.

Chiara Macchiarulo

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