E’ la festa della Terra, per conoscerla, preservarla, valorizzarla, amarla. In occasione dell’ EARTH DAY, la Terrazza del Pincio e il Galoppatoio di Villa Borghese saranno i luoghi scelti quest’anno per il Villaggio della Terra. Dal 21 al 25 aprile Roma dà il suo contributo alla manifestazione ambientale più partecipata d'Italia con 5 giorni di sport, concerti, esposizioni, mostre, convegni, spettacoli, laboratori didattici, attività per bambini e buon cibo.

Il Palco del Pincio, attivo dalla mattina alla sera, si animerà con imperdibili artisti, emergenti e noti, tutti uniti per la salvaguardia della Terra. Tra questi gli street artist Maupal e Moby Dick.
Moby Dick, apprezzato street artist romano sarà al Villaggio il 21 e 22 aprile e realizzerà un murale lavorando sulla terrazza del Pincio per due giorni in modo che i visitatori del Villaggio possano vedere l'opera prendere forma. Il murale, ispirato alle parole che Papa Francesco pronunciò al Villaggio per la Terra 2016: "Trasformate i deserti in foreste", sarà dedicato alla Giornata della Terra del 22 aprile. Moby Dick donerà l'opera al Villaggio a lavoro finito, con una cerimonia di inaugurazione che farà da prologo al Concerto per la Terra 2018.

Inoltre, in collaborazione con MarteLive, saranno ospiti i ragazzi del giornale satirico di false notizie Lercio e gli Youtubers I Sansoni e i circensi del Circo per la Terra.

Trait d’union per le cinque giornate Max Paiella, che con la sua simpatia ci guiderà nel percorso di sensibilizzazione alla tutela del Pianeta.

Sabato 21 aprile – L’evento clou del Compleanno di Roma – che si festeggerà fino al 22 sera - sarà la “Notte dei Desideri: a partire dalle 23.30, il cielo della città verrà decorato da 2771 palloncini ecologici e biodegradabili, che celebreranno il Compleanno di Roma. Nell’attesa, un grande varietà con ospiti, insieme al rapper Piotta e all’attore Antonio Giuliani e molti altri.  Lo spettacolo di #Eterna2771 inizia già alle 14 con The Reggae Circus di Adriano Bono, gli Audiomagazine, il djset di Pressapochismo.

Domenica 22 aprile - Dalle 19.30 l’imperdibile appuntamento di Earth Day Italia con il Concerto per la Terra: sul grande palco si esibiranno le cantanti Elodie e Chiara Galiazzo, il rapper romano Briga e la Social Band di Radio due con Frances Alina Ascione e la grande simpatia dell’attore Andrea Perroni. Prima del concerto, dalle 14 alle 18, #Eterna2771 - Compleanno di Roma animerà il Villaggio per la Terra con le performances live sulle Vespe Piaggio degli street artist. Sempre il 22 aprile una sfilata per la terra in segno di rinascita, a cura dello stilista Gianfranco Venturi, vedrà protagoniste le donne che lottano o che hanno lottato contro il tumore al seno.

Lunedì 23 aprile – In occasione della giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, verranno presentati tanti libri tra cui “Terra Viva” a cura della Fondazione Bellonci - da sempre impegnata nell’organizzazione del Premio Strega - e il libro “Every child is my child”, edito da Salani, è il racconto di 33 protagonisti del mondo dello spettacolo italiano di episodi di spensieratezza legati a ricordi della loro infanzia, per raccogliere fondi da devolvere alla Onlus “Insieme si può fare” e ricostruire un centro educativo e rieducativo elementare – la Plaster School – per i bambini profughi al confine tra Siria e Turchia. Sempre il 23 aprile, le esibizioni di Marla Green, Luca coi BaffiMike PrioreMarco GrecoRoberto CasalinoMatteo Costanzo, della band Lace Black e dei Tamurakafka, della cartoon band I Cavalieri dello Zodiaco, della Nazionale Italiana Jazzisti Onlus con Max Paiella e I-Rabbits oltre che quella a cura di Expo dei Popoli, che porteranno in anteprima sul palco danza e musica di tutto il mondo.

Martedì 24 aprile - Dalle 17.30 alle 19.30 verrà creata un’Area Sanremo, organizzato con il contributo tecnico del CONOU (Consorzio Oli Minerali Usati) main partner della manifestazione: con la conduzione di Paola Delli Colli, alcuni giovani artisti - che parteciperanno al prossimo Sanremo Giovani - si cimenteranno in una competizione e saranno valutati da una giuria d’eccezione composta dal giornalista e critico musicale Dario Salvatori, dal musicista e compositore Adriano Pennino, dal discografico de Il Volo Danilo Ciotti, dall’artista Elio Cipri e dal manager di Gigi D’Alessio Pierluigi Germini. A conclusione del game show, l’esibizione dei cantanti dell’ultima edizione di Sanremo Giovani Alice Caioli e Leonardo Monteiro, il cantautore Luca Vittozzi, il rapper Laioung, gli esordienti BacànLeonardo Gallato, quelle della Rino Gaetano band, riunita per festeggiare i 40 anni della celebre canzone "Gianna" e, ancora, le esibizioni della Federazione Italiana Danza Sportiva.

Mercoledì 25 aprile - Il gran finale, con Margherita PrincipiGiulia Militello, La SceltaIronic band - tribute band ufficiale di Alanis Morissette in Italia -  e, a seguire, Tony Esposito darà vita all'Earth Band - i ritmi della terra - e ospiterà Enrico Capuano e Tamurriata Rock, il rapper Clementino e il cantante Jean Michel Byron.

“StraVolti” è la nuova mostra personale di Marion Peck che la Dorothy Circus Gallery propone al suo affezionato pubblico, ai tanti appassionati del genere e ai curiosi, nella splendida cornice di via dei Pettinari a Roma, da sabato 21 aprile.
Marion Peck è tra le artiste più riconosciute e seguite del pop surrealismo a livello mondiale e torna a Roma dopo dieci anni per esporre una serie ritratti profondamente ispirati alla tradizione artistica e culturale europea.

In mostra 11 originalissimi ritratti ad olio su tavola, dei surreal portraits in cui è protagonista una speciale tecnica pittorica classica affiancata dalla modernità e dal contemporaneo. Per l’occasione verrà anche esposta eccezionalmente l’opera The Actors, capolavoro dell’artista che celebra la cultura classica greco-romana, investigando sia gli aspetti simbolici che quelli psicologici della figura storica e metaforica dell’attore.

Come si può già notare dai riferimenti all’arte di Picasso, così come ai ritratti distorti di Francis Bacon, Marion Peck analizza sobriamente la psicologia dei suoi personaggi, inducendo quindi gli spettatori a fare lo stesso. L’approccio pittorico di Marion Peck è infatti fortemente psicologico.

Dalla sperimentazione cubista e dall’interpretazione dei piani prospettici attraverso l’arte moderna, Marion Peck elabora una sequenza di personaggi di diverse età, provenienti da epoche diverse, rappresentati su uno sfondo neutrale, senza alcuna indicazione delle loro identità sociali e del loro passato. I soggetti dipinti sembrano infatti emergere dai quadri in uno spazio a-temporale, misterioso e affascinante. Attraverso l’uso di una sublime tecnica pittorica che adorna le forme più strane e distorte, Peck riesce a mettere in luce l’eleganza e la perfezione dei suoi volti stravolti, che impariamo ad osservare da molteplici punti di vista.

Tenendo teneramente per mano il nostro subconscio, l’Artista scompone e ricompone i suoi personaggi, stravolgendone la bellezza per dare vita ad una nuova lettura della stessa.

Da questa Strana bellezza emerge un altro “io”, liberato dalle paure di accettazione di se, capace di un autoironia in forte contrasto con l’etiquette di un sistema sociale che tende all’omologazione della personalità.

Mentre viviamo l’inquietante fenomeno del mettere in mostra il proprio ritratto ogni giorno, seguendo gli standard della maschera che ci costringe a canoni estetici forzati, in una esasperata tendenza al chirurgico e virtuale, i ritratti di Marion Peck dimostrano quanto la stranezza e la particolarità possano in realtà manifestarsi tra le forme più pure di bellezza.

L’ultimo album “A casa tutto bene”  ha ottenuto il disco d’oro e “La Verità”  ha ricevuto la Targa Tenco per la miglior canzone dell’anno. Parliamo di Brunori Sas e del successo crescente che gli sta facendo conquistare sempre più l’apprezzamento del pubblico e sempre più il favore della critica.E ora riparte con una nuova avventura musicale, o meglio, teatrale:  “Brunori a teatro – canzoni e monologhi sull’incertezza”, uno spettacolo unico nel suo genere fatto di musica e argute riflessioni, che si rifà allo stile del teatro - canzone e della standup comedy. Dario, Insieme alla sua storica band, alternerà ai brani cantati intermezzi parlati, descrivendo il mondo contemporaneo col suo stile inimitabile tra profondità e leggerezza, sacro con profano, malinconia con simpatia, e lo sguardo lucido e sentimentale che caratterizza la sua poetica. Un percorso tra il riso e il pianto, dove l'unica certezza è l'incertezza. 
Dopo varie tappe e altrettanti sold out a Trento, Mantova, Milano, Genova, Napoli, arriva anche Roma all’Auditorium Parco della Musica il 13 marzo, per poi procedere il 14 ad Assisi, il 15 ad Ancona, il 17 a Cosenza, il 18 a Bari, il 21 a Catania, il 22 a Palermo, il 23 a Reggio Calabria, il 27 a Torino, il 28 a Padova, il 29 a Firenze. 
Purtroppo per gli appassionati, e per fortuna per il trend della buona musica e dei bravi autori, di biglietti ne sono rimasti ben pochi, ma provarci a (in)seguire Brunori in qualche modo e da qualche parte sarà comunque uno spettacolo

http://www.brunorisas.it/

Niente può fermarmi” è la prima personale di JonOne a Roma e la prima mostra di Wunderkammern organizzata per essere ospitata a Palazzo Velli. Dopo la sua prima personale presso la sede milanese di Wunderkammern nel 2016, JonOne approda a Roma, con la direzione astistica di Giuseppe Pizzuto, nella prestigiosa cornice a Trastevere. Francese d’adozione, JonOne è uno dei più importanti artisti contemporanei e figura chiave del mondo dei graffiti. I suoi lavori sono stati esposti in celebri istituzioni come la Fondation Cartier e il Grand Palais di Parigi. Vanta collaborazioni con brand internazionali del calibro di Lacoste, Perrier, Air France e Guerlain. Di difficile collocazione all’interno di un unico movimento artistico, la sua produzione è il risultato dell’unione perfetta tra graffiti e espressionismo astratto, tra calligrafia e uso performativo del colore. Cogito Ergo Sum, diceva Cartesio. Scribo Ergo Sum, direbbe JonOne. È impossibile spiegare quale sia l’energia che porta un writer a voler taggare su tutti i muri della propria città e di tutte quelle del mondo. Possiamo solo provare ad immaginare quell’energia che spinge a perfezionare la ricerca dello stile con uno studio quasi monastico, oltre che a sfidare le leggi della cosiddetta società civile, sia un qualcosa che crea dipendenza. Che spinge a farlo. E poi a rifarlo. E poi a rifarlo ancora. A non volersi fermare mai. L’unica forza che può spingere a compiere un gesto così estremo, così rivoluzionario, così gratuito, è l’insopprimibile bisogno di ricordare a tutti, ed in primis a se stessi, che ci siamo. Lì ed in quel momento, ed in tutti i momenti in cui chiunque passerà di là leggerà quel nome. 
L’artista sarà presente all'inaugurazione.

PALAZZO VELLI EXPO
Piazza di S. Egidio, 10 Roma – Trastevere

ingresso sul modello anglosassone del “pay as you want” (contributo volontario) lunedì – martedì – mercoledì
ingresso a pagamento (€ 7,00) giovedì – venerdì – sabato

orario di apertura: lunedì- martedì – mercoledì 11-19 / giovedì – venerdì – sabato 11-21                                                                                

Far conoscere il nostro patrimonio artistico e culturale con i relativi siti archeologici e musei, attraverso i fumetti, linguaggio molto caro ai giovanissimi, ma non solo. Grazie alla collaborazione tra MiBACT e la Coconino Press – Fandango, casa editrice specializzata nel linguaggio della narrativa disegnata, il progetto "Fumetti nei musei" ha coinvolto i migliori fumettisti italiani, i quali hanno ambientato la propria storia in un museo o sito d’interesse nazionale, dando vita ad una collana editoriale di ben 22 volumi. Ciascuna storia si sviluppa in 24 pagine, relegate da una splendida sovraccoperta progettata da Lorenzo Ceccotti. “Un linguaggio intelligente e innovativo che può portare al museo nuove fasce di pubblico” come afferma il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini
Attraverso le vignette ogni autore ci presenta il museo e le sue opere d’arte con approfondimenti e immagini. Non manca poi lo spazio alla creatività del lettore che attraverso le pagine bianche lasciate alla fine, si potrà cimentare nella sua personale visione del museo appena visitato. Tutti gli autori che hanno partecipato, diversi per stili, esperienza ed età, ovviamente hanno visitato i musei prima di realizzare la loro storia a fumetti: Paolo Bacilieri ha raccontato le splendide opere della Pinacoteca di Brera, Tuono Pettinato narra la storia della Galleria dell’Accademia di Firenze, Bianca Bagnarelli fa rivivere l’antica Pompei, Sara Colaone e il labirintico Palazzo Ducale di Mantova, sono questi solo alcuni dei grandi artisti chiamati in causa. 
Ognuno dei 22 musei metterà a disposizione il proprio fumetto gratuitamente. L'iniziativa deriva dalla considerazione e dalla constatazione che gli adulti di oggi altro non sono che i bambini degli anni ‘80, ovvero quelli cresciuti con i fumetti giapponesi o con la loro trasposizione televisiva, a colpi di "anime e manga". 
“Fumetti nei musei” è anche il titolo della mostra che espone un’ampia scelta delle tavole realizzate dagli autori per questo progetto. Fino all’1 aprile, presso l’Istituto Centrale per la Grafica (via della Stamperia 6, Roma), e ingresso libero dal lunedì al venerdì ore 9-19.

L’elenco completo dei musei e dei rispettivi autori:

Galleria Borghese, Roma – Martoz

Galleria dell’Accademia, Firenze – Tuono Pettinato

Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, Roma – LRNZ

Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia – Andrea Settimo

Galleria Nazionale delle Marche, Urbino – Maicol & Mirco

Gallerie degli Uffizi, Firenze – Alessandro Tota

Gallerie dell’Accademia, Venezia – Alice Socal

Gallerie Nazionali di Arte Antica, Roma – Paolo Parisi

Musei Reali, Torino – Lorena Canottiere

Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli – Lorenzo Ghetti

Museo Nazionale del Bargello, Firenze – Otto Gabos

Palazzo Reale, Genova – Fabio Ramiro Rossin

Parco Archeologico di Paestum – DR. PIRA

Pinacoteca di Brera, Milano – Paolo Bacilieri

La Reggia di Caserta – Maicol & Mirco

Gallerie Estensi, Modena e Ferrara – Marino Neri

Museo Archeologico Nazionale, Napoli – ZUZU

Museo Archeologico Nazionale, Reggio Calabria – Vincenzo Filosa

Museo Archeologico Nazionale, Taranto – SQUAZ

Palazzo Ducale, Mantova – Sara Colaone

Parco Archeologico di Pompei – Bianca Bagnarelli

Parco Archeologico del Colosseo, Roma – Roberto Grossi

Arriva a Roma, nella sua prima tappa europea e unica italiana, la mostra Magnum Manifesto, che sarà ospitata dal Museo dell’Ara Pacis fino al 3 giugno 2018, tappa italiana del tour globale che ha avuto inizio nel giugno 2017 all’International Center for Photography di New York con l’intento di celebrare il settantesimo anniversario della più grande agenzia fotogiornalistica del mondo.
La Magnum Photos, creata da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger e David Seymour nell’aprile del 1947, nel tempo è diventata un riferimento sempre più importante per la documentazione e per il fotogiornalismo, raccontando guerre, tensioni sociali, interpretando il nostro tempo, le contraddizioni, le persone comuni ei grandi della terra, facendo diventare certe immagini icone della nostra storia. Le immagini celebri e i grandi reportage dei suoi autori permettono di comprendere in che modo e per quale motivo Magnum sia diventata diversa, unica e leggendaria.
Il curatore, Clément Chéroux – direttore della fotografia al MoMA di San Francisco, ha selezionato una serie di documenti rari e inediti, immagini di grande valore storico e nuove realizzazioni, per illustrare come Magnum Photos debba la sua eccellenza alla capacità dei fotografi di fondere arte e giornalismo, creazione personale e testimonianza del reale, verificando come il “fattore Magnum” continui a esistere e a rinnovare continuamente il proprio stile.
Il percorso espositivo è suddiviso in tre sezioni: la prima scruta l’archivio di Magnum attraverso una lente umanista e si concentra sugli ideali di libertà, uguaglianza, partecipazione e universalismo che emersero dopo la seconda guerra mondiale; la seconda mostra la frammentazione del mondo tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, con uno sguardo particolare rivolto alle minoranze e agli esclusi; la terza, infine, segue le diverse forme espressive grazie alle quali i fotografi Magnum hanno colto i mutamenti del mondo e i pericoli che lo minacciano. Oltre a raccogliere i progetti individuali e collettivi realizzati nel corso degli anni, la mostra presenta anche proiezioni, copertine di riviste, articoli di giornali, libri realizzati nel corso del tempo, mostrando il contesto originale in cui molte delle fotografie sono state concepite. Dal reportage sui lavoratori immigrati negli USA, realizzato da Eve Arnold negli anni Cinquanta, ai ritratti di “famiglia”, teneri e intimi, di Elliott Erwitt; dalle celebri immagini degli zingari di Josef Koudelka, fino alla toccante serie realizzata nel 1968 da Paul Fusco sul "Funeral Train", il treno che trasportò la salma di Robert Kennedy nel suo ultimo viaggio verso il cimitero di Arlington, attraversando un’America sconvolta e dolente. E ancora, le serie più recenti dei nuovi autori di Magnum: dalla “Spagna Occulta” di Cristina Garcia Rodero, alle osservazioni antropologiche, sotto forma di fotografie, realizzate nel mondo da Martin Parr; dalla cruda attualità del Sud America documentato da Jérôme Sessini, fino alle tragedie del “Mare Nostrum”, tenebroso e incerto nelle notti dei migranti, fotografato dall’italiano Paolo Pellegrin.

E’ il mondo contemporaneo ad essere rappresentato, senza dimenticare il rapporto con la Storia e con l’uso dei canoni classici della scultura. Sono in mostra a Roma fino al 2 aprile al Museo Carlo Bilotti Aranciera a Villa Borghese le opere di Jago, ormai dai molti denominato il “moderno Michelangelo”. Il giovane scultore Jacopo Cardillo, in arte Jago, è un giovane e talentuoso artista che attraverso le sue opere intende rappresentare la vita moderna attraverso il marmo, una vita che sembrava esserci già prima del suo intervento e che lui ‘libera’ attraverso la sua creatività e sensibilità. 
Uno scultore contemporaneo che sembra ripercorrere il pensiero di Michelangelo reinterpretandolo a modo suo: “Tu vedi un blocco, pensa all’immagine: l’immagine è dentro basta soltanto spogliarla”. Cardine fondamentale delle opere presentate, che vanno dal 2009 a oggi, due ritratti di Papa Benedetto XVI: il primo iniziato quando il pontefice era nel pieno delle sue funzioni (sacrali), il secondo che mostra l’immagine del rappresentante di Dio tornato a essere uomo, Habemus Hominem, e questo è il titolo della mostra. Infine la Venere, antica e nuova, vegliarda e fuori dal tempo, i cui segni di tradizionale venustà appaiono cancellati nella ricerca di un diverso tipo di bellezza.
Il web e soprattutto i suoi fan sui social network seguono e condividono immediatamente e con passione ogni sua creazione, anzi, come lui stesso afferma “vengono sollecitati prima della ultimazione dell’opera per coinvolgere tutti nel suo processo creativo.“

Fino al 2 aprile 2018
da martedì a venerdì e festivi ore 10.00 - 16.00 
 (ingresso consentito fino alle 15.30)
Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00
 (ingresso consentito fino alle 18.30)

Ingresso libero

Pandemia è il titolo della nuova mostra personale di Maria Pia Picozza, a cura di Simona Caramia, presso la Galleria Portanova12 di Bologna, che si inaugurerà il prossimo 9 marzo, fino al 14 aprile.
Il disegno è lo strumento da cui parte l’indagine di Picozza: dall'idea progettuale, estrinsecata nel bozzetto, le opere prendono corpo e forma attraverso molteplici media. Scultura, tracce-audio, animazione ed interazione concorrono a creare delle grandi installazioni, evocativi racconti-istantanee - come ama definirli l'artista - traduzioni del progetto originario nelle tre dimensioni spaziali, potenziate di nuovi elementi percettivi.
In Pandemia il groviglio di filo metallico che caratterizza la ricerca dell'artista, diventa una narrazione apparentemente no sense universale, che affronta il tema della migrazione in modo differente, soave, sebbene talvolta drammatico, attraverso i racconti di favole, tramandate oralmente da uomini e donne di diverse nazionalità. Alle opere che raffigurano gli animali delle favole, duplicati dai giochi di ombre sul muro o a terra, aggrovigliati e tenuti insieme da un unico filo, si accosta il groviglio della narrazione, ed una traccia audio - trasmessa da amplificatori diversi - che riporta molteplici fiabe in differenti lingue.
In dialogo con questa installazione ambientale, che occupa lo spazio principale della galleria, ad accogliere il fruitore all'ingresso, vi è un volo di uccelli: altro elemento emblematico nella ricerca dell'artista, il volo ritorna più volte anche nella traccia audio, rimando naturale alla migrazione.
Infine, una serie di pitture su vetro, allestite in chiave installativa, danno continuità al progetto espositivo, mostrando la centralità del pensiero e del disegno progettuale nella metodologia artistica di Picozza.
Pandemia - afferma il curatore - diventa metafora positiva della pratica transmigratoria, il germe della relazione che si diffonde velocemente, che unisce e sovrasta tutto.
Per l'occasione sarà prodotto un catalogo, contenente il testo critico del curatore, apparato iconografico e apparato bio-bibliografico dell'artista, il dvd con la traccia audio dell'installazione in mostra. Il catalogo sarà presentato al pubblico il 10 aprile.

Tra le prime novità della VIII edizione della fiera italiana d’arte dedicata alla fotografia e all’immagine, il nuovo progetto di comunicazione, realizzato dall’artista sudafricano Siwa Mgoboza.
MIA Photo Fair
, la prima e unica fiera italiana dedicata alla fotografia d’arte inizia a bussare alleporte degli appassionati, ai curiosi e ai collezionisti di questo linguaggio d'arte contemporanea. Iniziano infatti a comporsi gli elementi della ottava edizione di MIA Photo Fair, ideata e diretta da Fabio Castelli e Lorenza Castelli. MIA Photo Fair si terrà da venerdì 9 a lunedì 12 marzo 2018. Confermata la location; per il quarto anno consecutivo a Milano a The Mall, nel quartiere di Porta Nuova Varesine. MIA Photo Fair, non mancherà di offrire interessanti novità. A partire dalla nuova immagine coordinata della fiera che sarà affidata all’artista sudafricano Siwa Mgoboza (Cape Town, 1993) uno dei più interessanti talenti del panorama artistico africano.
Il progetto di Siwa Mgoboza, selezionato in collaborazione con African Artists' Foundation e Lagos Photo Festival per rappresentare MIA Photo Fair 2018, appartiene alla serie Les Êtres D’Africadia. Mgoboza, che si descrive come un ibrido "post-coloniale",interpreta la cultura africana nelle sue immagini, rappresentando se stesso attraverso figure appartenenti a ciò che chiama "Africadia", un spazio simbolico di tolleranza e comprensione contro i conflitti e le divergenze culturali di cui l’Africa è affetta. Le visioni di Mgoboza diventano una caleidoscopica espressione di molteplici identità, un ibrido culturale, indistinguibile per razza e sesso. I tessuti utilizzati per creare i costumi che l'artista indossa nelle sue fotografie, sono ispirati alla manifattura inglese di inizio Ottocento, che si è sviluppata durante il periodo del colonialismo britannico in Sud Africa. Lo scorso anno sono stati 25.000 i visitatori che hanno affollato gli stand allestiti a The Mall, con un risultato di vendita che ha superato l’85% tra gli operatori, siano essi gallerie o artisti presenti nella sezione Proposta MIA.
MIA Photo Fair sta già vagliando le richieste delle gallerie che propongono progetti curatoriali per mostre di singoli autori o collettive con l’obiettivo di offrire una proposta culturale completa aggiornata sulle nuove tendenze.

http://www.miafair.it/milano/

Un misterioso uomo lungo 16 metri che sembra fatto di pietra, sdraiato su un letto in cui i chiodi sono stati sostituiti da 57 mila coni gelato veri, con la punta all’insù. E' Frank il fachiro. Lo spettatore deve inevitabilmente fare i conti con la sua piccola dimensione umana, laddove la sola testa e i piedi del fachiro sono alti quasi 3 metri. Il pubblico potrà osservare la scultura da una balconata, mentre sarà investito dalla fragranza delle cialde croccanti in una vera e propria esperienza sensoriale. 

Ma chi è Frank? L’autore, Gabriele Picco, risponde così: «Mi piace l’idea che i chiodi del fachiro siano sostituiti con i coni gelato, qualcosa che tutti associamo all’infanzia, alla spensieratezza e alla gioia. Forse ha qualcosa di malinconico questa scultura: credo che parli in qualche modo anche di dolore e di nostalgia. Nonostante le sue dimensioni, io guardo Frank il fachiro come fosse una piccola poesia».

Frank il fachiro e’ una delle installazioni della mostra Dovrei smettere di origliare le falene inserita nella dodicesima edizione delle Meccaniche della Meraviglia, rassegna di mostre d’arte contemporanea allestite a Brescia in spazi architettonici di particolare pregio, quali castelli, palazzi, chiese e siti di archeologia industriale o siti archeologici.

Giunta alla dodicesima edizione, Meccaniche della Meraviglia, rassegna di mostre d'arte contemporanee, approda per il secondo anno consecutivo a Brescia, promossa dall' Assessorato alla Cultura  del Comune e MO.CA . Le mostre, da sabato 24 febbraio fino al 25 marzo 2018, saranno l'occasione per importanti artisti di esporre in spazi architettonici di partiicolare pregio. 
Gabriele Picco utilizzerà la Crociera di San Luca, Laura Renna il Palazzo Averoldi e Ruben Pang il Palazzo Martinengo Colleoni - MO.CA.

Le Meccaniche della Meraviglia sono nate nel 2003 con lo scopo di far conoscere e valorizzare alcuni luoghi emblematici del territorio in cui si svolge la manifestazione, ma hanno già avuto modo di "abitare" alcuni spazi del territorio bresciano come il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera o Villa Zanardelli a Toscolano Maderno, le strutture del Castello di Desenzano del Garda e le incantate architetture del Lazzaretto di Salò.

La manifestazione è influenzata dalla La concezione artistica di Joseph Beuys, che vedeva l'opera d’arte come la realizzazione della “scultura sociale”. È ripensando alla figura di Joseph Beuys e alla sua concezione artistica, in particolare al concetto che sottolinea come la più grande opera d’arte sia la realizzazione della “scultura sociale”, che questo progetto si sviluppa. Per tornare ad avere una funzione sociale, l’artista deve trovare il modo di dedicarsi anche a quest’opera. Il progetto Meccaniche della Meraviglia vuole inserirsi in questa forma di pensiero artistico. Attraverso il meccanismo eterotopico della “duplice entrata”, ovvero, sottolineando la medesima importanza tra luogo che la ospita e opera che ingloba in se stessa lo spazio, si vuole garantire la cattura dello spettatore nella maniera in cui il solo spazio o la sola opera non ne sono capaci. Lo spaesamento dello sguardo, il creare l’abitudine a cambiare il punto di vista. Uscire dallo stereotipo e vedere le cose nella loro essenza.

L’opera, che si presenta come una cosa sola con lo spazio reale che la contiene, obbliga chi la guarda a entrare in contatto fisico con la realtà e dunque con l’opera stessa. Questo permette di abolire quelle barriere di scetticismo che oltre un secolo di avanguardie hanno contribuito a costruire creando un sempre maggior distacco tra cultura artistica e società civile. Intervenire in alcuni contesti della città significa continuare il processo di partecipazione che in 15 anni ha visto il territorio provinciale aprirsi al confronto passato/presente, ponendo l’Amministrazione Comunale cittadina quale nuovo punto di riferimento culturale per il territorio tutto.
Interessante notare, come tutte le sedi di questa edizione gravitino attorno al percorso che da piazza Moretto si sviluppa per tutta la via Moretto, una scelta fatta per affiancare un percorso legato al contemporaneo, all’apertura della Pinacoteca Tosio Martinengo che, dopo oltre 10 anni di lavori, riapre le sua porte alla città.

 

Meccaniche della Meraviglia:

Dal 24 Febbraio al 25 marzo
da Mercoledì a Domenica
dalle ore 11.00 alle ore 17.00

PALAZZO AVEROLDI
Contrada Santa Croce 38

CROCIERA DI SAN LUCA
via Moretto 61d, via Cavallotti 3

PALAZZO MARTINENGO COLLEONI DI MALPAGA
Piazzetta S. Alessandro

Dal 2 marzo 2 Marzo fino al 4 Aprile 2018

  • C.AR.M.E. - Centro Arti Multiculturali Etnosociali
    Gemina. Arte contemporanea da Darmstadt, Logroño, Troyes.
    Tre artisti provenienti dalle tre città gemellate con Brescia: Anna Madia da Troyes, José Antonio Olarte da Logroño, Karwath+Todisko da Darmstadt.

Per maggiori informazioni: http://bit.ly/meccaniche_della_meraviglia

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