7 - 13 Agosto 2019
Óbudai-sziget, Budapest, Ungheria

30 artisti provenienti da 20 nazioni diverse si esibiranno sullo Europe Stage per una line up fresca con un occhio specifico su quello che offre la musica europea non ancora main stream! Un’occasione unica per gli amanti e ricercatori della musica da scoprire!

L’intento è quello di promuovere la nuova musica proveniente da tutta Europa e lo Europe Stage del Sziget da molti anni persegue questo obiettivo con successo, offrendo uno spazio importante agli artisti che potrebbero nel breve, divenire nuove celebrità anche fuori dai propri confini nazionali.

In evidenza quest'anno l’interessantissimo progetto hip pop del franceseHippocampe Fou, il collettivo strumentale elettronico olandese di nove elementi Jungle By Night, la band punk celtica tedesca Pipes and Pints, il trio rap belga L 'Or du Commun, i nostrani Coma Cose freschi del nuovo album, gli I Hate my Village, e tanto altro ancora.

La programmazione di questo stage si inserisce in un cartellone fatto di musica, arte, performance suddivisi su 60 stage con oltre 1000 spettacoli nella settimana del festival. Sono ora disponibili varie tipologie di biglietti per l’ingresso e per campeggiare: 7 giorni, 5 giorni, 3 giorni e 1 giorno. Il 9 maggio il prezzo aumenterà passando così alla fase successiva di vendita su szigetfestival.com.

Il Sziget presenta Sophie Hunger cantautrice, compositrice, polistrumentista e bandleader con la speciale miscela electro-folk dalla svizzera che le ha già fatto conquistare un numeroso pubblico in tutta Europa. Il duo indie-pop-rap italianoComa Cose che soprattutto dal vivo riesce a trasmettere una grande energia con un hip hop scandito da una forte contaminazione techno e drum'n'bass. I rocker indie lituani Carnival Youth - una delle band di maggior successo nella nuova generazione europea porteranno il loro set potente e melodico allo stesso momento!
 
In questa edizione lo Europe Stage, supportato dalla catena di Hotel Ibis, ospiterà anche i polacchi Cheap Tobacco, gli ungheresi Mongooz and the Magnet, la cantautrice olandese Naaz, gli italiani I Hate My Village - collettivo formato da Fabio Rodanini (Calibro 35), Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosions), Alberto Ferrari (verdena), Marco Fasolo (Jannifer Gentle) - e tanto altro.
 
La programmazione del Sziget Festival si candida ancora una volta ad essere una delle più eterogenee e intense tra i festival e le rassegne europee. La Love Revolution a cui la manifestazione ungherese si ispira inneggiando ai valori imprescindibili come fratellanza, tolleranza, pace e libertà dai regimi, ha coinvolto nel 2018 più di 565mila spettatori, molti dei quali ospitati in campeggio. Per il 2019, complice anche una line up di spessore, si prevede quantomeno di pareggiare il numero messo a referto per l'anno appena passato. 
 
Quindi tra il 7 e il 13 agosto, per la 27/a edizione, tra gli altri si esibiranno come headliner: Ed Sheeran, Florence + The Machine, Foo Fighters, The 1975, Post Malone, Twenty One Pilots, Martin Garrix e The National.

Tutte le info sul sito ufficiale: szigetfestival.com

 

Incontro-di-danza-e-culture-allo-spazio-diamante

Le compagnie di danza contemporanea Ritmi Sotterranei e Slate, l’una italiana fondata da Alessia Gatta, l’altra con sede a Shanghai della coreografa Annaliese Charek, si esibiscono sul palco dello Spazio Diamante nella serata di venerdì 5 aprile. Il risultato prende forma dalla condivisione di riflessioni sulla danza, frutto di un profondo scambio culturale bilaterale tra Italia e Cina. Ed Ecco il connubio tra la performance cinese "Why" e quella italiana 8X8=64.
“Why?” è una performance documentaristica sulla comunità di nicchia di ballerini di danza contemporanea di Shanghai, incentrata sul quesito apparentemente semplice “perché si danza?”. Questa domanda non ha come scopo quello di avviare una conversazione sull'amore per la danza, ma quello di mettere in luce le ragioni per cui le persone hanno scelto questa professione. Un esame audio/visivo della vita di sei esecutori di provenienze completamente diverse. Osserviamo spesso ballerini sul palco che godono della loro performance, ma raramente li sentiamo raccontare la loro storia personale. Perché lottare per fare una professione che non ti ha scelto? Perché rompersi le ossa per continuare a farlo? Perché continuare quando si è “troppo vecchi “, “non abbastanza bravi”', “non abbastanza dotati”?
Dopo aver vinto il Premio InDivenire, con lo spettacolo "8X8=64", la compagnia Ritmi sotterranei, diretta dalla coreografa Alessia Gatta, è stata invitata al festival Dance stage a Shanghai, dove ha iniziato un dialogo con la compagnia Slate.

Il suggestivo spettacolo fonde espressioni corporee, teatro-danza, Taijiquan e diverse arti marziali per trasportare all’interno di tempi antichi tra mondo orientale e occidentale. Per vivere a pieno alcune di queste identità e permettersi la briga di indagarne una contaminazione, Ritmi sotterranei si avvale per il progetto della collaborazione di Sergio Raimondo, presidente della Scuola Il campo del cinabro, rappresentante in Italia della Chen Xiaowang World Taijiquan Association. Sin dall’antichità, sia in Occidente che in Oriente, il numero otto è presente in molte espressioni culturali, con funzioni importanti; dalla sfera religiosa alla matematica, dalla filosofia alla nomenclatura dei venti e del sistema solare, dall’architettura al gioco degli scacchi.

Questi mondi tanto diversi, quanto collegati dal minimo comune denominatore di un ritmo numerico, si connettono in maniera celata e imprevedibile alla sfera delle espressioni corporee: dal Taijiquan alla danza cosi come è stata codificata nella cultura occidentale, il numero otto si insinua alla base delle partiture coreografiche, scandisce un tempo, risuona nei respiri, limita le azioni, argina l’imprevisto. La coreografia intende esplorare gli interstizi e le interferenze che l’otto stabilisce tra ordini di pensiero molto distanti tra loro. In scena quattro interpreti, la metà di un pieno ipotizzabile nel numero otto, “una performance dotata di un’estetica pulita, priva di sbavature, e un’adesione interpretativa estremamente matura degli artisti”.

SPAZIO DIAMANTE / 5 APRILE ore 21  - biglietto 18 Euro
 Via Prenestina 230B
tel: 066794753

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Dal 4 al 18 aprile, Viva San Lorenzo è il festival della cultura diffusa che mostra la ricchezza di uno dei più noti quartieri di Roma: la sua comunità. Due settimane per mettere in rete le luci accese in un quartiere al centro di recenti polemiche e fatti di cronaca, troppo spesso raccontato come buio, quando buio invece non è. 

Oltre trenta le realtà che aderiscono e organizzano un festival veramente collettivo. Le librerie indipendenti del quartiere, gli atelier degli artisti – aperti per l’occasione, le botteghe degli artigiani. Il negozio di dischi, i locali di musica dal vivo, le scuole di fotografia, quelle di ballo. Poi i bar delle piazze, il chiosco del parco giochi, la botteghe dei commercianti e le associazioni culturali e gli spazi sociali.

Ad aprire il festival sarà Marcello Fonte, palma d’oro a Cannes per Dogman con una performance al Nuovo Cinema Palazzo di piazza dei Sanniti, seguita dalla musica giamaicana, dallo Ska al rub-a-dub, miscelata ai giradischi da Cool Runnings. Questo è il via di due settimane di iniziative, con un calendario di eventi fitto ed eterogeneo: dalla visita guidata agli spazi espositivi del Pastificio Cerere alla serata di “silent disco”. E poi concerti, proiezioni, presentazioni di libri. Tanti i nomi che attraverseranno i luoghi del quartiere - come in realtà succede ogni giorno: lo scrittore Diego De Silva e Wu Ming1, il poeta Valerio Magrelli, il critico Andrea Cortellessa. E poi il visual designer Riccardo Falcinelli, Jessica Einaudi a Le Mura e Giancane, che suonerà all’Esc nel corso della giornata di FreeInk accompagnato dal fumettista ZeroCalcare. Ci saranno gli immancabili concerti della San Lorenzo Jazz Orchestra e poi mostre, corsi, laboratori, spettacoli per bambini. Iniziative che animano ogni giorno il quartiere, e che per la prima volta però confluiscono in un calendario collettivo, per mostrare quel che di bello e di vivo c’è già.

A promuovere il festival è la Libera Repubblica di San Lorenzo, nella convinzione che stare insieme sia il più efficace antidoto alla paura, all’abbandono, alla solitudine e che i quartieri siano sicuri quando ci si conosce, quando in tanti li si attraversa ma in tanti, soprattutto, possono viverci stabilmente, quando sono luoghi di economia virtuosa e di cultura. Come è ancora San Lorenzo – nonostante la generale tendenza all’impoverimento delle città. Una tendenza spesso incontrastata – spiegano gli organizzatori – e a volte favorita da un pregiudiziale racconto dei media o da sbagliate scelte amministrative. Spesso si rincorre una falsa idea di sicurezza e si rinuncia al coinvolgimento dei cittadini. Si lasciano degradare i beni comuni e gli spazi pubblici e non si sostiene il tessuto commerciale di prossimità, che è invece elemento centrale per la vivibilità di un quartiere.

Tra gli appuntamenti anche un’assemblea pubblica, in piazza, per discutere di cosa non va nei regolamenti, nel sistema di informazione, e di cosa invece si può fare, anche subito.

“Non possiamo permetterci il lusso del pessimismo, del cinismo, della tristezza”, è scritto sui manifesti che promuovono l’appuntamento: “siamo qui per raccontarvi quello che già sapete: che quando siamo uniti possiamo tutto. Che gioia e potenza si coniugano al plurale e che non abbiamo paura”.

Il programma completo sarà consultabile su www.liberarepubblicadisanlorenzo.it

Queste sono le realtà che - al momento - aderiscono, organizzando uno o più eventi, alla prima edizione di “Viva San Lorenzo”: Artisan, Atelier Aspecifico MyriamB, Atletico San Lorenzo, Baffo della Gioconda, Beba Do Samba, Chiosco San Lorenzo, Civico San Lorenzo, Civico Zero, Communia, Esc Atelier Autogestito, Ekuò Bottega solidale, Farinè, Fondazione Pastificio Cerere, Giufà libreria caffè, Il Grande Cocomero, Il Mangiadischi Record Shop, Il Sorì, Isfci - Istituto Superiore di Fotografia, La Gru, Le Mura, Libreria Anomalia - centro di documentazione anarchica,  Màteria, Mejo, Nuovo Cinema Palazzo, Palestra Popolare San Lorenzo, Paper Room, Pigmalione, Radio Sonar, Sally Brown, Scalo 77, Soul Kitchen, Spazio Duale, Tomo libreria caffè, Tram tram, Vox Populi.

 

Giunge alla quarta edizione la rassegna “Aprile in danza”, promossa dalla Fondazione Palladium Roma Tre e ideata da Luca Aversano. L’iniziativa s’inserisce nella sezione "Contemporanea" del programma del Palladium, lo spazio che la Fondazione dedica ogni anno allo spettacolo sperimentale e innovativo.

Quattro gli appuntamenti all’insegna della danza e della ricerca artistica, che volgono lo sguardo verso l’esplorazione del corpo e dello spazio, nelle loro molteplici sfaccettature espressive. Il programma prevede gli spettacoli il 5, 9, 13 e 17 aprile. Venerdì 5 aprile si parte con la Compagnia Körper con la performance “Gli amabili resti”.
Ma martedì 9 il Palladium ospita una delle compagnie italiane più conosciute oltre confine per una serata in cui i danzatori propongono un programma misto con coreografie tutte a firma del coreografo Mauro Astolfi, e parliamo della compagnia dello Spellbound Contemporary Ballet con lo spettacolo “Serata Spellbound”, nella quale portano sul palco i già conosciuti spettacoli come Formami, Small Crime, Hunger and Grace, Man Made e infine l’inedito In the Offing.

Vederli la prima volta è una gran bella sorpresa, ma rivederli in azione sul palco è una vera e propria garanzia di spettacolo.

I lavori presentati sono suite e piccole creazioni che da tempo non erano in scena in un palcoscenico romano e rappresentano una sintesi delle migliori produzioni. La “Serata Spellbound” mostra il percorso artistico di una compagnia che è ormai una realtà leader nel panorama della danza internazionale, la cui cifra stilistica inconfondibile è esaltata da un ensemble di danzatori considerati tra le eccellenze dell’ultima generazione.

Spellbound Contemporary Ballet nasce nel 1994 per volontà del coreografo Mauro Astolfi cui si è aggiunta alla guida due anni dopo Valentina Marini con cui la compagnia ha avviato una intensa attività di internazionalizzazione. Forte di una cifra stilistica inconfondibile esaltata da un ensemble di danzatori considerati tra le eccellenze dell’ultima generazione, Spellbound si colloca oggi nella rosa delle proposte italiane maggiormente competitive sul piano di una dialettica internazionale, espressione di una danza che si offre al pubblico con un vocabolario ampio e in continua sperimentazione, convincendo le platee dei principali Festival di Europa, Asia, Americhe. La Compagnia ha posto negli anni le basi di un percorso dove il divario tra spettatore, amatore e artista si è fatto sempre più sottile, alimentando attraverso venti anni di seminari e workshop una filiera creativa che ha avvicinato al palcoscenico migliaia di danzatori e curiosi e consolidando questo processo ha dato luogo a un autentico vivaio in termini di formazione in rapporto dialettico con la Compagnia, processo culminato con la residenza presso Daf Dance Arts Faculty.

Il programma continua sabato 13 aprile con Anna Dego e Alessandro Mor in “Indoor” e mercoledì 17 aprile “Dispositivo #1”.

Teatro Palladium

piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma - Tel: 06 5733 2772

http://teatropalladium.uniroma3.it/ - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -

https://www.facebook.com/teatropalladium/

E' stato presentato il nuovo triennio di Funder35, promosso da 19 fondazioni aderenti ad Acri. Una community di oltre 300 imprese culturali non profit composte da giovani, dunque, beneficerà di servizi di accompagnamento e opportunità. In questa nuova edizione, si supera la logica del bando e dei progetti per giungere ad una dimensione comunitaria, che rappresenta la nuova sfida di Funder35 e più in generale del modo di fare impresa culturale. Il nuovo triennio rappresenta la logica conseguenza di quanto avvenuto finora. Una rigorosa selezione, attraverso 6 bandi annuali, ha permesso di individuare nel tempo le imprese culturali giovanili più promettenti del Paese, sul piano dell’innovazione e soprattutto dal punto di vista gestionale e organizzativo.
L’obiettivo per i prossimi anni di Funder35, promosso da 18 fondazioni di origine bancaria e dalla Fondazione CON IL SUD, è di rafforzare non più e non solo le singole organizzazioni ma, in un’ottica di rete, l’intera community. Le oltre 300 imprese, differenti tra loro per ambito (arti visive, musica, teatro, danza, archeologia, turismo, arte circense, ecc.) e mercato di riferimento (dalla produzione artistica e creativa ai servizi di tutela e valorizzazione culturale), con determinate caratteristiche organizzative e gestionali, rappresentano una vasta e significativa comunità di buone pratiche. Si supera la logica del bando e dei progetti, per giungere ad una dimensione comunitaria, che rappresenta la nuova sfida di Funder35 e più in generale del modo di fare impresa culturale.

«Con questa nuova fase di Funder35 vogliamo consegnare il modus operandi delle Fondazioni di origine bancaria ai giovani imprenditori della “comunità di Funder” – ha dichiarato Giuseppe Guzzetti, presidente di Acri. - Quello che ricevono in dote dalle Fondazioni non sono soltanto risorse economiche, ma soprattutto una pratica consolidata, fondata sul lavorare insieme, mettendosi costantemente in discussione, arricchendosi reciprocamente nel confronto e nella messa in comune delle migliori pratiche. Perché quando l’impresa culturale cresce è tutto il territorio a trarne giovamento. La cultura contribuisce a dare forma alla nostra identità – ha aggiunto Guzzetti - fa crescere il senso di appartenenza e lo spirito di comunità. La cultura ci fa aprire agli altri, con la certezza delle nostre radici e la speranza verso il futuro. Di tutto questo abbiamo un gran bisogno».

Il Presidente del Comitato di Gestione Funder35 Antonio Cabras ha specificato che «l’obiettivo implicito è quello di “creare valore”, sociale, culturale ed economico, non solo a beneficio delle organizzazioni che fanno parte di Funder35 o che vorrebbero farne parte, ma in generale alle organizzazioni di giovani che intendono utilizzare l’impresa culturale come forma ideale e concreta di cambiamento».

Funder35 si rivolge più in generale a imprese giovanili tendenzialmente di piccole dimensioni, caratterizzate spesso da una forte fragilità strutturale e operativa e dalla dipendenza delle sovvenzioni saltuarie di finanziatori pubblici e privati. Imprese culturali a volte legate al ciclo di vita di progetti occasionali, che non innescano processi in grado di garantire un’attività consolidata e costante. Un contesto sfavorevole aggravato anche dalle difficoltà legate ai bilanci pubblici e che impone l’adozione di nuove strategie per migliorare le capacità di affrontare il mercato. L’obiettivo di Funder35 è superare queste criticità, rafforzando le imprese sul piano organizzativo e gestionale.

Grazie alla partecipazione crescente delle Fondazioni promotrici (dalle 10 del primo triennio alle 18 del secondo, fino alle 19 attuali), Funder35 ha rappresentato e rappresenta un’opportunità concreta per tantissimi giovani e organizzazioni culturali a livello nazionale. La community sarà arricchita negli anni da nuovi ingressi. In questi giorni sono state inserite circa 30 nuove imprese culturali individuate dalle singole Fondazioni promotrici secondo i principi di selezione che caratterizzano l’iniziativa. Così come il bando ha permesso alle imprese di proporre diverse possibili strategie di sviluppo, lo stesso principio ispira l’insieme dei servizi che verranno messi a disposizione della comunità. L’offerta formativa, curata da Fondazione Fitzcarraldo, prevede un menù di servizi, flessibili e personalizzabili, con una programmazione di formazione on line, l’avvio di gruppi di lavoro con percorsi di empowerment e accompagnamento mirato, la realizzazione di eventi in presenza per garantire occasioni di networking. Il primo di questi seminari nazionali con la community si terrà l’8 aprile a Napoli all’interno degli spazi di Fondazione FOQUS nei Quartieri Spagnoli, simbolo di rinnovamento e cambiamento attraverso la cultura e l’innovazione sociale.

Sarà sviluppato inoltre il programma CrowdFunder35, sperimentato con successo già lo scorso triennio e curato dalla Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, che prevede un percorso di accompagnamento nella realizzazione di campagne di crowdfunding e il cofinanziamento delle donazioni raccolte secondo il meccanismo del matching grant: al raggiungimento del 50% dell’obiettivo fissato, le donazioni saranno raddoppiate da Funder35 fino al tetto massimo complessivo di 100 mila euro. La prima call rivolta alle imprese della community sarà lanciata a maggio su Eppela, la principale piattaforma italiana di crowdfunding reward based (basato sul sistema delle ricompense).
Il sito internet, in fase di implementazione, sarà dunque una vera e propria piattaforma di servizi. Saranno rafforzate le attività di comunicazione, curate dalla Fondazione CON IL SUD, all’interno della community, con l’obiettivo di favorire una maggiore interazione tra le imprese e per promuovere Funder35 come comunità di buone pratiche, prevedendo anche delle originali social competition.

 Il triennio 2018-2020 di Funder35 è promosso da: Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparma, Fondazione Cariplo, Fondazione Carispezia, Fondazione Cariverona, Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Fondazione CON IL SUD, Fondazione CR Firenze, Fondazione CRC, Fondazione CRT, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione di Sardegna, Fondazione di Venezia, Fondazione Friuli, Fondazione Livorno, Fondazione Sicilia. Il progetto Funder35 è nato nel 2012 nell’ambito della Commissione per le Attività e i Beni Culturali di Acri, l’Associazione delle Fondazioni.

www.funder35.it

CINEMENTE

festival di psicoanalisi e cinema - 8a edizione
UMANO / DISUMANO
un progetto ideato e curato da
Società Psicoanalitica Italiana, Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Azienda Speciale Palaexpo
presenta e coordina gli incontri Fabio Castriota

Un'occasione unica per guardare dentro di noi mescolando cinema e psicoanalisi: Cinemente trasforma la sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni in un laboratorio aperto alla discussione e alla comprensione dell’agire umano.
La visione di film che affrontano punti focali dell’esperienza, seguita dal dialogo tra psicoanalisti, registi e pubblico, costituisce ormai da otto anni un appuntamento irrinunciabile e salutare, una palestra della consapevolezza. Un barometro che registra periodicamente la nostra relazione con il mondo e che ultimamente ci fa avvertire segnali sempre più allarmanti di disagio. Vuoto morale e indifferenza diffusa a ogni livello della società ci portano quest’anno verso il confine labile e fragile tra comportamento umano e disumano. Il rovesciamento di punti di riferimento rassicuranti ci rende sempre più incapaci di capire le nostre emozioni e sentimenti e, conseguentemente, di sintonizzarci con quelli degli altri. La mancanza di empatia è la radice della disumanità apatica che ci minaccia, e il male, come sapeva Simone Weil, è ciò che trasforma gli uomini in cose. Perlustrando il cinema d’autore, non solo quello drammatico ma anche quello sapientemente comico, abbiamo selezionato storie di rifiuto: immigrati, emarginati, senzatetto, giovani sbandati, disoccupati, sono gli “scarti” che la nostra società produce, in un vuoto di umanità senza più misericordia o senso della dignità. Una perdita di valore che minaccia anche la nostra identità e integrità psichica, rendendoci estranei a noi stessi, al nostro corpo, alla nostra storia personale e in sostanza alla vita.

giovedì 28 marzo, ore 20.00
L'inhumaine
di Marcel l'Herbier. Francia, 1924, 135’, did. in francese e italiano
segue incontro con Lucio Russo e Maria Assunta Pimpinelli
In un vortice di marchingegni misteriosi, auto in corsa, fantasie architettoniche si giostra la seduzione fatale di una diva-cantante senza cuore. Film d’arte per eccellenza, ipnotico “assenzio visivo”, summa dei maggiori esponenti dell’avanguardia parigina radunati da uno dei registi più colti e innovativi del suo tempo. 

venerdì 29 marzo, ore 20.00
La vita oscena
di Renato De Maria. Italia, 2013, 85’
segue incontro con Gabriella Giustino, il regista, Isabella Ferrari, Gianluca De Marchi
La vita che un dolore incontenibile rende oscena è quella del giovane Andrea, stroncato dalla perdita dei genitori: la sua anima docile e inadeguata smette di funzionare e si lancia in una corsa febbrile verso la distruzione. Dal romanzo autobiografico di Aldo Nove, sconvolgente traiettoria esistenziale, tra rifiuto di vivere e disperata ricerca di salvezza.

sabato 30 marzo, ore 20.00
Sette opere di misericordia
di Gianluca e Massimiliano De Serio. Italia, Romania, 2011, 103’
segue incontro con Anna Ferruta e i registi
La parabola di una giovane clandestina moldava, costretta al borseggio in ospedale per sopravvivere, e di un anziano, malato e solitario, è scandita dalle sette opere di misericordia, indicate dal Vangelo per il perdono dei peccati. Racconto toccante e crudo di due anime che la miseria ha portato al deserto dei sentimenti.

domenica 31 marzo, ore 18.00
Sole Cuore Amore
di Daniele Vicari. Italia, 2016, 113’
segue incontro con Giuseppe Riefolo e il regista
Sveglia all’alba, 4 figli e un marito da mantenere, 2 ore di mezzi pubblici romani per raggiungere il lavoro 7 giorni su 7, per 800 euro in nero. I numeri da incubo della vita di Eli, la straordinaria Isabella Ragonese, misurano la brutalità quotidiana degli ultimi in tempo di crisi economica, nella coraggiosa denuncia di Vicari.

mercoledì 3 aprile, ore 20.00
La cena per farli conoscere
di Pupi Avati. Italia, 2007, 99’
segue incontro con Manuela Fraire e il regista
Padre assente e ingombrante, il sorprendente Abatantuono incarna un attore deluso, sfigurato da un disastroso intervento di chirurgia plastica, che trova una svolta al suo caotico mondo affettivo nelle tre figlie. Il maestro emiliano ci regala una nuova commedia brillante e amara.

giovedì 4 aprile, ore 20.00
Che vuoi che sia
di Edoardo Leo. Italia, 2016, 105’
segue incontro con Ezio Maria Izzo e il regista
Un ingegnere informatico disoccupato lancia una sfida hard al popolo del web. Nell’epoca dei social e della tirannide influencer, che invade i nostri schermi con scampoli di vite esibite, questa commedia amara pone domande allarmanti sul senso di dignità che la vita autentica reclama.

venerdì 5 aprile, ore 20.00
Io sono Tempesta
di Daniele Luchetti. Italia, 2017, 97’
segue incontro con Domenico Chianese e il regista
Uno squalo della finanza, spregiudicato e insensibile, deve scontare una condanna prestando servizio in un centro di accoglienza. Una farsa sociale sul potere di corruzione del denaro, ritratto ironico e spietato di un’umanità qualunquista e arrivista, che non prova empatia per nessuno, neppure per se stessa.

sabato 6 aprile, ore 17.00
Lo zio di Brooklyn
di Daniele Ciprì, Franco Maresco. Italia, 1995, 98’
segue incontro con Fabrizio Rocchetto e Daniele Ciprì
Artefici di una rivoluzione televisiva geniale e senza precedenti, non solo in Italia, grottesca e cruda visione di un mondo sub-urbano emarginato, Ciprì e Maresco portano sul grande schermo il loro universo allucinato: in una Palermo desertificata, repellente di escrementi, amplessi con animali, nani mafiosi, si spegne definitivamente ogni rapporto umano.

sabato 6 aprile, ore 20.00
Ultimo tango a Parigi
di Bernardo Bertolucci. Italia, 1972, 129’
segue incontro con Loredana Micati e Barbara Alberti
Cinemente rende omaggio al grande maestro che ha indagato con lucidità i percorsi più complessi e profondi del nostro animo. Questo capolavoro, scandaloso per eccellenza, ci riporta al furore trasgressivo dell’epoca, al desiderio di libertà da una solitudine disperata, che neppure l’eros riesce a sconfiggere.

domenica 7 aprile, ore 18.00
PREMIO SPI - CINEMENTE 5a edizione
Manuel
di Dario Albertini. Italia, 2017, 98’
consegna il premio Paolo Boccara, sarà presente il regista
Conclude Cinemente l’opera prima della scorsa stagione che una giuria di psicoanalisti ha premiato per la particolare sincerità con cui riflette sull’esperienza umana. La lotta per reinserirsi nella società porta al giovane protagonista un carico di responsabilità e un traumatico passaggio all’età adulta.

 

Si ringraziano per i film: Bibi Film, Centre National du Cinéma et de l'image animée - Archives Françaises du Film, Fandango, Koch Media, Lobster Films, Rai Cinema

Informazioni
Palazzo delle Esposizioni – Sala Cinema
scalinata di via Milano 9 A, Roma
www.palazzoesposizioni.it
tel. Palazzo delle Esposizioni 06 39967500, Società Psicoanalitica Italiana 06 8415016
Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale 06 72294301 - 06 72294389

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

I posti verranno assegnati a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni proiezione. Possibilità di prenotare riservata ai soli possessori della membership card. L’ingresso non sarà consentito a evento iniziato.

Il più grande festival d’Europa, in attesa di ospitare più di 550.000 spettatori dal 7 al 13 agosto 2019, continua a comunicare nomi in aggiunta alla già super line up di questa edizione. Tra gli artisti aggiunti oggi spiccano i The National, Mura Masa, Johnny Marr,Tom Odell, Khruangbin, Black Mountain!

Un comunicato che arriva poco prima del 7 marzo data in cui il prezzo dei ticket aumenterà passando allo scaglione successivo.

Il 10 agosto saranno i The National a chiudere la giornata sull’enorme Main Stage del festival ungherese che può ospitare oltre 80 mila spettatori. Una band ormai consacrata con i sui 7 album pubblicati di cui ben 4 inclusi nella Top 500 LP di tutti i tempi redatta da NME.

Nel comunicato di oggi tra gli altri, spiccano nomi come Mura Masa, polistrumentista britannico del Guernsey, di 21 anni ma già nominato aiGrammy Awards e collaboratore di Damon Albarn e ASAP Rocky; la talentuosaGrace CarterJohnny Marr (chitarrista dei The Smiths e dei Cribs) e la grande voce di Tom Odell.

Il Sziget Festival da oltre 25 anni è un punto fermo dell’estate festivaliera europea e il pubblico è senza dubbio tra i punti forti della enorme manifestazione ungherese. Da ogni dove giungono a Budapest e grande è anche la presenza australiana, statunitense, israeliana e asiatica.

Nella sua storia il palco del Sziget ha visto succedersi mostri sacri della musica come David Bowie, The Stone Roses, Radiohead, Arctic Monkeys, Sex Pistols, Oasis, Iron Maiden, Faith No More, Iggy Pop, R.E.M., Lou Reed, Korn, Robbie Williams, Prince, ma nonostante il grande peso specifico che la musica ha sempre fornito a questo grande evento, la forza rimane la meravigliosa location, i servizi sempre più premium e un pubblico pacifico e fraterno che invade Budapest per oltre una settimana.

L’ingresso al festival è possibile acquistando pass per 7 giorni, 5 giorni, 3 giorni o singole date tutti con il campeggio incluso. Sono disponibili viaggi in bus da 15 cittá italiane. Tutte le info sul sito ufficiale: szigetfestival.com.

LA LINE-UP DEL SZIGET 2019 - ANCORA NON COMPLETA:
 
#7AGOSTO
Ed Sheeran, Kodaline, The Blaze, Razorlight, Jain, Frank Turner & Sleeping Souls, Of Mice & Men, Fakear, Ocean Alley
#8AGOSTO
The 1975, Richard Ashcroft, Franz Ferdinand, Chvrches, Pale Waves, Tove Styrke, Elderbrook, Yungblund, Welshly Arms, Sonny Fodera
#9AGOSTO
Martin Garrix, Tove Lo, Yeasayer, Xavier Ruud, Gang of Youths, Hucci, Anna of the North, Grace Carter
#10AGOSTO
The National, James Blake, 
Mura Masa, Son Lux, Richie Hawtin, Wanda, W&W, Roosevelt, Tamino
#11AGOSTO
Post Malone, 
Years and Years, Jungle, Parcels, Masego, IAMDDB, Protoje & The Indiggnation, Vini Vici, Honne, Polo & Pan, Burak Yeter
#12AGOSTO
Florence + The Machine, 
Tom Odell, Catfish and the Bottlemen, Maribou State , Yellow Days, Big Thief, Superorganism, Boy Pablo, Carnage, Coheed and Cambria, Broken Social Scene
#13AGOSTO
Foo Fighters, Twenty One Pilots, 
Johnny Marr, Idles, Alma, Frank Carter & The Rattlesnakes, Sigala, Valeras, Jax Jones, Khruangbin , Black Mountain

E' la prima edizione del Premio Daniela Semprebene ed è conferito ai vincitori delle sezioni di arti visive MArteLive Lazio 2018. Questo è un bel traguardo oltre che una meravigliosa vetrina per i giovani artisti che lo scorso dicembre 2018 hanno partecipato e vinto la selezione nelle arti visive del concorso MArteLive - Lazio. 
Alla ART G.A.P. Gallery di Roma, infatti, è stata allestita una mostra collettiva, cura di Federica Fabrizi, Marco Ardizzi e Nadia di Mastropietro, con tutte le opere vincitrici. Tale premio, appunto, è il frutto di una collaborazione nata dalla procult e la galleria, che ha voluto premiare con una mostra i migliori delle sezioni di arti visive MArteLive Lazio 2018. Durante la serata di apertura della mostra, il 2 marzo, sono stati presenti in galleria tutti gli artisti premiati, così come per il finissage del 16 marzo, sempre dalle ore 18, e con loro si avrà la possibilità di conoscere meglio i particolari delle loro opere e di poterli conoscere meglio.

Gli artisti a cui è stato assegnato il premio Daniela Semprebene sono: per la sezione pittura Tiziana Rinaldi Giacometti, Stefano Maria Girardi, Silvia Struglia e Darya Shojai Kaveh; per la sezione street art Stefano Maria Girardi e Ivo Cotani; per la sezione fotografia Silvia Sciarra e Federica Di Benedetto; per la sezione grafica Marta Porro; per la sezione illustrazione Eva Monaco e Teresa Santoro; per la sezione video-arte Rodrigo Mella, Giovanna Scozzese e Tiziana Rinaldi Giacometti.

La galleria ART G.A.P. è situata nel cuore di Trastevere, a pochi passi dal Ministero della Pubblica Istruzione. È al servizio di artisti (emergenti, contemporanei o consolidati nel tempo), collezionisti e curatori che hanno l’esigenza di uno spazio prestigioso ed adeguato per realizzare il proprio evento. Lo staff organizza mostre anche in spazi istituzionali e ha collaborato tra le varie istituzioni, con il Ministero dell’Interno, la Sovrintendenza di Roma, i Musei Capitolini, il Museo di Scultura di Villa Vecchia, il Museo Regionale di Torino.

MArteLive è il primo festival multidisciplinare italiano che dal 2001 seleziona e lancia i migliori talenti della scena contemporanea nazionale, assegnando ogni anno oltre 100 premi esclusivi e la partecipazione a festival ed eventi importanti. La finale regionale Lazio, che si è svolta a dicembre 2018, ha visto sfidarsi ed esibirsi in contemporanea più di 150 artisti in 14 discipline. I talenti che sono stati selezionati accedono di diritto alla Biennale MArteLive 2019 che si terrà in diverse location esclusive di Roma.

Procult e ART G.A.P., nella loro natura, hanno in comune l'attenzione e l'interesse a sostenere l’arte e gli artisti dandogli reali opportunità di crescita umana, artistica e professionale.

http://www.artgap.it/

ART G.A.P. 
Via di S. Francesco a Ripa, 105
Roma  -
16 Marzo 2019 - h. 18.

 

L’edizione 2019 ha alla guida la prima della direzione artistica di Simone Menegoi, Arte Fiera intraprende così un percorso di rinnovamento su molti fronti, dall’immagine grafica al public program. È una fiera che punta sulla propria italianità, ma tenendo presente uno standard di qualità internazionale; che sfrutta la propria forza sul moderno e l’arte postbellica, ma guardando alle tendenze contemporanee; che rafforza il suo legame con Bologna e la sua regione.

La fiera si articola in due sezioni, Main Section e Fotografia e Immagini in movimento.

La prima spazia dal Moderno e dall’arte postbellica, storici punti di forza di Arte Fiera, fino al contemporaneo di ricerca.

La sezione di fotografia, aperta al video e completamente rinnovata nei contenuti, è affidata alla direzione artistica di Fantom, piattaforma curatoriale nata tra Milano e New York nel 2009, rappresentata da Selva Barni, Ilaria Speri, Massimo Torrigiani e Francesco Zanot.

La novità più evidente è un criterio inedito di partecipazione: le gallerie sono state invitate a presentare una scelta ristretta di artisti (non più di tre per gli stand piccoli e medi, fino a un massimo di sei per gli stand più grandi). A ciò, si è aggiunto un forte incentivo per gli stand monografici. La risposta degli espositori è stata pienamente positiva, a cominciare dal fatto che circa un terzo delle gallerie partecipanti - una cinquantina - presenteranno dei solo show, che spaziano dal Moderno agli artisti emergenti.

Oltre a una selezione accurata di gallerie nella Main Section e nella sezione Fotografia e Immagini in movimento, la direzione artistica di Simone Menegoi porta ad Arte Fiera cinque grandi progetti: la mostra Solo figura e sfondo, a cura di Davide Ferri, che riunisce per la prima volta opere dalle collezioni istituzionali, pubbliche e private, di Bologna e dell’Emilia Romagna; Oplà. Performing activitiesa cura di Silvia Fanti, un programma di azioni di Alex Cecchetti, Cristian ChironiCesare PietroiustiNico Vascellari che si svolgono in fiera, ai suoi margini e nella città; i laboratori didattici della Fondazione Golinelli legati al tema “Arte e Scienza” , per la prima volta presenti in Fiera; un programma di talk affidato alla rivista Flash Art, che inaugura una collaborazione a tutto tondo con Arte Fiera come “content partner”; “Hic et Nunc”, una “no VIP lounge” creata dall’artista Flavio Favelli e dedicata a tutto il pubblico della fiera.

In questa edizione, Arte Fiera è lieta di presentare tre nuovi premi: il Premio Mediolanum per la Pittura, il Premio per la Fotografia Annamaria e Antonio Maccaferri, il Premio Arte e Progetto Jacobacci & Partners, che vanno ad aggiungersi ai già esistenti @ContemporaryYoung, ANGAMC alla carriera e Rotary Bologna Valle del Samoggia.

Grande cura e attenzione è stata dedicata alla composizione delle giurie, formate da figure di alto profilo: direttori di museo, curatori, critici e collezionisti.   
I premi:
Premio Mediolanum per la Pittura
Premio per la Fotografia Annamaria e Antonio Maccaferri
Premio Arte e Progetto, Jacobacci & Partners
Premio #ContemporaryYoung
Premio ANGAMC alla carriera
Premio Rotary Bologna Valle del Samoggia

In collaborazione con il Comune di Bologna, Arte Fiera promuove Art City, il programma della città dedicato all’arte contemporanea. Per il secondo anno consecutivo, Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo, cura un programma diffuso con alcuni progetti speciali e una selezione mirata di mostre, eventi, presentazioni in gallerie, musei, luoghi istituzionali e non. Presto online il programma.

Sabato 2 febbraio è la volta della Art City White Night: una diffusione/invasione dell’arte contemporanea in città che dura tutta la notte.

PRIMA FINALE REGIONALE LAZIO
Al Planet Live Club di Roma, dal 12 al 14 Dicembre appuntamento con il MArteLive 2018.

Il 13 e 14 dicembre torna a Roma MArteLive - lo spettacolo totale: nelle sale del Planet Live Club (ex Alpheus – via del Commercio 36) la grande kermesse con oltre 250 artisti emergenti che si sfideranno nelle 16 discipline artistiche tra musica, teatro, danza, circo contemporaneo, pittura, fotografia, artigianato artistico, graficart, live painting e street-art, proiezioni, installazioni, reading e video-arte. 

Il 12 dicembre, assolutamente da non mancare è l'anteprima con i Leoni d'Oro alla carriera Antonio Rezza e Flavia Mastrella e il loro celebre spettacolo “Pitecus”, geni della scena artistica che in campo teatrale hanno vinto numerosi premi e ricevuto importanti riconoscimenti sia all’estero che dal grande pubblico italiano che da anni li segue e li apprezza.
Il 13 e 14 dicembre tra gli ospiti John De Leo feat. Rita Marcotulli, Gio Evan, The Winstons special guest Morgan, Bunna (Africa Unite), Istituto Italiano di Cumbia oltre a circa 250 artisti e 16 disclipline artistiche tra musica, teatro, danza, arte visiva, reading, artigianato artistico, cinema.

Il 13 dicembre sul palco del Planet, attesissimo dopo il clamore mediatico delle ultime settimane che ha scatenato la stampa nazionale e richiestissimo dalle maggiori emittenti televisive, sarà il poeta e performer Gio Evan - reduce dal successo del doppio disco MArteLabel “Biglietto di solo ritorno” e con un milione e mezzo di ascolti su Spotify del singolo “A piedi il mondo”. Ribattezzato “Gio Evan” in Argentina da un Hopi, Giovanni Giancaspro è un artista poliedrico, scrittore e poeta, filosofo, umorista, cantautore e artista di strada. Con la performance al MArteLive conclude una grande stagione di successi, per tornare live sul palco dalla primavera 2019.  Dopo il suo live, salirà sul palco la band The Winstons ft. Rodrigo D'Erasmo e special guest Morgan con "Pictures at a Christmas Exibition". Power trio basso, batteria, tastiere e voci, la band è composta da tre grandi musicisti della scena italiana: Enrico Gabrielli (Calibro 35/Pj Harvey), Lino Gitto (Ufovalvola) e Roberto Dell'Era (Afterhours), che per il loro concerto al MArteLive dal titolo “Pictures at a Christmas Exhibition” avranno come special guest d’eccezione Morgan e Rodrigo D'Erasmo (violinista degli Afterhours e tutor in compagnia di Agnelli a X Factor). Sul palco suoneranno brani dall’album "Pictures in Exhibition" oltre a nuovi pezzi in esclusiva tratti dal prossimo disco in uscita nella primavera 2019.  

Il 14 dicembre grande ospite sarà John De Leo, considerato una delle voci più interessanti del panorama italiano. Artista eclettico, ha partecipato e promosso innumerevoli progetti non strettamente a carattere musicale, collaborando con molti artisti tra cui la pianista Rita Marcotulli che sarà special guest nel suo live sul palco di MArteLive, Teresa De Sio e Metissage, Ambrogio Sparagna, Banco del Mutuo Soccorso, Carlo Lucarelli, Stefano Bollani, Paolo Fresu Quintet, Danilo Rea, Franco Battiato, Enrico Rava, Carmen Consoli, Ivano Fossati, Antonello Salis, Alessandro Bergonzoni, Fabrizio Bosso, Trilok Gurtu, Stewart Copeland e Uri Caine. Co-fondatore dell’ensemble Quintorigo, con cui ha vinto il Premio Tenco nel 1999, ne ha fatto parte dal 1992 al 2004. Sul palco principale del MArtelive si esibirà con un live looping sampler, un karaoke giocattolo e un laringofono insieme al chitarrista Fabrizio Tarroni: uno dei suoi primi connubi musicali, capace di interpretare la sua Gibson semi-acustica anche come una vera e propria percussione, fondendo la sua tecnica originale con le idee e la voce eclettica di De Leo.
Sul palco del 14 dicembre, il ritmo sarà scandito anche dallo spettacolo del noto collettivo cumbiero Istituto Italiano di Cumbia, che ha aggregato Malagiunta (Filo Q e Paquiano) le canzoni di Cacao Mental e Los3Saltos, Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti e alcuni nuovi interpreti. 
Il dj set sarà nelle mani di Bunna, fondatore insieme a Madaski degli Africa Unite, una delle realtà più importanti del panorama raggae italiano, e non solo. Nel suo set esplorerà le varie evoluzioni e sfaccettature della cultura musicale giamaicana. Il set di Bunna cade nell’anno in cui il reggae è stato riconosciuto “patrimonio Unesco” ed è organizzato in collaborazione con RUM (Rome Underground Movement).
Tra i protagonisti dell’ultima giornata di MArteLive anche Giancluca Secco, perla nel panorama della musica d'autore italiana e vincitore nel 2016 del Premio Tenco-NuovoImaie per la miglior interpretazione. 

https://www.martelive.it/

 

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