Venerdì, 15 Giugno 2018 12:59

VILLA ADA ROMA INCONTRA IL MONDO

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Villa Ada – Roma incontra il mondo arriva alla sua XXV edizione. In questi anni sul palco si sono esibiti più di 100 artisti ogni anno, facendo di questo Festival uno dei più grandi eventi dell’estate romana. Il tema scelto per questa edizione esprime un concetto contrastante che rimanda all’analogo rapporto dei romani con la loro città, da cui il titolo “T’ho amato sempre, non t’ho amato mai” in cui si richiama anche un verso di Fabrizio De André, per omaggiare il cantautore nel ventennale della sua morte.

Dopo anni di assenza dalle scene musicali, Noyz Narcos (NELLA FOTO) torna più entusiasta che mai nel presentare al suo pubblico il suo ultimo album, “Enemy”, realizzato con imigliori producers della scena odierna: da Night Skinny a Sine, passando per le produzioni di Parix e David Ice, fino a Boss Doms e st Luca Spanish.

Noyz Narcos passa il testimone a Giancane (nella foto) sabato 16 giugno. Componente del celebre gruppo romano “Il Muro del Canto”, Giancane è un cantautore dal grande senso dell’umorismo. Con il suo ultimo album, “Ansia e Disagio”, conquista gli ascoltatori con le sue osservazioni pungenti, un acuto senso ironico e una profonda curiosità nei confronti degli stati ansiosi, propri o altrui. Senza dismettere la vocazione folk’n’roll e country-neomelodica che l’hanno reso celebre, l'artista inaugura una nuova stagione compositiva, inventando una nuova grammatica cantautorale di chiara provocazione e vocazione popolare, adatta a qualsiasi età. Il disco è stato anticipato dal video di “DISAGIO” e quello di “LIMONE”, prodotto da Chef Rubio. Il 4 maggio è uscito “Ipocondria” (Giancane feat. Rancore), il primo video musicale interamente disegnato dal fumettista Zerocalcare (

).

Oltre ai numerosi concerti, le rive del laghetto ospitano come ogni anno un programma culturale variegato e multidisciplinare, accessibile a tutti e in una convinta logica no profit. Si ripete l'esperienza vincente del D’Ada Park, l’area del Festival ad accesso gratuito che ospiterà concerti, dibattiti, incontri, presentazioni di libri, esposizioni artistiche, proiezioni cinematografiche, corsi di formazione e laboratori per bambini. 

Sul palco del D’Ada Park a inaugurare il festival venerdì 15 giugno ci pensa il collettivo romano King Kong Posse con il format Welcome to the Jungle, che trascinerà il pubblico nella giungla musicale dell'Hip Hop. Sabato 16 giugno, la poliedrica Silvia Sicks aka Tunonna, musicista, illustratrice e fumettista arriva con il suo ultimo disco “Buono”, mischiando sapientemente grunge e burocrazia romana, amore e denim, peroni e parenti. After party targato Borghetta Stile. Da sempre punto di riferimento della scena romana, è uno tra i party più eccentrici e non convenzionali della città, un viaggio nel tempo accompagnato dai più grandi successi pop e dance anni’90. In programma domenica 17 giugno il dj set di Beat Soup, duo artistico formato da Nario (Bros) e Luca (Tonnoalnaturale), entrambi appassionati di beats e hip hop. Le loro "zuppe" sono selezioni jazzy-soulfull con un tocco di boombap d'annata e chill trap che grazie a un sound inconfondibile li ha fatti diventare un punto di riferimento nella scena del beatmaking.Villa Ada – Roma incontra il mondo è un evento dell’estate romana, sotto la guida di Dada srl e ARCI Roma.

Anche quest’anno, quindi, nel suggestivo scenario di Villa Ada dal 14 giugno al 10 agosto dalle ore 21.30 a 00.30 si alterneranno numerosi e famosi artisti sul main stage (area a pagamento):

15 GIUGNO NOYZ NARCOS (SOLD OUT)

16 GIUGNO GIANCANE

17 GIUGNO NOYZ NARCOS

19 GIUGNO GUIDO CATALANO + DENTE

20 GIUGNO #WITHREFUGEES LIVE CON BOMBINO + SANDRO JOYEUX + AWA LY

21 GIUGNO MOKADELIC

22 GIUGNO JOE VICTOR

23 GIUGNO FRAH QUINTALE

24 GIUGNO ASCANIO CELESTINI + GIOVANNA MARINI

26 GIUGNO MUSICA NUDA

28 GIUGNO CARO FABER. ROMA CANTA DE ANDRÈ

29 GIUGNO MINISTRI + SPIRITUAL FRONT

30 GIUGNO COLAPESCE + ANDREA LASZLO DE SIMONE

3 LUGLIO GALEFFI + MOX

4 LUGLIO GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR

5 LUGLIO WILLIE PEYOTE

7 LUGLIO IL MURO DEL CANTO

9 LUGLIO GIOVANNI LINDO FERRETTI

10 LUGLIO PINGUINI TATTICI NUCLEARI

11 LUGLIO REVEREND HORTON HEAT – PSYCHOBILLY ROME HOLY DAY FEST

12 LUGLIO BUD SPENCER BLUES EXPLOSION

13 LUGLIO WASHED OUT

14 LUGLIO CHINESE MAN

15 LUGLIO CALIBRO 35

17 LUGLIO LITTLE STEVEN AND THE DISCIPLES OF SOUL

18 LUGLIO DOBET GNAHORÈ (NELSON MANDELA INTERNATIONAL DAY)

19 LUGLIO GOGOL BORDELLO

20 LUGLIO MEZZOSANGUE

22 LUGLIO NEW YORK SKA JAZZ ENSEMBLE + SHOTS IN THE DARK

23 LUGLIO KRUDER & DORFMEISTER

24 LUGLIO GORAN BREGOVIC

25 LUGLIO NITRO

26 LUGLIO ORCHESTRACCIA

28 LUGLIO TEDUA

31 LUGLIO HUUN HUUR TU

1 AGOSTO MINISTRY

2 AGOSTO STEFANO SALETTI e BANDA IKONA

3 AGOSTO IOSONOUNCANE + PAOLO ANGELI

 

VILLA ADA
via di Ponte Salario 28 – Roma

www.villaada.org

https://www.facebook.com/VillaAda.Fest/

https://www.instagram.com/villaadafest

Sabato, 09 Giugno 2018 08:42

CVTà Street Fest

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Dal 7 al 10 Giugno 2018 arte, musica, storia, cultura e creatività animano anche ques'anno un piccolo borgo del Molise, Civitacampomarano.
Parliamo della terza edizione del “CVTà – Street Fest”, il festival che è diventato oramai un appuntamento fisso e che nell’edizione di quest’anno vedrà il susseguirsi di molteplici eventi ed iniziative legate all’arte di strada.

CVTà Street Fest, il festival che ridisegna lo spazio urbano di un borgo molisano antico, Civitacampomarano (CB), nel centro storico – esterno e interno – del paese. Un ricco calendario che prevede la realizzazione delle opere in live painting sui muri, la possibilità di partecipare a diverse iniziative come tour dei murales, concerti, workshop e degustazione delle specialità locali.

Artefice innovativa della manifestazione Alice Pasquini, la più nota e coraggiosa street artist italiana che ha scelto la strada per esprimere la sua creatività con oltre 2000 murales realizzati in tutto il mondo. Sarà lei a dirigere la squadra dei giovani talenti all’opera con interventi “live” di arte permanente che rispondono quest’anno ai nomi di 2501, ricercatore di spazi vuoti che giocano sull’equilibrio tra negativo, Alberonero, il cui minimalismo riduce il linguaggio visivo all’osso, MP5, che utilizza su diverse piattaforme un tipico linguaggio “blanc et noir” e Brus, dall’arte multiforme che spazia, con vari tools del mestiere, dai graffiti alla calligrafia.
Negli spazi più inconsueti anche la musica sarà protagonista con un cartellone poliedrico e interattivo che prevede le esibizioni di Senza Guinzaglio, gruppo molisano di rap/R&B che ha realizzato la colonna sonora "Help Civita" durante CVTà Street Fest 2017, DJ Gruff, pioniere della scena hip-hop italiana, Anywave con un sound “ambient acid" e i Tetes de Bois, collettivo artistico romano tra canzone d’autore, folk, poesia, rock, che suonerà in acustico.

Confermata anche la presenza di Chef Rubio, in qualità di video-reporter speciale con la mostra itinerante "Baciamo le Mano", realizzata insieme alla fotografa Alessia Di Risio, tributo a tutti gli artisti nazionali e internazionali, artigiani e abitanti di Civitacamporano, che vedrà esposti foto-manifesti con ritratti dei protagonisti delle edizioni del Cvtà Street Fest, colti nelle loro attività creative e artistiche. La mostra, esposta anche negli spazi del Castello Angioino del paese, si concentrerà sulle "Mani", rappresentazione tangibile dell’efficienza e necessaria operosità per la sopravvivenza, da sempre abili nel creare e distruggere e strumenti di arricchimento plastico ed espressivo di ogni materia e superficie.

Saranno invece Never 2501 e Martino Coffa (collettivo Recipient) a proporre l’installazione LA MACCHINA, una performance interattiva audio-video col pubblico atto a stimolare la creatività in duetti live improvvisati in real time con musica suonata con euro rak: un’autentica sfida alle idee preconcette sull'estetica della street art, che mira ad introdurre nuovi elementi di casualità e improvvisazione nell’Opera d'Arte.

Il grande schermo sarà presente, in collaborazione con Molise Cinema, con la proiezione, nel cortile del fossato del Castello, del docu-film "Visages, Villages", di Agnes Varda e JR, un viaggio ironico e affascinante nei piccoli centri della Francia che riprendono a vivere proprio grazie all'energia creativa degli artisti.

A comunicare le tradizioni artigianali autoctone ci penseranno gli stessi abitanti del luogo con due workshop organizzati dalle signore civitesi nella propria abitazione: il primo sarà dedicato ai cavatelli, la pasta tipica di Civitacampomarano, attraverso una food experience che va dalla storia degli ingredienti alla preparazione delle ricette insieme ai partecipanti (max 12 persone); il secondo riguarda invece l’arte del merletto e prevede un laboratorio di circa un'ora per iniziare ad imparare il vecchio mestiere di pizzo (max 6 persone).
Ogni mattina, inoltre, è previsto un tour di circa 90 minuti alla scoperta di Civitacampomarano e dei suoi tesori d'arte: a fare da cicerone saranno gli studenti delle scuole superiori del territorio. Durante la realizzazione delle opere si potrà partecipare a diverse iniziative come tour dei muri, concerti, workshop e, come nella precedente edizione, si potranno degustare le specialità locali durante l’evento dedicato allo Street Food.
Evento gourmet anche quello offerto dagli stessi cittadini che in un pomeriggio dedicato allo street food metteranno a disposizione dei convenuti le loro prelibatezze più tipiche: dal riso con il latte (ris cu latt) alla pizza di granoturco con i cavoli (pizz e fogl), le scrippelle (scr'pell'), il pane indorato e fritto (pan 'nrat) e i ceci (i cic).

 

 

 

Mercoledì, 30 Maggio 2018 15:16

MAXXI BVLGARI PRIZE

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Dal 1 giugno al 28 ottobre il Maxxi ospita la mostra con le opere dei giovani artisti Talia Chetrit, Invernomuto e Diego Marcon, finalisti dell’edizione 2018 del MAXXI BVLGARI PRIZE. 
Scelti da una giuria internazionale composta da David Elliott curatore indipendente, Yuko Hasegawa Direttore artistico del MOT di Tokyo, Hans Ulrich Obrist Direttore Artistico della Serpentine Galleries di Londra, Hou Hanru Direttore artistico del MAXXI e Bartolomeo Pietromarchi Direttore del MAXXI Arte per la loro “consapevolezza del momento storico che stiamo vivendo e la capacità di espandere i confini del linguaggio artistico”, i finalisti giungono dunque alla prova della mostra cura di Giulia Ferracci: sulla base delle opere esposte, il prossimo 13 ottobre 2018 la stessa giuria sceglierà e annuncerà il vincitore, la cui opera entrerà a far parte della Collezione MAXXI.
L’incontro tra il MAXXI, il primo museo nazionale italiano dedicato alla creatività contemporanea, e Bvlgari, era già avvenuto nel 2014, in occasione della mostra Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968, di cui la maison era main partner. Con il MAXXI BVLGARI PRIZE questa partnership - basata su valori comuni quali memoria, innovazione, passione, creatività e sperimentazione e sulla consapevolezza dell’importanza del sostegno alla cultura e del ruolo strategico dell’alleanza pubblico/privato - si consolida. Perché, condividono Giovanna Melandri e Jean Christophe Babin “sostenere i giovani talenti significa investire sulla creatività del nostro tempo e sul nostro futuro”.

Dice Giovanna Melandri: “Sono particolarmente lieta di questa mostra, per diverse ragioni. Il Premio rappresenta il nucleo fondante della collezione pubblica permanente del MAXXI, “cuore pulsante” del museo. Grazie al Premio, sono entrate in collezione opere di Vanessa Beecroft, Lara Favaretto, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli e molti altri. Oggi, grazie alla prestigiosa partnership con Bvlgari, che ancora una volta ringrazio, il Premio diventa più grande e importante per noi. Con Bvlgari, emblema di creatività e qualità italiane, abbiamo avviato una collaborazione di sei anni: un’alleanza strategica tra pubblico e privato per la cultura e per la giovane arte. Più volte ho definito il MAXXI “laboratorio di futuro” e questa mostra rispecchia appieno questa idea: i tre giovani finalisti, cui faccio i complimenti, rileggono, interpretano e ci aiutano a capire attraverso la loro ricerca artistica questo nostro tempo così complesso”.

Commenta Jean Christophe Babin: “Siamo giunti alla prima edizione del MAXXI BVLGARI PRIZE, un progetto in cui tutti gli artisti selezionati hanno realizzato opere che stimolano una profonda riflessione sulla realtà attuale attraverso una creatività originale ed audace, fuori dagli schemi. Questa stessa tensione alla sperimentazione è da sempre una parte importante del DNA di Bvlgari. Siamo fieri di poter dare il nostro contributo allo sviluppo dell’arte contemporanea arricchendo la collezione permanente di un Museo come il MAXXI, punto di riferimento a livello internazionale e per la vita culturale della città di Roma. Questo Premio rappresenta un auspicio importante, poiché sostenere i giovani artisti emergenti significa investire in un futuro fatto di idee, talento e passione”.

LA MOSTRA
Nella Galleria 4 del museo, la mostra è allestita in un percorso fluido, una vera e propria immersione nell’universo artistico dei tre finalisti che propongono qui progetti inediti o di recente produzione che restituiscono le tante suggestioni del loro lavoro.

Il percorso si apre con Invernomuto (Simone Bertuzzi, Piacenza 1983 e Simone Trabucchi, Piacenza 1982, vivono a Milano), scelto per “la ricerca su questioni sociali e politiche globali attuata tramite l’utilizzo sapiente di un immaginario influenzato da culture pop e dalla sottocultura, capace di rendere il suo lavoro personale e sincero”.

Il duo di artisti presenta un’opera nuova e complessa composta da un film, un’installazione sonora, una scultura e un profumo, in quella commistione di linguaggi diversi che caratterizza la loro ricerca artistica. Un ambiente avvolto nella penombra ha come punto focale un grande schermo sagomato sul quale viene proiettato in loop il film Calendoola: SURUS. Nel film si alternano immagini dal sapore antico, come il lento incedere di un elefante che sembra evocare il mito di Annibale, con altre girate sulla spiaggia di Sabaudia, dove si aggira un gruppo di figure inquietanti, simili a zombie. Immagini surreali cui fanno da sfondo una traccia audio con suoni in alta e bassa frequenza e una fragranza diffusa di sapore orientale. Completa l’installazione la scultura Z0α, realizzata applicando materia plastica su un’opera originale di Mimmo Rotella, Replicante del 1990. Questo lavoro, alternando elementi storici e contemporanei, evoca una riflessione sulle diverse velocità della storia e sulle eredità colonialiste del mondo occidentale.

La mostra prosegue con Diego Marcon (Busto Arsizio, 1985, vive a Milano), scelto “per aver adottato un approccio originale e poetico alla sperimentazione audiovisiva e all’uso dei generi cinematografici e per la rilettura critica di siti storici”.

Marcon presenta un nuovo lavoro, Ludwig, un video proiettato a tutta parete realizzato con la tecnica CGI (computer-generated imagery), utilizzata nella computer grafica per la resa degli effetti speciali digitali nel cinema, in televisione, nella pubblicità e nei videogiochi di simulazione. Il protagonista è un bambino che accende un fiammifero in uno spazio sospeso, che poi scopriremo essere quello di una nave in balia di una tempesta. Mentre il fiammifero si consuma, il bambino intona un canto con versi scritti dall’artista sulla disperazione e la fatica dell’esistenza finché il fiammifero si spegne e la musica si interrompe, per poi ricominciare in loop. L’implacabile reiterazione della scena genera un’atmosfera claustrofobica e ossessiva. La partitura per pianoforte e voce è di Federico Chiari, interpretata dal Coro di voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Questo lavoro approfondisce la sperimentazione di Marcon sull’immagine e la potenza evocativa di ciò che non è immediatamente visibile.

Conclude il percorso il progetto Amateur  di Talia Chetrit  (Washington D.C. 1982, vive a New York) scelta per “la sua capacità di reinventare l’uso della fotografia combinando linguaggi tradizionali e contemporanei nella sua interpretazione del rapporto tra corpo, sguardo e identità” (qui un'opera del progetto).

L’artista, che vive e lavora a New York, presenta un corpus di oltre 20 fotografie della sua produzione recente insieme a immagini provenienti dal suo archivio personale e un video di cui sono protagonisti i suoi genitori. Esplorando temi quali la spontaneità del soggetto di fronte al mezzo fotografico e il confine tra sfera pubblica e privata, Chetrit è spesso protagonista delle sue fotografie, come pure il partner, le amiche, i familiari, in un racconto sui misteri del corpo, l’intimità, l’adolescenza, la sessualità. L’immagine dei suoi genitori sulla spiaggia si alterna a ritratti e autoritratti intimi, a volte spiccatamente espliciti ed erotici, in cui utilizza il proprio corpo per minare le convenzioni dell’autoritratto e i suoi meccanismi di controllo. Chetrit mette in campo una complessa teatralità che esplora i confini tra il soggetto e lo spettatore, la vulnerabilità e l’esibizione.

Il MAXXI BVLGARI Prize è un importante progetto per il sostegno e la promozione dei giovani artisti. Nasce in continuità con il Premio MAXXI, nucleo fondante della collezione del museo e trampolino di lancio per tanti giovani talenti (come Yuri Ancarani, Giorgio Andreotta Calò, Vanessa Beecroft, Lara Favaretto, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli e molti altri) e ne rappresenta l’evoluzione. Grazie alla straordinaria partnership con Bvlgari, oggi il Premio si rinnova, cresce, allarga i propri orizzonti, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare non più solo artisti di nazionalità italiana, ma anche artisti stranieri che abbiano prodotto negli ultimi due anni un nuovo progetto in Italia nell’ambito di istituzioni pubbliche e realtà private.

Sabato, 19 Maggio 2018 10:52

Buon compleanno, IndiePanchine!

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In occasione del primo compleanno di IndiePanchine, evento che si tiene sabato 19 a Largo Venue, abbiamo intervistato Daniele Fasanella, organizzatore ed ideatore del format.

Ciao Daniele, tu sei il direttore artistico dell'evento IndiePanchine. Come vi è venuta questa idea?

Si, io mi occupo della direzione artistica e del management del gruppo. Nello staff siamo in sei, oltre me ci sono Leonardo che si occupa della produzione, Virginia della comunicazione, Paolo foto e video, Dario e Rocco che gestiscono la Radio.

Un anno fa hanno proposto a me e Leonardo di fare una piccola serata in una location vicino Termini, facevamo entrambi i PR in discoteca, io avevo molti amici che suonavano e lui faceva il fonico, da lì è nato il format. IndiePanchine è un gioco di parole, richiama una canzone di un noto gruppo rap romano ''Truce Klan - In the panchine'', noi però ci occupiamo di musica emergente (Indie), quindi ho proposto questo nome che è piaciuto subito a tutti. Poi abbiamo inserito il programma radio ed iniziato a fare video interviste che promuoviamo attraverso i nostri canali social.

Come è strutturato l'evento?

Il 19 maggio festeggiamo un anno del nostro format, ci spostiamo a Largo Venue, una location davvero bella, con tanto di giardino.
La serata inizia alle 21:30 con un contest. Nella prima parte si esibiscono sulla panchina 6 tra gli artisti più bravi che abbiamo avuto il piacere di ospitare ai nostri eventi durante l'anno: KiesAM-OKMontalcinoStradeMartiriDanesh. A votare sarà il pubblico presente ed al vincitore produrremo un video-clip musicale.
Il tutto è presentato e mandato in onda dai nostri speakers di  Radio-Kaos.

A seguire abbiamo chiamato per il concerto I miei migliori complimenti ed i Polar Station. Per finire ci sono due djset con Radio Sonica ed Indiesagio .
Ci saranno anche delle sorprese. 

Dicci qualcosa in più sugli artisti. 
Io sono di parte, ma gli artisti sono veramente tutti bravi. I primi sei sono musicisti emergenti, per il contest si esibiscono in acustico e suonano due pezzi a testa.
I miei migliori complimenti è la guest della serata, un ragazzo di Milano che viene per la prima volta a suonare a Roma, fa un genere tra l'indie ed il rap e ha da poco fatto uscire il suo ultimo singolo Inter-Cagliari raggiungendo più di 55.000 ascolti su Spotify in due settimane.
Polar Station (nella foto) non sono da meno, una formazione elettro-pop che ha aperto poco fa il concerto dei Pop X all'Urban di Perugia, il loro ultimo album spaziale si chiama Lowlands.

E cosa rende originale questo format?
La nostra caratteristica principale è una panchina, sulla quale suonano i musicisti, che puntualmente ci dobbiamo incollare per portare da un locale all'altro, forse era meglio ''indiesedia''. L'idea è quella di ricreare un'atmosfera di intimità ma allo stesso tempo underground, come quando un nostro amico suona al parchetto sotto casa. Però il nostro obiettivo principale è quello di dare maggior visibilità ai musicisti, perché ce ne sono davvero tanti bravi, specialmente a Roma, che però non riescono dare molta visibilità alle loro canzoni e noi attraverso live, radio, video-clip ed interviste ci proviamo.

Mercoledì, 09 Maggio 2018 13:31

Inventaria, la festa del teatro off

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Giunto alla sua ottava edizione, dal 3 maggio al 10 giugno 2018 torna il Festival Inventaria - La festa del teatro off. Il Festival è organizzato da artisti per artisti e si è affermato come l'evento di chiusura della stagione teatrale capitolina mantenendo il proprio focus sulla drammaturgia contemporanea e sulla pluralità dei linguaggi ospitati. 
Quest'anno Inventaria avrà luogo nei quattro principali teatri off di tre diversi quartieri della Capitale: Teatro Argot Studio e Teatro Trastevere (Trastevere), Carrozzerie n.o.t. (Ostiense) e Studio Uno (Torpignattara) e si articolerà in quattro sezioni di concorso (Spettacoli, Monologhi/Performance, Corti teatrali e la nuova sezione Demo dedicata agli studi e ai progetti in itinere) e una fuori concorso
Ventuno le proposte in concorso selezionate tra le oltre 400 candidature pervenute da tutta Italia e dall'estero, per offrire un ventaglio quanto più ampio possibile della scena teatrale off per linguaggi e generi (nella foto TERRA DI ROSA - vite di Rosa Balestrieri - prima romana di Tiziana Francesca Vaccaro, in scena  il 30 maggio al Teatro Studio Uno)
In aggiunta, cinque proposte fuori concorso: due spettacoli ospiti, il ritorno dello spettacolo vincitore dell'edizione 2017 e la presentazione dei due spettacoli tratti dai testi vincitori ex aequo del Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano 2016. 
Il Festival, organizzato dalla compagnia DoveComeQuando, è interamente autofinanziato, formula accorta che ha consentito alla manifestazione di passare dalle 6 compagnie della prima edizione alle 25 di quella attuale e da 1 a 5 sezioni. 
Il trend espansivo è confermato anche dall'arricchimento del parco premi: 25 date complessive in palio (oltre a premi di altra natura) rese possibili dai tanti teatri partner. 
A proposito di trend positivo, così dice Pietro Dattola, direttore artistico del Festival: "L'anno scorso, dopo la chiusura a stagione in corso del Teatro dell'Orologio che avrebbe dovuto ospitarci, abbiamo triplicato gli sforzi per reinventare Inventaria portando il festival in tre quartieri diversi, e ci siamo riusciti grazie anche a Teatro Argot Studio, Carrozzerie n.o.t. e Teatro Studio Uno, che ci hanno accolti a braccia aperte. Visto l'eccezionale riscontro, la formula è stata confermata e, com'è nel nostro DNA, ampliata, coinvolgendo anche il Teatro Trastevere e moltiplicando il numero di teatri ed enti partner in tutta Italia per ampliare e rendere più interessante il parco premi." 

PER INFO SUL CARTELLONE
http://www.dovecomequando.net/Inventaria2018spettacoli.htm

Mercoledì, 02 Maggio 2018 15:12

Torna Open House

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Torna anche quest’anno Open House Roma, la manifestazione internazionale che apre a tutti e gratuitamente le porte di edifici pubblici e privati, siti architettonicamente interessanti e luoghi sconosciuti della capitale. La durata dell’evento è purtroppo un solo weekend, 12 e 13 maggio, perciò bisognerà scegliere con attenzione le strutture da visitare e non sarà facile visto il numero elevato e la bellezza. 

In questa settima edizione, OHR celebra il Fattore Umano, un tributo ai proprietari, ai progettisti, agli abitanti, ai restauratori, ai nostri volontari, a tutte le persone che amano la città e se ne prendono cura giorno per giorno e senza i quali la bellezza dei luoghi che verranno aperti e scoperti.

Nell’elenco, ben 276, vi sono sia edifici storici che edifici moderni e contemporanei. Il programma è suddiviso in 5 aree tematiche: città della conoscenza, attraversare la storia, architettura del quotidiano, abitare, factory e produzione creativa.

Le visite guidate, gratuite, saranno effettuate dai progettisti stessi, da studenti universitari e dai cultori della materia. La manifestazione infatti può contare sulla presenza di 500 volontari oltre che sulla collaborazione di Istituzioni, imprese ed enti del settore terziario. Tra le novità di quest’anno, aperte per la prima volta, si potrà scegliere di visitare tra i “castelli idraulici” della Fontana di Trevi e del Fontanone dell'Acqua Paola, gli scavi archeologici “Città del Sole”, i “Castra Praetoria” della Biblioteca Nazionale, la “Royal Netherlands Institute in Rome”, la galleria d’arte “Contemporary Cluster” all’interno di Palazzo Cavallerini Lazzaroni. Inoltre sarà visitabile anche la Chiocciola di Villa Medici (nella foto), un pozzo cilindrico profondo 25 metri, all'interno del quale è stata costruita una scala a chiocciola in muratura che raggiunge direttamente la grotta dell’antico acquedotto Vergine.

Tanti i luoghi e le iniziative collaterali. Per prenotarsi alle visite e per avere maggiori informazioni consultare il sito:

https://www.openhouseroma.org/

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