Mercoledì, 15 Ottobre 2008 20:43

Roma, un giorno e il Festival del Cinema Indipendente di Lione

Scritto da Loredana Sottile
Vota questo articolo
(0 Voti)
[CINEMA]

«Roma è come a libertà», questo il tema che ritorna insistentemente quasi come un ritornello nel cortometraggio Roma, un giorno, presentato in anteprima lo scorso 12 ottobre alla Libreria RGB di Testaccio e in concorso al prossimo Festival di Cinema Indipendente di Lione. L’opera nasce da un’idea di Massimiliano Coccia, sceneggiatore del cortometraggio, che, insieme al regista Matteo Botrugno, dà vita ad un flusso inarrestabile di pensieri sulla libertà, sulla morte, sullo scorrere dei giorni, e soprattutto sulla città eterna.


Un cortometraggio fatto di giovani e da giovani. Nove minuti, un unico interprete, molteplici protagonisti. Michele Botrugno è colui che fisicamente ci accompagna alla scoperta della città, mentre il suo pensiero scorre in soundbite portandoci oltre i confine prestabiliti. Accanto si muovono gli uomini che popolano la città, i suoni della natura che scandiscono i passaggi da un luogo ad un altro, gli incontri in cui Michele si imbatte nel suo girovagare, e poi c’è lei, la vera protagonista incontrastata: Roma, autentica e reale «Roma come na poesia, Roma senza trucchi, senza vestiti, Roma come a libertà». Su queste parole scivolano morbide e delicate le note della colonna sonora scritta da Valentina Lupi, la cantautrice romana reduce dal successo del suo primo album "Non voglio restare Cappuccetto Rosso".

Nel corso dell’anteprima incontriamo l’autore Massimiliano Coccia e con lui ripercorriamo le tappe principali che hanno portato alla nascita e alla crescita del progetto.

Roma, un giorno sbarca a Lione: un bel traguardo per un film romano che parla di Roma e che lo fa nel slang del luogo...
Già, ci fa piacere portare all’estero un cortometraggio che parla della nostra città. Il soggetto oltretutto è nato in un periodo di cambiamento per Roma (maggio 2008; n.d.r.) ed è anche di questo improvviso passaggio politico e sociale che il documentario vuol parlare.

Quanto c’è di autobiografico?
Di autobiografico c’è innanzitutto Roma, la città in cui sono nato e cresciuto, e poi c’è il modo di vederla e descriverla. In un periodo di mutamento per la città mi sono chiesto che cosa fosse Roma per me e ne è venuto fuori questa sorta di monologo. È il mio modo di vedere le cose, ma credo che molti altri possano condividerne il punto di vista. Quella che voglio raccontare non è la Roma borghese dei salotti, ma una città che vive per strada.

Infatti le strade rappresentano un elemento essenziale del documentario. Scelte casuali?
Il cortometraggio passa in rassegna diversi luoghi di Roma che volevamo fossero comunque riconoscibili: ci sono il mercato del quartiere Alberone, Piazza San Giovanni e c’è anche l’Idroscalo di Ostia. Quest’ultimo oltre ad essere una location che ben si prestava all’intento della pellicola, vuole essere anche un omaggio a Pierpaolo Pasolini.

Come e dove sarà possibile vedere Roma, un giorno?
Al momento su YouTube e sul mio Myspace, ma presto sarà disponibile anche su dvd e distribuito nelle edicole e in altri punti vendita a cura del marchio Terre Sommerse.

Questa è la prima volta che ti cimenti con un’opera cinematografica?
Sì, Roma un giorno è il mio primo cortometraggio, ma non è la prima esperienza come autore: ho già scritto poesie pubblicate nella raccolta Poeti al Caffè Greco, e due libri, Esterno Estivo (vincitore di vari premi letterari, tra cui Premio Internazionale di letteratura Miramare, Premio Calabria 2007 e Premio Dipartimento Scienze Umanistiche - Università Sapienza di Roma; n.d.r.) e Gli occhi di Piero. Da quest’ultimo romanzo, in collaborazione con Fabrizio Giannini, ho tratto anche la riduzione teatrale, già in tournée in diversi teatri. A proposito, vi aspetto dal 5 al 29 gennaio al Teatro dell’Orologio di Roma.

Ci saremo di sicuro. Ciao e buon lavoro.

Intanto la serata continua piacevolmente con la musica di un’altra cantautrice romana, la poetessa Giulia Ananìa che, accompagnata da Max Trani, propone alcuni dei suoi brani che l’hanno resa famosa negli ambienti romani, tra cui “Tempi di guerra”, “L’appuntamento”, “Madrid”. Saluto di Valentina Lupi che fa il suo in bocca al lupo a Massimiliano, e applausi di un pubblico entusiasta. Prossimo appuntamento con Roma, un giorno il 22 ottobre all’Art e Music Area Esco pazzo di Roma. 
Letto 1705 volte Ultima modifica il Sabato, 25 Aprile 2009 21:42