Lunedì, 31 Marzo 2008 12:40

Malanni di stagione

Scritto da Porfirio Rubirosa
Vota questo articolo
(0 Voti)
[LE PROUDERIE]

 

Il virus influenzale mi aveva preso lì. Senza preavviso. Senza presentazioni né convenevoli. Avevo appena passato la richiesta di un ascoltatore durante il mio programma radiofonico su Bellla&Monella. “Parole di Burro”. Ma questa volta Carmen Consoli non c’entrava nulla. Se ora me ne stavo chino sul water della toilette della mia emittente radiofonica, con la testa infilata nella tazza, le ragioni erano altre...
La Pasquetta in campagna del giorno prima mi aveva lasciato brutti strascichi e troppi insaccati in corpo. “Buak!”. “Buaaak!!!”. Mentre vomitavo riflettevo su un gran gol segnato di testa alcuni anni fa nel corso della mia consueta gara di calcetto del giovedì. Una rete cercata, per nulla casuale. I dolori allo stomaco erano lancinanti, ora. Alcuni capillari attorno alle pupille non avevano retto agli sforzi del mio apparato digerente. Osservavo stravolto il risultato dei miei sforzi. Una poltiglia informe di almeno ottocento grammi. Gialla, ma con notevoli striature di colore più scuro. Ho riconosciuto distintamente la faraona del pranzo. Forse anche l’ananas, ma non ci giurerei. Avevo chiaramente udito finora in sottofondo “Livin’ la vida loca” di Ricky Martin. Ora, però, tutto era silenzio e pace. Il bolo alimentare era lì, frammisto a succhi gastrici. E’ stato a quel punto che vi ho chiaramente riconosciuto le forme di un oplita greco nell’atto di trafiggere con la propria lancia un pingue, rubizzo, maiale. E quel fiero guerriero ero io. Quello era un segno. Il destino aveva deciso di indicarmi la strada.
Letto 2838 volte
Altro in questa categoria: « Matite rosa Make up Made in Japan »