Giovedì, 28 Febbraio 2008 13:08

In Verità , o in verità  vi dico?

Scritto da Andrea Lopez
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Perché sembra una sottigliezza, ma la distinzione può stare tutta in una maiuscola o minuscola.
Esiste la Verità? O al più possiamo accontentarci di "dire la verità"?
Il dibattito, come si vede nelle ultime settimane, è davvero à la page. Rivendicazioni ampie – sinistra/destra, teocon/democratici, slippisti/boxeristi, maggioritari/proporzionali, cipollisti/aglisti, pizza alta/pizza bassa – ma pure limitatissime.
La questione, risollevata da un editoriale di "L'avvenire" che, nel solco della tradizione Ecclesiastica di "20 secoli di cazzate", prova a sfidare le vette medievali in questo primo scorcio di ventunesimo ancora una volta. La proposta è la seguente (virgolettata, eh!):

lo Stato dovrebbe «garantire che i genitori di sinistra possano mandare i figli in scuole di sinistra, quelli liberali in scuole liberali, quelli cattolici in scuole di ispirazione cattolica»

Cioè: non la pensi come me? Magari ne avrai tutto il diritto, ma allora stattene per i cazzi tuoi.

Un povero Cristo (Gesù, per l'appunto), pare abbia detto qualche tempo fa: "Ama il prossimo tuo come te stesso".

Evidentemente errori di traduzione, nel corso degli anni, devono aver portato i redattori ad interpretare il messaggio come: "Ama il prossimo tuo come te stesso, ma solo se non beve, scopa nella posizione del missionario (ma senza preservativo!), e solo con persone dell'altro sesso, va a messa tutte le domeniche, non dice le bugie, non vota Bertinotti, non va troppo veloce in macchina, non guarda il grande fratello, non dice le parolacce, sa spiegarti a menadito il principio della transustanziazione e sa per certo che un giorno risorgerà non solo con il corpo, ma anche con il suo completo della festa".

Aaahhhh. Ora ho capito!! Ecco perché il mondo è così pieno d'ammòòòòòòre!!!!!

Ecco il modello di sviluppo che vogliamo, ecco la chiave che ci porterà all'Elezione (dell'anima), ecco il mondo del domani che tanti vorrebbero: tante misere personcine con gli occhi bendati e le orecchie tappate. Ma con una voce forte, squillante e sonora, che useranno minuto per minuto, strepitando a squarciagola al mondo intero, ciascuno le proprie assolute e incontrovertibili stronzate.
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