A un mese dalla chiusura della BiennaleMArteLive, vengono annunciati i vincitori e le vincitrici del concorso che con le sue finali nazionali ne ha animato i primi tre giorni. Dal 3 al 5 dicembre 2019 al Planet di Roma, infatti, 450 artisti hanno dato vita a “Lo spettacolo totale”, una commistione di 17 categorie artistiche in contemporanea nella stessa location. Dopo il consulto della giuria di qualità e di quella popolare sono emersi i 17 nomi che hanno ufficialmente vinto le rispettive sezioni.

Dal 28 gennaio fino al 2 febbraio 2020, subito a ridosso e in occasione della Giornata Internazionale della Memoria, giunta quest'anno al suo quindicesimo anniversario, l'OFF/OFF Theatre ricorda le vittime dell'Olocausto con un evento unico sulla nobile arte della boxe che racconta la vicenda del pugile Hertzko Haft, meglio noto come "La Belva Giudea", soprannome che dà il titolo al testo di Gianpiero Pumo, interprete protagonista della pièce insieme a Filippo Panigazzi, con la regia di Gabriele Colferai. Uno spettacolo patrocinato dalla Comunità Ebraica di Roma, dal CONI e dalla Federazione Pugilistica Italiana, nonché vincitore del premio Miglior Regia al festival Shortlab 2018 e meritevole di menzione dal Teatro di Roma nella Giornata della Memoria 2019.

“Belva Giudea” è il nome che fu dato a Hertzko Haft durante la sua carriera da pugile nei campi di concentramento tedeschi. Internato alla sola età di quattordici anni, Hertzko non si è mai arreso al suo destino e ha combattuto il nazismo guidato dall’amore per Leah. Dotato di una buona stazza muscolare e una notevole resistenza fisica, venne scelto da un ufficiale delle SS come “volontario” per incontri di boxe fra prigionieri. Hertzko vinse 75 incontri. Una volta libero, sbarcò in America sotto il nome di Harry Haft per ritrovare Leah. Doveva far apparire il suo nome su tutti i giornali per farle sapere che anche lui era fuggito negli States. E c’era un solo modo per farlo: sconfiggere il campione del mondo dei pesi massimi, Rocky Marciano.

Gianpiero Pumo ne La Belva Giudea ph Tania Bozzaelli

Questo progetto vuole raccontare una pagina di Storia tristemente nota con un punto di vista inedito: la boxe. La storia privata di Harry rappresenta problematiche più che mai attuali: leggi basate sulla razza, l’accoglienza di chi fugge dalla guerra, la spettacolarizzazione della violenza. L’impostazione cinematografica dello spettacolo permette allo spettatore di percepire l’attualità di questa storia e la sua contemporaneità nelle tematiche affrontate. La boxe, protagonista di questa storia, in America gli restituisce la dignità che in Europa gli aveva tolto. Nonostante la violenza in esso connaturata, questo sport non fa distinzione di razza, credo religioso o paese di provenienza. Su un ring tutti sudiamo allo stesso modo. Tutti sanguiniamo allo stesso modo.

Uno spettacolo che osa unire cinema e teatro. Per far sì che una pagina così difficile della nostra Storia non ci sembri poi così lontana da non riuscire a ripetersi. La performance teatrale si fonde con il mezzo cinematografico, assecondando il ritmo della scrittura. Le riprese live permettono di scoprire dettagli e fragilità del protagonista, un pugile in carne ed ossa che lotta, suda e si racconta. Un’operazione toccante in grado di riunire all’unisono il pubblico diviso tra cinema, serie TV e spettacoli teatrali.

Il Piccolo America in collaborazione con l’I.C. Regina Margherita di Trastevere, grazie al sostegno della Regione Lazio e con il patrocinio del Municipio Roma I Centro, dal 10 Gennaio al 28 Febbraio 2020 ogni venerdì alle 16.45 aprirà le porte del complesso scolastico di Trastevere alla città, sito in via Madonna dell’Orto, 2. Otto opere del cinema d’animazione giapponese del maestro Hayao Miyazaki riaccenderanno la luce del proiettore all’interno della piccola sala cinematografica restaurata grazie al progetto REMO - iniziativa finanziata dal programma nazionale “Scuola, spazio aperto alla cultura”, con il contributo del MiBACT, Direzione Generale Arte Architettura Contemporanee e Periferie urbane e in collaborazione con il MIUR.

La trasteverina “Regina Margherita” fu la prima scuola pubblica costruita a Roma dopo l’Unità d’Italia e anche la prima a inserire nella scuola il giardino d’infanzia: inaugurata nel 1888 proprio dalla regina di cui porta ancora il nome, si trova in un grande edificio ottocentesco, tutelato come patrimonio nazionale. Dopo più di mezzo secolo, il fascio di luce tornerà ad uscire dalla feritoia della cabina di proiezione – oggi digitalizzata - dove è conservato ancora il proiettore cinematografico a pellicola, con l’originario sistema di raffreddamento ad acqua e lanterna a carboni.

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“L’obiettivo principale di questa iniziativa, sostenuta dalla Regione Lazio e giunta alla sua terza edizione, è avviare un percorso volto all’apprendimento del linguaggio audiovisivo nei confronti di infanti e adolescenti interni ed esterni all’istituto scolastico – riabituare le persone a fruire il cinema sul grande schermo è l’unico percorso possibile per continuare a far vivere le sale cinematografiche e la produzione audiovisiva con loro - dichiara Valerio Carocci presidente dell’associazione Piccolo America – con questa iniziativa prosegue il nostro rapporto con il Rione e con l’istituto scolastico. Grazie al lavoro congiunto con il dirigente scolastico, Prof.ssa Pasqualina Mirarchi, e la docente Cinzia Russo, che ringraziamo e con le quali collaborammo per il restauro della piccola sala, abbiamo potuto organizzare questa rassegna dedicata al cinema d’animazione del premio Oscar Hayao Miyazaki. L’obiettivo è rendere fruibile la scuola ad un pubblico altro, non solo studenti e famiglie, ma anche agli abitanti del quartiere Trastevere e della città”.

“Non solo si riconsegna al Regina Margherita uno spazio importante ma si rammendano i legami con il passato, aprendo inoltre la scuola al quartiere e alla cittadinanza – dichiara Cinzia Russo, docente e membro della Commissione Cinema dell’I.C. Regina Margherita - Il teatro-cinema, che dispone di più di ottanta posti a sedere, sarà quindi un polo culturale per il quartiere: la scuola apre nuovamente le sue porte per promuovere, ancora oggi, la magia di uno spettacolo condiviso, da guardare fianco a fianco (lontano dalla solitudine dei moderni schermi) per ristabilire un antico senso di comunità.”

 

Programma delle proiezioni:

10 Gennaio 

Nausicaä della Valle del vento di Hayao Miyazaki (1984, 117 min)

17 Gennaio

Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki (1988, 86 min)

24 Gennaio

Laputa - Castello nel cielo di Hayao Miyazaki (1986, 124 min)

31 Gennaio

Kiki - Consegne a domicilio di Hayao Miyazaki (1989, 102 min)

7 Febbraio

Porco Rosso di Hayao Miyazaki (1992, 93 min)

14 Febbraio

La città incantata di Hayao Miyazaki (2001,125 min)

21 Febbraio

Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki (2008, 100 min)

28 Febbraio    

Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki (2004, 119 min)


Proiezione ore 16.45 al termine delle attività scolastiche

Ingresso gratuito – Senza possibilità di effettuare prenotazioni

I.C. Regina Margherita - Via Madonna dell’Orto, 2

 

Un aperitivo a ritmo di danza: martedì 17 dicembre alle 18:45, l'Ass. Cult. SalAgnini ospiterà nei suoi spazi AperInDanza 2019: due intense performance di danza accompagnate da un ricco aperitivo per una serata unica nel suo genere. 
Ad aprire ci sarà 66°36'39'', coreografia di Margherita Dotta con le ragazze del corso di danza contemporanea di SalAgnini. Menter, a seguire, verrà presentata in anteprima La claque, performance di Leonardo Maietto in collaborazione con l'Opificio in Movimento (dir. art. Diana Florindi), con i danzatori partecipanti al progetto di residenza coreografica "Peccati di Chore". 
 
SINOSSI 66°36'39'':
Il capitano Edward Kean è un cacciatore di iceberg, l’oro bianco del Polo Nord. Con la sua ciurma spara colpi di fucile a grandi blocchi di ghiaccio, per estrarne acqua particolarmente pura, venduta poi sul mercato per cosmetici e alcolici. 66° 36’ 39’’ è un diverso modo per vivere il Natale, al di fuori delle logiche del consumismo occidentale ma vicino ai luoghi freddi, ghiacciati e innevati. È un viaggio verso il parallelo del Circolo Polare Artico, dove le festività invernali non vengono rappresentate con le lucernarie che invadono le città occidentali, ma divengono visione esperienziale nel loro habitat naturale ancora per poco in vita. 
 
SINOSSI LA CLAQUE: 
Attraversare 2000 anni di storia mantenendo la  sua forma ed essere in grado di assumere diversi significati. È uno  dei primi gesti che abbiamo appreso da bambini.  Ci troviamo spesso all’interno  e siamo presi da un’irrefrenabile voglia di condividerlo con le persone a noi vicine. Si dice che  provenga da un impulso incontrollato  e che sia nato  dalla necessità di liberarlo fisicamente. È stato  strumentalizzato nonostante sia stato in grado di mantenere la sua essenza. Ma vi siete mai presi 10 minuti del vostro tempo per osservarlo?  

L'appuntamento è a Roma in viale Adriatico 136, alle 18:45, in perfetto orario aperitivo. Preparatevi dunque a uno spettacolo di alta qualità, un vero e proprio Happy Hour per chi ama il mondo della danza contemporanea.

 

 

“Pochi tra coloro che sono morti nel tentativo di raggiungere l’Europa hanno un’identità. Nomi di donne e di uomini, nomi di bambine e di bambini.”

(S)ink, l’imponente ma “invisibile” opera funeraria ideata dall’artista e performer Fabio Saccomani è un grido di denuncia sociale contro le leggi sulla migrazione, un monumento di grandissimo valore umano, atto a ricordare tutti i profughi morti, principalmente in mare, nel disperato tentativo di trovare una nuova vita dentro i confini Europei. L’intento è quello di dare una collocazione monumentale a queste persone, a tutti questi nomi, che resterebbero e che sono rimasti fino ad oggi invisibili, sprofondati negli abissi del disinteresse collettivo.

Il progetto del monumento (S)ink consiste nello scrivere sulla pavimentazione della zona pedonale di via del Pigneto, luogo ricco di vita e di movimento, tutti i 36.570 nomi e la provenienza dei migranti deceduti dal 1993 al 2019 con una particolare resina idrorepellente visibile esclusivamente a contatto con l’acqua. Quell’acqua, dunque, che ha posto fine alla vita della maggior parte di queste persone, nei giorni di pioggia, permetterà loro di riemergere alla vista dei passanti, che fino a un attimo prima li avevano calpestati inconsapevoli della loro esistenza. Il gioco di parole che dà titolo all’opera risulta quindi estremamente chiaro: l’unione di “to sink” il cui significato è affondare e “Ink”, inchiostro. Sarà quindi l’inchiostro a fare tornare a galla i nomi e dare voce ai più deboli, a coloro che sono nati dalla parte “sbagliata” del mondo.

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L’opera è realizzata nell’ambito della BiennaleMArteLive 2019, all’interno del progetto speciale Street Art for Rights, curato da Oriana Rizzuto e Giuseppe Casa, prodotto da Scuderie Martelive e patrocinato dal V Municipio del Comune di Roma. Il 10 Dicembre, giornata mondiale dei diritti umani, si è dato il via all’opera, scrivendo i primi nomi dei migranti morti dal 1993 al 1995. Con l’aiuto di una equipe di volontari si è iniziato questo imponente lavoro che coprirà quasi 500 metri e che volgerà al termine il 20 Giugno 2020, giornata mondiale dei rifugiati, nella speranza di non dovere aggiungere i nomi di altre vittime alla lista.

Dopo il successo del Corviale Urban Lab, giunto ormai alla sua ottava edizione, arriva il festival spin-off Corviale Buskers Festival. Il 7 e l’8 dicembre al teatro San Raffaele, a un paio di chilometri da Corviale, e lungo le strade del “Serpentone” oltre 20 spettacoli multidisciplinari liberamente aperti al pubblico: concerti, spettacoli di teatro, danza e circo contemporaneo, ma anche laboratori e lo street artist Moby Dick.

L'iniziativa è parte del programma di Contemporaneamente Roma 2019 promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.

Gli spettacoli prenderanno vita a partire dalle 11 fino alle 17:30 a Largo Domenico Pentecoste e continueranno in serata al teatro a partire dalle 21, con un format che prevede la veloce alternanza di artisti diversi: teatranti, ballerini, musicisti e circensi.

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Ad aprire le danze sabato 7 dicembre sarà lo spettacolo di giocoliera di Pois Pois, quello di teatro-circo di Godié e BackPack, spettacolo di acrobatica di Leonardo Varriale ed Eugenio di Vito. Poi ancora gli hula hoop di India Baretto, la giocoleria di Warner Circus e lo spettacolo di contorsionismo e arpa di Irene Betti. In serata, lo spettacolo di teatro di Luigi Morra, quello di danza della compagnia Uscite di Emergenza, quello di ombre cinesi di Silvio Gioia e i concerti di No Funny Stuff e Gianluca Secco & Antonio Arcieri.

Domenica 8 dicembre la giornata prevede gli spettacoli di teatro di strada di Smisurato e di Eduardo Ricciardelli, quello di clownerie di Mago Brillo e quelli di teatro-circo di Emanuele Avallone e di Donamora, e, infine, il concerto di bolle di sapone di Mr. Ivan. In serata l’equilibrismo di Irene Croce, la danza del Gruppo Rave, e i concerti di Christian Muela, degli Slavi Bravissime Persone e dei Keet&More.

Tutti i pomeriggi all’interno del teatro San Raffaele, dalle 16 alle 18:30, avranno luogo laboratori di circo contemporaneo a cura della scuola Big Up (7 dicembre) e di Irene Croce (8 dicembre).

Grande successo per l’anteprima speciale della BiennaleMArteLive 2019: sold out domenica 1 dicembre allo Spazio Rossellini di Roma per IO di RezzaMAstrella. Lo storico spettacolo del duo Leone d’oro alla carriera ha aperto le danze a una rassegna di teatro e danza dal titolo esemplificativo: Performativa.

In un programma complesso come quello della BiennaleMArteLive con oltre 1000 artisti in decine di location in tutto il Lazio dal 3 al 14 dicembre, lo scopo di Performativa è quello di superare i canoni del teatro, della danza e della musica e concentrarsi su tutte le potenziali e infinite sfaccettature del corpo. Tutti gli artisti scelti, infatti, hanno una cosa in comune: prima di essere attori o ballerini, sono performer che lavorano sul corpo e sulla voce trasformandoli in dei veri e propri strumenti artistici di enorme espressività. Un viaggio, insomma, alle radici della performatività che parte a Roma per raggiungere contesti di periferia.

Due gli spettacoli che verranno ospitati ancora una volta dallo Spazio Rossellini, il nuovo polo multiculturale dell’ATCL, uno dei partner principali del festival.

Il 4 dicembre toccherà a Fabritia D’Intino, insieme al musicista Federico Scettri, rispondere alla domanda: cosa muove i corpi di oggi? Prendendo spunto dall’immaginario della televisione, delle discoteche e dei videoclip, Wannabe entra in contatto con un corpo femminile iper-sessualizzato in un tentativo di liberazione dai codici della cultura pop occidentale che da decenni ci alimentano. Prima collaborazione tra la coreografa e il musicista, lo spettacolo ha ricevuto diversi riconoscimenti, come il Premio In Generazione 2017 e il Premio Tu 35 Expanded 2017. Un mix esplosivo di sonorità e danze pop che non dimentica l’ironia e l’analisi sociale.

L’8 dicembre, il gruppo Chiasma, porterà in scena Outdoor Dance Floor, pensata per trasformare in piste da ballo gli spazi teatrali e i luoghi meno convenzionali. In continuità con lo spettacolo precedente, la performance ideata dal coreografo Salvo Lombardo lo vede in scena (o meglio in pista) con la performer Daria Greco. L’azione coreografica continua nella ricerca degli stilemi tipici della “club culture”, in un live set multimediale che richiederà sul finale la partecipazione attiva del pubblico. Outdoor Dance Floor vuole incarnare, insomma, un atto di pura condivisione, socialità e aggregazione di corpi.

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La rassegna andrà oltre i confini dalla Capitale con l’intento di raggiungere luoghi generalmente più isolati dal punto di vista culturale.

Il 6 dicembre a La Yogurta di Manziana andrà in scena Viriditas_ tornare vivi, performance teatrale con Ilaria Drago e Andrea Peracchi, una performance che va alla ricerca della linfa vitale che offre la pienezza delle cose e degli incontri.
Il 7 dicembre al Teatro La Fenice di Arsoli lo spettacolo La Storia di Schiaccianoci di Loredana Parrella e Maurizio Repetto, un connubio perfetto tra danza e teatro per dare una nuova riproposizione della celebre fiaba. In scena un folto numero di interpreti composto da Gloria Sapio, Gianluca Formica, Maeva Curco Llovera e Caroline Loiseau.
Per finire, domenica 8 dicembre alle Fonderie delle Arti – Signor Keuner di Fondi (LT) toccherà a una performance dal fortissimo impatto sociale: NEGRI spettacolo per bianchi di Luigi Morra con Ebrima Badjie e Alessandra Masi e le musiche originali dei Camera. Un’indagine sul corpo da un punto di vista razziale, un’opera urgente che prende spunto dal web e dall’opinione pubblica per denunciare l’arretratezza dello scellerato clima politico attuale.

L’arte performativa all’interno della BiennaleMArteLive non si ferma però a questa rassegna, ma include anche due festival dedicati all’arte di strada: il Corviale Buskers Festival e il Buskers in Monti. Due manifestazioni ricche di spettacoli, concerti e laboratori gratuiti che prenderanno vita l’8 dicembre in due quartieri molto diversi con l’obiettivo di portare l’arte e la cultura direttamente al pubblico, senza filtri.

Un’arte per tutti, in tutta la Capitale, in perfetta continuità con l’evocativo claim della BiennaleMArteLive: Respira l’Arte!

 

Reduce dal successo di Sempre Domenica (premio In-Box 2017 e miglior spettacolo di Dominio Pubblico 2018), Controcanto Collettivo, debutta a Roma al Teatro Argot Studio dal 5 all'8 dicembre con l’ultima produzione Settanta volte sette, dopo aver ottenuto numerosi consensi da parte di critica, operatori e pubblico nelle precedenti repliche nazionali, vincendo l’edizione Teatri del Sacro 2019. All’interno della stagione 2019/2020 ARGOtNAUTICHE - Cronache dal mondo sommerso, la formazione artistica, nata nel 2010 per volontà e urgenza di Clara Sancricca, una regista trentenne, e di un gruppo di giovanissimi attori, porterà nel cuore di Trastevere, un altro intenso lavoro di riflessione sulla condizione dell’essere umano. 

Settanta volte sette racconta la vita di due famiglie i cui destini s’incrociano in una sera.  Racconta del rimorso che consuma, della rabbia che divora, del dolore che lascia fermi, del tempo che sembra scorrere invano. Eppure racconta anche la possibilità che il dolore inflitto e il dolore subito parlino una lingua comune, che l’empatia non sia solo un’iperbole astratta e che l’essere umano, che conosce il contagio del riso e del pianto, dietro la colpa possa ancora riconoscere l’uomo. Una drammaturgia originale di Controcanto Collettivo, ideazione e regia di Clara Sancricca, con Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, Clara Sancricca. Una produzione di  Controcanto Collettivo, in coproduzione con Progetto Goldstein.

Settanta Volte Sette 1 min

La regista racconta così la genesi dell'opera: "Con Settanta volte sette il nostro collettivo affronta il tema del perdono e della sua possibilità nelle relazioni umane. Nella sua gloriosa storia questo concetto ci sembra essere giunto ad un inglorioso epilogo, che lo vede soccombere alla logica - attualmente vincente - della vendetta. Un tempo ritenuto il punto di arrivo di un percorso destinato a pochi spiriti eletti, appare oggi, nell'opinione comune, come il rifugio dei più codardi e la scappatoia dei meno arditi, in una società che riconosce e accorda alla vendetta il primato nella risoluzione dei torti e dei conflitti. Chi perdona sembra sminuire il torto, giustificare l’offesa, mancare di rispetto alla vittima, farsi complice del colpevole. Eppure il perdono protesta per innescare pensieri diversi, per aprire a logiche nuove; protesta contro l’assunto che al male vada restituito il male. Ci ricorda che dentro la ferita, dentro la memoria del male subito e al di là di ogni convenienza, esiste la possibilità di un incontro. E che questa possibilità non ci sfida dall’alto dei cieli, ma è concreta, laica e umana".

Il dramma portato in scena dalla giovane compagnia merita di certo una visione per la sua capacià di fondere tematiche vicine a tutti noi senza mai dimenticare un sottofondo di ironia. Si tratta di un teatro fresco e attuale che riesce a intrattenere e far riflettere sfruttando tutto lo spettro delle emozioni umane, ponendo quesiti e lasciando allo spettatore lo sforzo di risolverli. Settanta volte sette è intimo e potente, straziante e divertente, uno spettacolo che non teme di scomodare riferimenti biblici per affrontare un tema, quello del perdono, che riguarda tutti noi, quotidianamente. Lo spazio confortevole e familiare del piccolo Teatro Argot Studio sarà la cornice perfetta per entrare nelle vite di questi personaggi, per poi uscirne inevitabilmente stravolti.

Un’ondata di eventi e cultura in tutto il Lazio dal 3 all’14 dicembre: Roma, Civitavecchia, Latina, Aprilia e diversi borghi ospiteranno in 6 giorni oltre 300 spettacoli con 1000 artisti internazionali e italiani. E’ l’incredibile programma della BiennaleMArteLive 2019, realizzato il contributo della Regione  Lazio, Nuovo IMAIE e il sostegno di ATCL – Associazione Teatrale dei Comuni del Lazio.

Una grande evoluzione su scala regionale dello storico format multidisciplinare MArteLive che da quasi 20 anni valorizza i migliori artisti emergenti appartenenti a 16 diverse categorie - musica, teatro, danza, pittura, fotografia, cinema, videoarte, letteratura, circo contemporaneo, artigianato, scultura, illustrazione e grafica, street art, moda, videoclip e dj - attraverso l’organizzazione di eventi e un concorso che mette in palio oltre 150 premi.

Si parte dai primi grandi ospiti internazionali e italiani annunciati fino ad ora per questa edizione: Daddy G (Massive Attack), Stuart Braithwaite (Mogwai), Tre Allegri ragazzi morti, Antonio Rezza, Priestess, Giorgio Canali e Rossofuoco, Bobo Rondelli, Le Mandorle, C+C:Maxigross, Go Dugong. Insieme a loro, centinaia di nuovi talenti emergenti selezionati, che si esibiranno nella settimana dal 3 all’14 dicembre nella città di Roma e in tutto il Lazio, nelle location allestite a Civitavecchia, Latina, Aprilia e nei caratteristici borghi di Roviano, Tolfa, Arsoli, Trevignano Romano, Cerveteri, Ladispoli, Cassino, Proceno, Corvaro, Antrodoco, Manziana.

Una Biennale dai numeri che sfiorano l’incredibile: a coltivare e costruire questo sogno, dal 2001, il direttore artistico e ideatore del Festival Peppe Casa, che per questa edizione 2019 si è voluto concentrare sulla varietà e la qualità dell'offerta, per poter distribuire eventi di grande impatto artistico ed emozionale in tutto il Lazio. L’obiettivo è valorizzare idee innovative e originali, dando risalto ai contenuti e ai messaggi dei progetti più che alle dinamiche di notorietà, in cui spesso l’esaltazione del personaggio artista surclassa il contenuto della proposta.

La selezione dei progetti esprime la necessità di affrontare questioni e problematiche che caratterizzano il nostro tempo, individuando nella diffusione di arte e cultura un potente strumento di impatto positivo sulla società.

La BiennaleMArteLive sarà un’occasione di ricerca, scoperta, innovazione, esplorazione di nuovi mondi artistici e culturali attraverso centinaia di eventi distribuiti e diffusi su tutto il territorio, anche in location non convenzionali e suggestive. Ogni evento è inserito in un progetto speciale dall’ampio respiro pensato per vivere e svilupparsi anche dopo la BiennaleMArteLive.

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Le fasi della BiennaleMarteLive 2019. 

La prima fase si svolgerà dal 3 al 14 dicembre con “Lo spettacolo totale”, format storico di MArteLive. Un evento multiartistico che vedrà 450 artisti selezionati in 16 sezioni diverse esibirsi in contemporanea all’interno di un’unica location: il Planet Live Club di Roma. Un’esperienza sensoriale unica nel suo genere nell’ambito di un concorso che metterà in palio oltre 150 premi esclusivi. Gli ospiti d’eccezione delle tre serate saranno Bobo Rondelli, Giorgio Canali e i Rosso Fuoco, Økapi, Stuart Braithwaite (Mogwai), Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi).  

La seconda fase, dal 6 al 14 dicembre, rappresenterà l’esplosione del format MArteLive su scala cittadina e regionale con decine di eventi off che avvengono contemporaneamente raggruppati in 18 progetti speciali con ospiti nazionali ed internazionali come Tre Allegri Ragazzi Morti, Antornio Rezza e Flavia Mastrella nuovamente al vivo al carcere di Rebibbia, Blindur, Lupetto, Joe Victor, La Nina, Duo Bucolico, la Compagnia MateriaViva, le compagnie di danza di Salvo Lombardo, Fabritia D’Intino e Twain, gli scrittori Alessio Arena, Riccardo Zinelli, Elettra Dafne Infante. 

I progetti speciali  
La forza della BiennaleMArteLive risiede proprio nell’articolazione dei progetti speciali che vedono la partecipazione di numerose realtà organizzative nazionali coinvolte nell’organizzazione dei singoli progetti come Open Gallery, una rete composta da oltre 20 gallerie d’arte che apriranno di notte durante il festival per giovani artisti; Su:ggestiva è una rassegna di musica “pura” realizzata in luoghi suggestivi la Grotta di Sale, o la Chiesa Metodista a Roma; (S)ink, 36.000 nomi di migranti inghiottiti dal mare dipinti su via del Pigneto, Green Legacy, un format audio-visivo frutto della collaborazione tra umani e piante; #ALTRNTV è una rassegna di concerti organizzata con promoter, agenzie booking ed etichette discografiche come La Tempesta, BPM, il MEI con Materiali Musicali, e molte altre; La Notte delle Biblioteche con spettacoli e dinstllazioni all’interno delle biblioteche di Roma, Street Arts For Rights che prevede la realizzazione di opere di street art dal forte impatto sociale presso la Casa internazionale della donna e in quartieri periferici; L’arte non ha sbarre, spettacoli ed eventi culturali nelle carceri; Performativa, rassegna di teatro, circo  e danza contemporanei; LetteraturaViva, rassegna di letteratura con laboratori e presentazioni editoriali; Danza Verticale, uno spettacolo di danza verticale presso l’edificio storico del WeGil.

Tutte le info sono presenti sul sito www.biennale.eu mentre è già attiva la prevendita dei biglietti al link http://bit.ly/ticketsBIENNALE2019.

Saranno Antonio Rezza e Flavia Mastrella - Leoni d’oro alla Carriera alla Biennale di Venezia 2018 - ad aprire la nuova BiennaleMArteLive di dicembre con un’anteprima speciale presso il rinnovato Spazio Rossellini di Roma. Domenica 1 dicembre alle ore 21.00 andrà in scena lo storico spettacolo “IO” di Antonio Rezza e Flavia Mastrella. L’evento, realizzato in collaborazione con A.T.C.L., è inserito all’interno del programma del progetto speciale “Performativa”, una rassegna di teatro e danza contemporanea.

Per chi non riuscisse a partecipare all’evento, segnaliamo che il Teatro Vascello presenterà l'antologia Rezza/Mastrella con gli spettacoli Fotofinish, dal 17 al 22 dicembre. Bahamuth dal 26 al 31 dicembre, con l’Asta al buio per rendere speciale la notte del Capodanno. Si concluderà con Anelante dal 3 al 5 gennaio.

Sinossi

Il radiologo esaurito fa le lastre sui cappotti dei pazienti mentre un essere impersonale oltraggia i luoghi della provenienza ansimando su un campo fatto a calcio.
Io cresce inumando e disumano, inventando lavatrici e strumenti di quieto vivere. Il radiologo spossato avvolge un neonato con l'affetto della madre, un individualista piega lenzora a tutto spiano fino ad unirsi ad esse per lasciare tracce di seme sul tessuto del lavoro. Tre persone vegliano il sonno a chi lo sta facendo mentre il piegatore di lenzora, appesantito dal suo stesso seme, scivola sotto l'acqua che si fa doccia e dolce zampillare. Io mangia la vita bevendo acqua rotta che è portavoce dell'amaro nascere, il piegatore di lenzora parte per la galassia rompendo l'idillio con il tessuto amato. Si gioca all'oca, parte il dado di sottecchio, Io si affida alla bellezza del profilo per passare sotto infissi angusti. Ogni tanto un torneo, un uomo che cimenta in imprese impossibili ma rese rare dalla sua enfasi, un ufo giallo scrutante esseri e parole, un visionario vede vulva nelle orecchie altrui. E Io, affacciato sul mondo terzo dove scopre che, tra piaghe e miseria, serpeggia l'appetito non supportato dalla tavola imbandita.
Infine la catastrofe: Io si ridimensiona...
Como poco innanto tra clamori e vanto così l'idea dell'inventura porta la mente a vita duratura.

I biglietti per lo spettacolo “IO” sono già acquistabili in prevendita sul sito Marteticket.it oppure al link diretto http://bit.ly/32c8bgQ

BiennaleMArteLive

La BiennaleMArteLive è la naturale evoluzione su scala regionale del festival multidisciplinare MArtelive e del suo format esteso però a livello territoriale e non solo su un’unica location.
Nato nel 2001 da un’idea del direttore artistico Peppe Casa, MArteLive sin dalla prima edizione, è concepito e pensato come uno spettacolo totale in cui tutte le arti e gli artisti che le rappresentano entrano in una sinergia empatica: MArteLive è il girotondo delle muse, lo scambio tra un linguaggio estetico e l’altro. Tutte le sezioni artistiche sono sapientemente amalgamate tra di loro in un gioco di forze artistiche ed equilibri sinestetici che, serata dopo serata, sala dopo sala, creano emozioni irripetibili nella loro essenza.

Nell’idea originaria di Peppe Casa, l’intento era quello di tessere un filo immaginario per unire armonicamente le singole performance.
A distanza di diciannove anni il filo continua a rimanere teso. La differenza di questo format, che è anche la sua forza, è la capacità ad ogni evento di riproporre qualcosa di diverso che incuriosisca il pubblico, offrendo un'esperienza sensoriale unica. La multidisciplinarietà dello spettacolo che presentiamo è estremamente difficile da mettere in pratica, forse il vero successo sta nell'equilibrio tra le arti che si viene a creare; e l'esclusività è riuscire a farlo ogni volta in modo nuovo e sorprendente”.

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