A volte l’Arte è capace di sbocciare anche nei luoghi più inaspettati. Luoghi magici e insospettabili, come il piccolo borgo molisano di Mirabello Sannitico in provincia di Campobasso, che ospita per la quinta edizione consecutiva il festival Arte In Strada – la Festa dei Buskers. Venerdì 9 agosto 2019 oltre 30 tra artisti di circo contemporaneo, musicisti, clown, acrobati e attori scenderanno nelle strade e nelle piazze in spettacoli e concerti gratuiti, grazie alla direzione artistica di Scuderie MArteLive, il più grande collettivo multi-artistico d’Italia che porta nelle provincie e nelle periferie di tutta Italia i suoi eventi caratterizzati dalla commistione di più discipline.

Dopo il successo dello scorso anno con oltre 4.000 spettatori, la V edizione di Arte In strada si prospetta ancora piena di sorprese con i suoi numerosi eventi che si terranno in contemporanea in ben sei location: Piazza Vittorio verdone (il “Fosso”), Piazza Vittorio Veneto, Palazzo Spicciati, San Rocco, Largo De Feo e lo spazio antistante il Municipio. Spettacoli stupefacenti che andranno incontro al pubblico, in un contatto diretto e inaspettato pensato per divertire ed emozionare.

Chien Barbu Mal Rasè

Numerosi gli artisti che prenderanno parte alla manifestazione: l’acrobata Giuliana Randazzo, la Scuola di Danza Odette con uno spettacolo di danza aerea e tessuti, Lucignolo e Bamboom Art Studio con gli spettacoli di danza e fuoco “Spyral” e “Luna Rossa”, le danzatrici aeree Erica Manocchio e Chiara Faragone, la giocoliera Sara Cambi, Ivan Peretto e le sue bolle di sapone, l’attore Eduardo Ricciardelli, il musicista Enzo Fiorentini, il clown Emanuele Avallone, il duo Chien Barbu Mal Rasè con l’esilarante spettacolo di clowneria e giocoleria comica “El Trio Churro”, il One Man Band Coco’ Tacabanda e il DuoEsperanto con lo spettacolo di fuoco “Il canto della ruta”.

“Un’occasione in più per far conoscere il nostro Comune, animandolo con spettacoli unici e avvincenti, e per dimostrare l’ospitalità e l’accoglienza di cui i miei cittadini e commercianti sono capaci”, sono le parole attraverso le quali il Sindaco Angelo Miniello invita a partecipare alla serata. Mirabello, infatti, è un borgo piccolo ma accogliente che vede in questa manifestazione un’occasione per aprire i propri confini a visitatori, turisti e semplici curiosi.

«E allora noi, uomini del sottosuolo, intoneremo dalle viscere della terra un tragico inno a Dio che dà la gioia!»

Dimitrji Karamazov

Se la peste è la malattia morale del mondo di oggi, la mancanza di empatia, la distruzione del tessuto sociale in nome dell’individualismo sfrenato, il bullismo mediatico, il vero che si mescola con il falso, la cura si trova “Sottaterra”, luogo della fertilità, della memoria collettiva, delle radici, premessa indispensabile per una rigenerazione sociale. Il pianto rituale è invece l’opposto della lamentela fine a sé stessa, quella che cerca, passivamente, l’autoassoluzione e la consolazione spiccia ma che non si traduce in rivendicazione dei diritti e della giustizia. Il pianto rituale è azione, rappresentazione, trasfigurazione: il mondo come lo vorremmo al posto di quello che è.

Sottaterra, peste e pianto rituale sono dunque i tre fuochi di questa settima edizione dello Sponz Fest, il festival ideato e diretto da Vinicio Capossela che dal 19 al 25 agosto in Alta Irpinia. Temi antropologici che hanno a che fare col ciclo della morte e della vita, tanto più in ambito di festa popolare che è da sempre rito di dissipazione e rigenerazione, e dunque di ri-creazione.

Giunto alla sua settima edizione, il fest si svolgerà a Calitri, in provincia di Avellino, e interesserà i comuni di Cairano, Lacedonia, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia e Villamaina. Una settimana in movimento fra musica, teatro, performance, reading, proiezioni, escursioni di trekking e in bici, happening, laboratori per bambini. Sponz Fest non è un festival tradizionale, costruito in modo statico come vetrina per il consumo di eventi, irreggimentato dentro un programma fisso, quanto piuttosto un luogo per fare esperienza di sé e degli altri, per indagarsi e indagare. Per fare del paesaggio una sorta di basso continuo e per fare della vita occasione di pratica dell’arte dell’incontro. Per sperimentare in noi stessi la complessità e ammutinarsi per una settimana alla dittatura della semplificazione.

“Sottaterra” è il titolo e il tema di questa edizione che si articolerà anche geograficamente secondo tre grandi traiettorie: Sponz Fest, cioè il festival tutto, diffuso nel centro di Calitri e degli altri paesi coinvolti; Sponz Pest, ovvero le tre grandi serate musicali al Vallone Cupo di Calitri dal 22 al 24 agosto; e Trenodía, il progetto di arte pubblica di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, ideato e curato da Mariangela e Vinicio Capossela e coprodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e Sponzfest Sottoterra 2019, che coinvolgerà pubblico e artisti durante tutta la settimana.

Calitri sotto l’egida di Matera ‘19 sarà Capitale europea della cultura per un giorno, sabato 24 agosto.

Fra gli ospiti confermati dello Sponz Fest 2019: Almamegretta Dub Box, Ars Nova Napoli, Enzo Avitabile & Bottari, Mario Brunello, Chef Rubio, la compagnia teatrale Clan H, Livio Cori, Grazia Di Michele, ‘E Zezi, Goffredo Fofi, Elio Germano & Le Bestie Rare + Dj Amaro, Micah P. Hinson, Mimmo Lucano, Flaco Maldonado, Neri Marcorè, Micol Harp, Dimitri Mistakidis, Morgan, Michela Murgia, Alberto Nerazzini, ‘Ntò, Manolis Pappos, Michele Riondino, Enzo Savastano, Sergio Scarlatella, Daniele Sepe & Bassa Banda, Asso Stefana e Peppino Tottacreta, The Andrè, Young Signorino.

Sponz Fest si aprirà con il tradizionale concerto all’alba, quest’anno sul monte Calvario di Calitri dopo una introduzione di temi e programmi la sera precedente in Villamaina. A esibirsi davanti al sole che nasce da dietro al vulcano spento del Vulture, un duo di eccezione: uni dei maggiori compositori e suonatori di buzuki degli ultimi 50 anni, il greco Manolis Pappos e l’instancabile ri-trovatore del rebetico delle origini Dimitri Mistakidis alla chitarra. Il loro è un omaggio all’"amanes”, il lamento che viene da oriente. Così come da levante sono sempre venute le musiche che hanno accompagnato l’inizio del Fest in tutti questi anni, dal 2014 in poi.

Vengono riproposte le attività di laboratorio e Libera Università per Ripetenti a Calitri. Di grande impatto paesaggistico le trasferte diurne sulla sommità di Cairano, nella oasi naturale di Senerchia, nel centro storico di Lacedonia e i percorsi processionali di Trenodia.

Momento clou dello Sponz Fest 2019, invece, il grande concerto di Vinicio Capossela del 24 agosto dal titolo Sottaterra. Concerto per uomini e pesti. Nell’anno di uscita del suo ultimo album Ballate per uomini e bestie, Vinicio ospiterà sul palco alcuni dei protagonisti del disco e diversi compagni di viaggio di una vita in musica. Dalla Grecia due grandi esponenti della musica “indebita” nata nei sotterranei urbani di Atene e Salonicco, Manolis Pappos e Dimitri Mistakidis. Dal Texas la voce di frontiera più evocativa dai tempi di Jonny Cash, quella del cowboy solitario Micah P. Hinson. E dalla dimensione internazionale si passa a quella locale e personale con il tributo alle canzoni della cupa del Flaco Jimenez della Valle dell’Ofanto, Peppino “Tottacreta” Galgano alla fisarmonica (protagonista con il chitarrista di Vinicio “Asso” Stefana del progetto da ballo di prossima pubblicazione dal titolo Guerra). E poi la Banda d’ottoni BBP (Bassa Banda Processionale) guidata per tutta la settimana da Daniele Sepe. Le tradizioni rancheras e si materializzeranno con il mariachi solitario Flaco Maldonado, fondatore del mitico Florida di Modena, e con la tromba di Sergio Palencia Osorio. “Un concerto - come lo definisce l’autore - definitivo, pestilenziale, radicale e antologico, per incutere timore ai porci selvaggi sotto la terra del vallone cupo, non senza incursioni nelle pestilenze contemporanee”.

Il concerto di Capossela chiuderà una tre giorni di concerti (22, 23 e 24 agosto) denominata Sponz Pest.

SPONZ PEST (22 – 24 AGOSTO)

Sponz Pest, ovvero tre serate tra speranze e pestilenze contemporanee, in località detta “Vallone cupo”, sulla collina di Calitri (fuori le mura del centro storico come si conviene a un lazzaretto), a cui si accederà in corteo rituale accompagnati da banda.

Si parte il 22 agosto con lo sciamano del suono Enzo Avitabile insieme ai Bottari (nati sottaterra, nelle cantine, a preservare il vino dai cattivi spiriti), in ‘A pest’. Pattuglia di pastellessa preceduta da processione a passo della morte: un concerto/rappresentazione che celebrerà la peste, la cura, l’esorcismo. La purificazione a mezzo dal ritmo, e ‘mman ‘ngopp o grove. L’arcaico che si fa urbano e contemporaneo. Un concerto” bomba atomica”, come lo definisce lo stesso Avitabile, che lo ha portato in ogni angolo del mondo ma mai in questa forma scenica. Accanto a lui, a esorcizzare la pestilenza contemporanea, l’ospite speciale Ntò, già fondatore dei Co’Sang e da oltre un decennio figura di riferimento del rap italiano.

Il 23 agosto sarà la volta invece di ‘A ‘mascarata. Trap, Pest e altre Dannazioni. In un Concertato di voci comprensive e autotune, sul palco si alterneranno nomi tanto di culto quanto diversi. Ad accomunarli è la peste che arriva e si muove tra noi in maschera. La peste che viaggia sul web, luogo delle maschere, degli infingimenti, della proiezione e moltiplicazione delle personalità. A questo ballo in maschera, visuale o sonora, prenderanno parte il corsaro Morgan, poeta dadaista che maschera sé stesso con la sincerità della sua vita esibita in pubblico; Young Signorino, perché la maschera può modificare il volto ma anche la voce, come fa l’autotune, vero suono artificiale di questa epoca e icona sonora del genere trap che è rigurgito di nichilismo punk in un momento storico in cui tutto è mercificato; di nuovo ‘Ntò, un infiltrato capace di insinuarsi fra le maglie di Gomorra – la serie e di dare vita a video dai continui rimandi cinematografici; gli Almamegretta Dub Box guidati dal loro leader Raiz, voce fusa negli anni col battito della dub, della trance, del pop e della tradizione musicale ebraica, con brani come Figli di Annibale e Fatallà, che riascoltati oggi rivelano la loro natura di profezia compiuta; The Andrè, voce mascherata capace di portare i testi più crudamente trappisti ai registri del più grande bardo nazionale; Enzo Savastano (fresco di Premio Musicultura), dissacratore di ogni genere in grado di mimetizzarsi con la voce, dal neomelodico all’indie, alla trap. E poiLivio Cori, rapper all’ombra del Vesuvio, cantautore e maschera attoriale (Gomorra – la serie), sospettato per mesi di essere Liberato.

Un universo sonoro intermezzato dal più grande emulatore e modificatore di voci umane dai tempi di Alighiero Noschese: Neri Marcorè.

Per difendersi dalle pestilenze contemporanee al pubblico che assisterà alle tre serate dello Sponz Pest verrà fornita in dotazione l’apposita maschera per bocca monouso traspirante “anti-peste”.

SPONZ FEST E TRENODIA (19 – 25 AGOSTO)

Il Fest è invece tutto ciò che ci sarà allo Sponz e in particolare le attività festive e salvifiche che si svolgeranno fra i vicoli dell’antico centro storico di Calitri e negli altri paesi coinvolti. Di grande impatto paesaggistico le trasferte diurne sulla sommità di Cairano, nelle sue cantine ipogee, nella oasi naturale di Senerchia, nel centro storico di Lacedonia e i percorsi processionali di Trenodia.

Dal concerto all’alba alla serata conclusiva sotto al castello longobardo di Sant’Angelo dei Lombardi, per tutta la settimana, oltre alle attività laboratoriali, ci saranno gli artisti e gli studiosi della Libera Università dei Ripetenti: la cantautrice Grazia Di Michele che interverrà sul tema della costruzione dello stereotipo femminile attraverso le canzoni; il critico cinematografico, pensatore e fustigatore Goffredo Fofi. La scrittrice Michela Murgia che terrà un’orazione nel giorno conclusivo dello Sponz, domenica 25 agosto e l’ex-sindaco esiliato da Riace Mimmo Lucano. E poi ancora le orazioni di Elio Germano e di Michele Riondino, e le performance della compagnia teatrale Clan H. Elio Germano sarà inoltre in concerto il 22 agosto con il gruppo rap Bestierare.

Corpo vivo e ambulante del Fest è il cosiddetto MUCCHIO SALVAGGIO, un manipolo di musicisti a piede libero che travolgerà il Fest con esibizioni anche estemporanee e spesso non annunciate. Fra loro, oltre ai già citati ospiti del concerto di Capossela che saranno allo Sponz dal primo all’ultimo giorno, anche iMariachi Tres Rosas, formazione locale di finti mariachi in finta divisa che mischiano canzoni locali a finti classici di rancheras; la Banda della Posta (il mitologico combo di musica locale da ballo), le serenate a tenore che impediscono il sonno di Cicc’ Bennet, il canto iberico e la chitarra solitaria di Victor Herrero, il tamburello diPeppe Leone e il banditore libero Andrea Tartaglia.

Infine Trenodía, progetto di arte pubblica partecipata firmato da Mariangela Capossela e dallo stesso Vinicio in tre tappe: il 18 agosto ci sarà il primo fuoco in Calabria ionica , dal 19 al 25 agosto sarà il momento del secondo fuoco allo Sponz e, infine, il terzo fuoco, dal 27 al 29 agosto in Lucania (www.trenodia.it). Realizzato nell’ambito di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, Trenodía è un corteo come forma d’arte che intende trasformare la lamentela in pianto rituale, il piagnisteo in altisonante lamentazione collettiva.

Una particolare attenzione sarà dedicata al cibo come espressione culturale e simbolica del territorio che quest’anno si tradurrà in una cucina ottenuta da prodotti intra-terrestri serviti in Vallone Cupo. Il cibo sarà anche un momento sociale di preparazione collettiva nelle due serate nel centro storico di Calitri a tema carnevale e ceneri, con ospite d’onore il cuoco indipendente e instancabile viaggiatore Chef Rubio.

Sensibilità particolare anche verso i temi della sostenibilità e dell’innovazione: lo Sponz Fest 2019 sarà plastic free e per pagare si potranno usare gli “sponzini” di terracotta, una moneta di terra che omaggia anche la secolare tradizione ceramica del paese capofila, e nuove modalità di transazione economica come l’App Satispay.

Si è appena conclusa la rassegna “ARTE.. in centro”, che ha portato nel centro storico di Civitavecchia decine di spettacoli e concerti gratuiti. Tutti i weekend di luglio 2019 musicisti, giocolieri, acrobati, danzatori, teatranti, clown e performer hanno animato tre splendide cornici cittadine: via Monte Grappa, Piazza Saffi e Piazza Leandra. Nonostante la pioggia dell’ultima domenica, che ha compromesso parte del programma della serata conclusiva, l’iniziativa si è rivelata un grande successo, tanto che il sindaco Ernesto Tedesco ha dichiarato di volere rendere questa rassegna un appuntamento fisso dell’estate civitavecchiese.

Il più grande merito di “ARTE… in centro” è stato quello di valorizzare le strade e le piazze del centro storico in un periodo, quello estivo, in cui l’attenzione dei cittadini e dei turisti è maggiormente incentrata sulla costa. A beneficiarne sono stati anche gli esercizi commerciali della zona che hanno visto un afflusso di pubblico molo più alto della media stagionale. L’attrazione degli artisti selezionati da Giordano Tricamo per la parte musicale e da Scuderie MArteLive per le arti performative è stata fondamentale per riempire le strade di voci, suoni e colori.

arte in centro

Decine gli artisti si sono alternati dal pomeriggio fino a tarda notte con spettacoli che hanno avuto come unico palcoscenico la cornice cittadina di Civitavecchia: performer e artisti di circo contemporaneo come Warner Circus, Eugenia Russi, Lorenzo Crivellari e Giulian Giuliana, o musicisti come Alice Paba e il trio The Suite. Tutti hanno contribuito a portare divertimento, suspance ed emozione al pubblico civitavecchiese: ci si è imbattuti nell’arte, nella musica e nello spettacolo sia che la si cercasse sia che ci si trovasse lì per caso. E questa è forse la caratteristica che ha reso “ARTE… in Centro” una sfida vinta, destinata a tornare nei prossimi anni: portare lo stupore e la meraviglia nelle strade in una rassegna lunga, dinamica e articolata che per un mese intero ha trasformato Civitavecchia in un polo artistico e culturale.

In esclusiva su MArteMagazine il primo brano dalla soundtrack, firmata dai Camera, di ProgettoDue di Pino Carbone

Andrà in scena alla Biennale Teatro di Venezia 2019, la prima italiana di ProgettoDue, spettacolo di Pino Carbone, prodotto da Teatri Uniti, che che mette insieme due lavori: BarbabluGiuditta e PenelopeUlisse, entrambi con le musiche originali dei Camera.

In esclusiva su MArteMagazine il primo brano dalla soundtrack, firmata dai Camera, di ProgettoDue di Pino Carbone

Andrà in scena alla Biennale Teatro di Venezia 2019, la prima italiana di ProgettoDue, spettacolo di Pino Carbone, prodotto da Teatri Uniti, che che mette insieme due lavori: BarbabluGiuditta e PenelopeUlisse, entrambi con le musiche originali dei Camera.

L'occasione è imperdibile per chi ancora non ha visitato Gibellina e tanto di più per chi già ci è stato. E' sicuramente una meravigliosa opportunità per la cittadina siciliana e tanto di più per chi andrà a visitare le numerose mostre per le tante vie e i tanti luoghi suggestivi selezionati per questo evento.
Dal 26 luglio parte ufficialmente il Gibellina PhotoRoad, il primo e unico festival di fotografia open air  e site-specific d’Italia, che fino al 31 agosto 2019 animerà la cittadina trapanese con installazioni fotografiche di grande formato, mostre outdoor, talk e proiezioni dei più noti protagonisti del mondo della fotografia e dell’arte contemporanea.

Un intero mese dedicato alla fotografia in una città che è uno dei più grandi musei d’arte contemporanea “a cielo aperto” del mondo: trentacinque mostre allestite in tredici diverse location, oltre trenta artisti provenienti da più di dieci paesi europei ed extraeuropei, una finestra sulle arti visive per offrire momenti di scambi creativi tra gli artisti invitati e il pubblico.

Conosciuti artisti italiani e stranieri come Joan Fontcuberta, Mario Cresci, Mustafa Sabbagh, Alterazioni Video, Moira Ricci, Tobias Zielony, insieme a giovani talenti della fotografia contemporanea come Manon Wertenbroek, Gianni Cipriano, Morgane Denzler, sono chiamati a confrontarsi con un luogo dalla storia unica, sperimentando visionari e innovativi allestimenti “all’aperto” alla ricerca di nuove interazioni con il pubblico. Il tema e filo conduttore dell’intera manifestazione, scelto dalla curatrice Arianna Catania, per questa edizione è Finzioni.

Martedì 23 luglio al via con una grande pre-opening dove protagonista è stato Joan Fontcuberta, fotografo e teorico dell’immagine, curatore e scrittore catalano, che con un immenso fotomosaico murale composto da 6075 mattonelle di immagini, selfie, foto di vacanze, feste e viaggi inviate dai cittadini gibellinesi all’artista ha creato un'oepra formata da un’immagine unica, imponente opera collettiva permanente (12metri per 2.8 realizzata da Florim ceramiche) dal titolo Gibellina Selfie-lo sguardo di tre generazioni, ad oggi la più grande opera murale di Fontcuberta al mondo, donata alla città, convertendosi in un’icona della stessa Gibellina (FOTO in copertina). 

Da venerdì 26 luglio si apre la kermesse vera e propria che per tutto il fine settimana, fino a domenica 28, offre un fitto programma di talk, incontri e visite alle mostre, guidate dagli stessi artisti: gli svizzeri Taiyo Onorato & Nico Krebs, Christian Lutz, Nicolas Polli, Olivier Lovey, Manon Wertenbroek, i francesi Morgane Denzler, Sophie Zenon, Michel Le Belhomme; gli italiani Mustafa Sabbagh, Incompiuto Siciliano, Gianni Cipriano, Federico Clavarino, Novella Oliana, Gian Marco Sanna, Andrea Alessandrini, Giorgio Varvaro; dal Messico Monica Alcazar-Duarte, e Brian Mc Carty dagli USA.

Gibelllina PhotoRoad è organizzato dall’Associazione culturale On Image e co-organizzato dalla Fondazione Orestiadi, con la direzione artistica di Arianna Catania, il patrocinio del Comune di Gibellina, e sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, main Partner Festival Images Vevey.

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Tutto il programma su 
gibellinaphotoroad.it

La fusione tra arte e luogo genera cultura: è questo il mantra di ArteInSignia, il festival che sabato 20 luglio 2019 porterà l’arte nelle strade e nelle piazze della cittadina di Segni, in provincia di Roma. Concerti, spettacoli di teatro e circo liberamente aperti al pubblico in più location contemporaneamente, dal pomeriggio fino a notte. L’amministrazione comunale ha fortemente voluto la nascita di questo festival, alla sua prima edizione, come si evince dalle parole del sindaco Piero Cascioli: la “strada” diventa palcoscenico estemporaneo di variegate produzioni artistiche: vie rionali, piazzette, viottoli, come “luoghi urbani” di memoria; palazzi, monumenti, Chiese, come elementi di storia e di cultura; insieme formano i “luoghi” dove gli artisti esprimono sentimenti, idee, bizzarrie, metafore, che diventano arte. Ecco, “ArteInSignia” è questo movimento interattivo che contemporaneamente crea arte, valorizza i luoghi, produce cultura.

Non a caso la scelta del nome del festival richiama il nome latino della cittadina, ovvero Signia, ricalcando il desiderio di impregnare le strade di Segni di cultura, arte e storia.

Diversi i luoghi in cui musicisti, performer e artisti si esibiranno: il Cortile Biblioteca, Piazza della Pretura, Largo Conti, via Ezio Cleti e, soprattutto, Piazza Santa Maria, che rappresenta il fulcro principale attorno al quale ruotano i principali eventi del festival. Qui, infatti, si comincia già dalle 17.30 con l’originale concerto di bolle di sapone di Ivan Peretto. Poi la serata si animerà a partire dalle 21e15 con un ricco programma che prevede la suggestiva performance di danza e cerchio aereo di Giuliana Randazzo, lo spettacolo di Clowneria di Warner Circus, “Spyral” di Lucignolo, performance che suscita sensazioni forti e delicate in un rapporto fraterno con la fiamma, “Luna Rossa” di BamBoom Art Studio, una vera e propria commedia d’amore raccontata con i linguaggi dell’arte di strada, tra la pantomima, la danza aerea e il fuoco. Grande chiusura musicale con la band Keet & More che farà ballare la piazza intera su travolgenti ritmi country/blues.

Keet More

Nelle altre location, nel frattempo, ci sarà spazio per tanta altra musica e intrattenimento di qualità con il divertente spettacolo di teatro “Capitan Fracassa” di e con Eduardo Ricciardelli, i concerti di Tre meno un quarto, dei BellaVista e di Shanti, lo spettacolo di pittura live di Cristiano Quagliozzi e il divertentissimo spettacolo di giocoleria “Pois Pois” di Sara Cambi, che ci riporterà come per magia negli anni ’50.

Per gli abitanti di Segni e per i turisti sarà quindi un sabato davvero speciale, con un’esplosione di arte, musica e colori che invaderà l’intera città, grazie agli artisti selezionati nel corso di quasi vent’anni di attività da Scuderie MArteLive, il collettivo multi-artistico più grande e variegato d’Italia.

A questo enorme spettacolo totale si aggiungerà un percorso enogastronomico pensato per le celebrazioni del patrono San Bruno: per l'occasione verranno aperte alcune cantine storiche e il museo, nello specifico quella della Locca d'oro, della signora Augusta Ciotti e il museo comunale.

Insomma, ArteInSignia con la ricchezza del suo programma multidisciplinare sembra nascere sotto una buona stella: un festival che vuole superare con successo questa prima edizione per tornare ancora nei prossimi anni con il suo carico di passione ed emozioni.

 

Manifesto ArtiInSignia

 

Portare l’arte in una periferia difficile e isolata come quella di Corviale è la grande sfida che per l’ottava volta si è posta l’Associazione ARTmosfera. Il 12 e il 13 luglio 2019 ai piedi del “Serpentone”, il Corviale Urban Lab si è dimostrata capace di vincere ancora una volta questa sfida, offrendo al pubblico una programmazione multidisciplinare varia e di indubbia qualità, con una particolare attenzione per le tematiche relative alla migrazione e all’inclusione sociale.

Mentre il collettivo MEP (Movimento per l’Emancipazione della Poesia) invadeva le strade di Corviale di poesie sotto la guida del walkabout condotto da Carlo Infante e street artist come Luis Gomez, Moby Dick e Alessandro Fornaci decoravano muri e panchine, grazie alla collaborazione con la Rete d’impressa Co&Ca, all’interno della Galleria il Mitreo si sono alternati decine di artisti che hanno dato vita a concerti, proiezioni e spettacoli liberamente aperti al pubblico.

Per affondare appieno nelle attualissime sfumature delle tematiche sociali che il direttore artistico Peppe Casa ha deciso di affrontare in questa ottava edizione, molta rilevanza è stata date all’arte cinematografica con la proiezione del corto vincitore del David di Donatello 2018, “Frontiera” di Alessandro Di Gregorio, e i sei corti selezionati all’interno del bando MigrArti. Anche lo spettacolo “Radio Ghetto_voci libere” ha dato il suo personale punto di vista offrendo un lucido e intenso spaccato della vita nei ghetti di braccianti dell’agro foggiano, sfruttando sapientemente l’utilizzo di cuffie per dar vita al respiro e alle voci dei suoi protagonisti.

Diversi e significativi anche i momenti musicali, che hanno avuto probabilmente il loro apice nel concerto di Edoardo Pesce: conosciuto principalmente come attore e per il suo ruolo pluripremiato in “Dogman”, si dimostra un artista e musicista a tutto tondo, offrendo al pubblico dei brani ironici e pungenti capaci di far ridere ed emozionare.

Nel corso delle due serate, sul palco si sono alternati diversi altri musicisti: giovani emergenti come Lorenzo Bonarini, Il Solito Dandy e Larèt, e nomi più affermati come la Banda Social e Ismaila Mbaye & tribal percussion che hanno fatto tremare le mura del Mitreo con i loro ritmi irresistibili e con i loro messaggi di pace ed equità sociale.

Da non dimenticare infine gli spettacoli di danza, con le compagnie Verso Energheia, Uscite di Emergenza, Piccolo Balletto Sorano e Giovanni Scura; e di circo, con Irene Betti (arpa e contorsionismo), Ivan Peretto in arte Mr. Ivan (bolle di sapone) e Irene Croce (equilibrismo e acrobatica). Gli spettatori hanno avuto la possibilità di ammirare anche una mostra collettiva: durante il corso di entrambe le serate sono state esposte, infatti, le opere dei fotografi Silvia Sciarra e Federica Di Benedetto, degli illustratori Marta Porro, Eva Monaco, Teresa Santoro, Guido Astolfi e Helowene Belardinelli, e dei pittori Stefano Maria Girardi, Tiziana Rinaldi Giacometti, Silvia Struglia, Daria Shojai Kaveh, Anita Genca, Valerio Tirapani.

Tutti questi ballerini, circensi e artisti visivi sono artisti facenti parte delle Scuderie MArteLive, il più grande e variegato collettivo multiartistico italiano, che con questo festival ha fatto le prove generali per la Biennale MArteLive, il maxi evento previsto a dicembre.

Il Corviale Urban Lab chiude così il suo triennio all’interno del programma dell'Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE. Con questa ottava edizione ha dimostrato quanto sia importante abitare le periferie e animarle con l’arte e lo spettacolo, riuscendo al contempo a sensibilizzare su tematiche sociali quantomai attuali e importanti, specie se affrontate in un contesto difficile come il “Serpentone” di Corviale.

 

Di seguito la gallery a cura di Irene De Marco Roberta Vittorio

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Gallery a cura di Irene De Marco

Gli I Hate My Village sono sicuramente tra i gruppi rivelazione del 2019. 

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Il progetto nasce dall’incontro tra Fabio Rondanini alla batteria (Calibro 35, Afterhours) e Adriano Viterbini alla chitarra (Bud Spencer Blues Explosion e molti altri) accomunati dalla passione per la musica africana e dall’esigenza di dare voce alla loro ricerca del “groove perfetto”. Vede la partecipazione di Alberto Ferrari (Verdena) e Marco Fasolo (Jennifer Gentle) andando a comporre una “super-formazione” che comprende quattro tra pesi massimi dell’attuale scena italiana. Il 18 gennaio è stato pubblicato l’omonimo album “I Hate My Village” per La Tempesta International, seguito dal primo singolo, intitolato “Tony Hawk of Ghana”. L’album è stato ristampato per cinque volte e tutte e cinque le volte le copie sono state vendute alla velocità della luce. Ma quelli del disco non sono stati gli unici sold out registrati dalla band: la prima parte del loro tour è stata costellata da una serie di “tutto esaurito” che hanno contribuito a confermare la grande attesa riservata alla band da ogni parte d’Italia.

Appena pubblicato il videoclip di “Tony Hawk of Ghana” per la regia di Giorgio Testi (Blur, Rolling Stones, Pixies, Afterhours) e con le animazioni di Donato Sansone (Afterhours, Subsonica e Verdena).

Dopo la release del loro primo, omonimo, album in versione vinile di cui sono esaurite in breve tempo 5 ristampe e un tour quasi completamente sold out, è ora disponibile la versione cd/digitale, arricchita da 4 bonus track che usciranno anche singolarmente con il titolo “I Hate My Bonus Tracks” su tutte le principali piattaforme di streaming online.

La XXVI edizione di Villa Ada - Roma incontra il mondo entra nel vivo: lunedì 24 giugno arrivano in collaborazione con Rockerilla sul main stage Lucio Leoni e iTre Allegri Ragazzi Morti, gruppo icona della scena punk rock alternativa italiana, con il loro “ Il Sindacato dei sogni”martedì 25 giugnoè volta degli ironici, divertenti e impegnati Eugenio in Via Di Gioia, introdotti da I Camillas; mercoledì 26 I Quartieri aprono la strada a Giovanni Truppi, una delle voci più importanti del nuovo cantautorato italiano, con il suo ultimo album “Poesia e civiltà”; il 27 iModena City Ramblers tornano a Villa Ada con un nuovo incendiario live set e un nuovo progetto speciale. Inaugura il weekend, il 28 giugno, la superband capitolina Orchestraccia, mentre sabato e domenica artisti, interpreti e cantautori della scena romana e italiana rendono omaggio a due pilastri della musica italiana con le serate: “Caro Faber – Roma canta De Andrè” e “Caro Lucio – Roma canta Battisti”, realizzati in collaborazione con FaceMagazine.it.

Uscito a gennaio - a tre anni dal precedente ‘Inumani' - “Il Sindacato dei sogni” è il nono lavoro discografico dei Tre Allegri ragazzi morti, un disco che rimette al centro del sound l’incontro musicale dello storico gruppo formato da Davide Toffolo, Luca Masseroni ed Enrico Molteni: batterie essenziali, chitarre elettriche sognanti, liriche poetiche e ironiche, un ritorno al rock con una vena di psichedelia. Apre la serata - realizzata in collaborazione con Rockerilla - con “Il Lupo cattivo” Lucio Leoni, artista italiano capace di portare in canzone i monologhi viscerali tipici del teatro interiore, strutture rap e impeti punk, pur mantenendo un forte legame la tradizione del cantautorato italiano. 

Martedì 25 giugno a Villa Ada arrivano gli Eugenio in Via Di Gioiausciti a marzo con “NATURA VIVA”. Torinesi di origine, a distanza di due anni da “Tutti su per terra” - che li ha fatti conoscere al grande pubblico - tornano con un album di dieci canzoni che sorprende per la felice alchimia dei suoni e della scrittura, originale e innovativa. Una tracklist ricca di suggestioni, vita quotidiana e riferimenti a tematiche ambientali, molto care al gruppo. Aprono la seratai Camillas, militanti da oltre 15 anni della scena musicale italiana, la loro musica è ironica, trasognante e scanzonata. Allo storico duo formato Vittorio Ondedei, Mirko Bertuccioli, si sono uniti Enrico Liverani alla batteria e Daniel Gasperini al basso, portano in tour in giro per l’Italia l’ultimo album “Motorock”.

Giovanni Truppi è un polistrumentista e cantante, interprete e capofila di un modo di scrivere e comporre del tutto inedito, capace allo stesso tempo di rievocare i grandi del cantautorato italiano. Vincitore del premio MEI “PIMI 2019” come Miglior Artista Indipendente dell’Anno mercoledì 26 giugno porta a Villa Ada il suo ultimo album “Poesia e civiltà". Ad anticiparlo sul palco I Quartieri, gruppo capitolino attivo dal 2010, si è fatto conoscere e apprezzare con l’EP d’esordio “Nebulose” a cui ha fatto seguito il primo album “Zeno”. Alcuni loro brani (9002Organo Autostrada Blusono stati scelti per la colonna sonora della prima e della seconda stagione di Suburra, la popolare serie TV di Netflix. L’8 marzo hanno pubblicato “Vivo di notte”, singolo che anticipa l’uscita del nuovo album in arrivo in autunno.

Giovedì 27 giugno tornano a Villa Ada i Modena City Ramblers con un nuovo live e nuovo progetto, vero e proprio omaggio al ventennale dell’album acustico“Raccolti”Sul palco i tanti cavalli di battaglia del gruppo, 25 anni di storia, sempre pronti a far ballare il loro pubblico. Si continua venerdì 28 giugno con l’amatissima Orchestraccia, formata da Marco Conidi, Edoardo Pesce, Luca Angeletti e Giorgio Caputo. Nata dall’idea di attori e cantanti di unire e confrontare le loro esperienze attraverso una forma innovativa di spettacolo l’Orchestraccia riscopre e reinterpreta canzoni e poesie patrimonio della cultura italiana. Opening di Fabio Senna, musicista romano, ha recentemente pubblicato il suo primo album “Al primo posto”.Sabato 29 e domenica 30 giugno, Villa Ada e FACE Magazine.it dedicano un intero weekend ai due grandi artisti della canzone italiana scomparsi 20 anni fa: Fabrizio de André e Lucio Battisti, con interpreti e cantautori della scena musicale romana e italiana.

Villa Ada - Roma incontra il mondo non è solo musica, grazie a un’articolata programmazione nel “D’Ada Park”, l’area a ingresso gratuito del festival. Prossimi appuntamenti con lo spazio wellness sulle rive del laghetto tutti i martedì, giovedì, sabato e domenica dalle ore 9 alle 10 con una lezione di pilates, dalle 10 alle 11 lezione di pound (costo lezione: 10 per info e prenotazioni scrivere al numero 3297443875). Continua il ciclo di presentazioni di libri in programma: martedì 25 giugno alle ore 19, “Il grande carrello. Chi decide cosa mangiamo” di Fabio Ciconte e Stefano Liberti, intervistati da Laura Filios; si continua il 27 giugno, sempre alle 19, con “Riace una storia italiana” di Chiara Sasso, ospite di Villa Ada insieme a padre Alex Zanottelli.

Prima e dopo i concerti sul main stage ci si sposta al Mini Dada, che dà spazio alle band emergenti della scena indipendente locale con concerti pensati dai circoli Arci Trenta Formiche e Poppyficio. Questa settimana in programma: Jesse the Faccio, Montone, le serate Lasciatemi cantare e il Party dopo festival In The Wood Social Party, chiude la settimana domenica la serata Comemammamhafatto.

L’area free si caratterizza inoltre con presidi di street food di qualità, degustazioni e una trattoria di pesce e cucina vegetariana dove gustare alcuni piatti tipici della cucina tradizionale italiana.

“Nulla si sa, tutto s’immagina”: è con questa doppia citazione, che rimanda all’immaginario di Federico Fellini e Fernando Pessoa, che Villa Ada – Roma incontra il mondo dà il via alla sua XXVI edizione sotto l’egida di Dada srl e ARCI Roma all’interno del programma dell'Estate Romana promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale, in collaborazione con SIAE. Media partner di quest’anno sono: Radio Rock, con una presenza giornaliera e quotidiani live da bordo lago; Rockerilla, Il Romanista, Roma Today, Sentireascoltare, Zero Eu, Postit Roma, Scomodo, The Parallel Vision, Nerds Attack, Lester e Unfolding Roma.

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