Una volta Wim Wenders ha detto che “i grandi film cominciano quando usciamo dal cinema”, sono quelli che ci cambiano la vita, che porteremo per sempre con noi. Ed è questa la verità che vuole rivelarci Olivia Rosenthal nella raccolta di racconti “Ils ne sont pour rien dans mes larmes” adattata al teatro da Umberto Cantone e Alfio Scuderi nello spettacolo “Quel film sono io”, andato in scena a Gibellina per le Orestiadi 2020.

La storia del Velino Festival 2020 è una piccola fiaba di coraggio e amore per la cultura. Ai margini estremi della provincia Rietina, a un tiro di schioppo dall’Abruzzo, la compagnia Ondadurto Teatro e il direttore artistico Lorenzo Pasquali sono stati i primi in Italia a non arrendersi alle stringenti norme per l’arte dal vivo portando a compimento un weekend all’insegna del teatro, della danza, della musica e, soprattutto, della sicurezza.

Nasce in una Londra sempre più distante, eppure ci ricorda che siamo tutti sulla stessa barca, che ogni vita si assomiglia e che, in Inghilterra come in Italia, la disperazione, quando arriva, suona sempre le stesse riconoscibilissime note. Il folgorante talento britannico della parola Kate Tempest compone, il maestro della traduzione Riccardo Duranti adatta e la coraggiosa regista nostrana Giorgina Pi mette in scena. Si tratta di Wasted, spettacolo in cartellone al Teatro India di Roma fino al 26 gennaio 2020.

Che valore diamo al nostro tempo? Quanto lo diamo per scontato? Al Teatro della Cometa fino al 1 dicembre andrà in scena 7 anni apprezzatissimo spettacolo diretto Francesco Frangipane, che mette in scena con la solita maestria un testo di José Cabeza e Julia Fontana.

Vengono dalla Germania, girano il mondo da oltre vent’anni e rappresentano una vera e propria garanzia. Si chiamano Familie Flöz e sono una delle compagnie teatrali più apprezzate a livello internazionale. Il loro punto di forza sta nel produrre un tipo di teatro di figura che non ha bisogno di alcun tipo di parola e che comunica esclusivamente tramite linguaggi prettamente teatrali: i corpi, i costumi, le maschere, le scenografie, le musiche e, su tutto, le idee. Per mandare avanti una narrazione di questo tipo, infatti, servono idee, tante, e la compagnia berlinese non fa altro che gettarle in continuazione addosso al pubblico, in un crescendo di risate ed emozioni.

Terza edizione, terzo quartiere, terzo viaggio nel tempo. La compagnia del Teatro dell’Orologio torna con i suoi spettacoli itineranti e con il suo progetto di maggior successo: I nasoni raccontano. Nata dalla chiusura forzata del Teatro dell’Orologio, la compagnia di Fabio Morgan propone da anni spettacoli che trasformano la città nel proprio palcoscenico: in “scena” un gruppo composto perlopiù da giovani attori emergenti, supportati dalla regia di Leonardo Ferrari Carissimi. Tra riproposizioni di Shakespeare e Dickens, i lavori che meglio incarnano lo spirito di queste insolite proposte teatrali, e non a caso inseriti all’interno dell’Estate Romana, sono proprio quelli dedicati ai quartieri periferici di Roma. Dopo Centocelle e Tor Pignattara, ora è il turno del Pigneto, quartiere diventato uno dei poli principali della vita notturna capitolina.