Martedì, 04 Agosto 2009 07:43

“Primi impatti” nei Graffiti

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[GRAFFI(A)TI AD ARTE]

shibaPrendi una macchina fotografica e la usi per decodificare il mondo, per raccontare una storia, per fermare un ricordo; ma poi ci si rende conto che la lettura ha bisogno di una tecnica, di un linguaggio che sia efficace per la lettura che vogliamo fare di ciò che vediamo, e per questo è giusto chiedere aiuto a dei mentori che ci guidino in questo percorso.


La Scuola Graffiti a Roma ha raccolto nella mostra Primi Impatti, in corso fino al 17 luglio primi-impattijpg2009, le foto dei corsisti del primo livello del corso base 2008/2009 e non potevo mancare ad un appuntamento che raccontava il percorso di un anno di entusiasti fotografi, anche perché c'era il "nostro" Pizio, Fabrizio Perrini, il fotografo e curatore, assieme a Ligheia Munizza della sezione fotografia del MArteLive. Un appuntamento in famiglia, dunque.

Prima di raccontare le figure letterarie che Fabrizio ha ricreato per i suoi lavori, vorrei fare un plauso alle fotografe del corso base, di quest'anno formativo, appena concluso. Indubbiamente, lo sguardo femminile è quello più significativo, Sabrina Savoca, Marta Bevacqua, Maria Ludovica Siciliana e Ylenia Falamesca, evitano le banalità e riescono ad osservare il mondo senza cercare forzature e storpiature per colpire l'immaginario, nessuna provocazione, nessun pugno nello stomaco per delle giovani fotografe che cercano solo un modo per vedere meglio il piccolo mondo che le circonda.

Tornando allo sguardo di Pizio, l'ispirazione delle foto è Stefano Benni. Il bar sotto il mare, è un lavoro che non conoscevo del "nostro" fotografo e sono rimasta stupita dal legame tra letteratura e fotografia che Fabrizio riesce a creare senza la decisione di voler raccontare un momento letterario. Il bar sotto il mare è una raccolta di racconti di Stefano Benni edito da Feltrinelli nel 1987: di questo strano mondo creato dalla fantasia dello scrittore bolognese, Fabrizio cerca di ricreare un'atmosfera fantastica che è frutto di una mente fantasiosa. Le storie del bar nascosto tra le onde si legano a personaggi reali e surreali al contempo, Fabrizio prova ad esplorare una realtà parallela, un mondo da scoprire. La raffigurazione, tramite dipinto, di pagine letterarie è già opera complessa, l'illustrazione è materia difficile, ma fare in modo che la fotografia legga una letteratura fantastica è davvero coraggioso.
Lo sguardo femminile di questo corso usa la fotografia per leggere il mondo e Pizio ne costruisce uno tutto suo basato sulla letteratura. Quello che è importante è che si usi l'arte fotografica, anche quella in erba e imberbe, come si è sempre fatto per qualsiasi forma d'arte: combinandosi e mischiandosi agli influssi esterni, in questo le fotografe, come Claudia Donati, dimostrano un'attenzione particolare anche ad influssi artistici dell'oggi e di ieri. Studiando e approfondendo non solo la tecnica della fotografia, ma anche lo studio delle sensibilità letterarie e artistiche in generale.
Bravi ragazzi, al prossimo corso!

www.graffitiscuola.it

Rossana Calbi

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