Martedì, 26 Giugno 2012 22:49

L’OperAzione concettuale: omaggio a Vincenzo Agnetti

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[ARTI VISIVE]

Agnetti20a20Il20luogo20d474826FOLIGNO- In questa estate ricca di appuntamenti ed eventi in giro per l’Italia abbiamo il piacere di segnalarvene uno a cui tutti gli appassionati di arte concettuale non potranno sottrarsi.



Ciò che vogliamo dirvi è che dal 23 giugno fino al 9 settembre 2012 al CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno potrete ammirare i capolavori di uno dei nomi più importanti nel panorama dell’arte italiana, ovvero Vincenzo Agnetti, l’artista milanese scomparso nel lontano 1981.
L'OperAzione concettuale, è questo il titolo della mostra organizzata da Italo Tomassoni e Bruno Corà, un omaggio a Vincenzo Agnetti, un evento che si propone di presentare al pubblico circa cinquanta opere del grande artista concettualista in un percorso espositivo che ha lo scopo di rappresentare l’evoluzione della poetica di Agnetti fino a diventare, insieme a Gino De Dominicis, protagonista indiscusso dell’arte concettuale, che in Italia iniziava a diffondersi negli anni della sua prima mostra nel 1967 al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, riproponendo inoltre una serie di documenti che testimoniano anche la sua attività di scrittore e saggista.

Il suo stile abbracciava una vasta gamma di tipologie di interventi artistici, dalla pittura alla fotografia, dalle famose 1220Dentro20e20fuori20lo47BAC6incisioni su lastre di bachelite nera alle registrazioni, insomma un insieme ben articolato di esperienze, che sottolineano il suo spessore e la qualità delle sue opere, esposte in mostre personali e collettive come la Quadriennale di Roma del 1972 e la Biennale di Venezia a cui ha partecipato in diverse edizioni fino al 1980, un anno prima della sua morte.Di lui si ricordano soprattutto le macchine visionarie, un esperimento in cui l’artista si mette a confronto con l’automazione elettronica, confermando il suo stile eclettico e sempre alla ricerca di nuove esperienze visive.
Tra le varie opere raccolte in questa mostra si segnalano l'Apocalisse (1970), un insieme di lettere incastonate in perspex pantografato, uno dei tanti materiali utilizzati dall’artista, e il Libro dimenticato a memoria dello stesso anno, ovvero un libro fustellato al centro con copertina in tela che lasca spazio alla riflessione dello spettatore che cerca nei meandri del connubio spazio­­-tempo.
Questi sono solo alcuni titoli dei suoi capolavori che rientrano di diritto nel pensiero dell’arte concettuale europea, la quale, fomentata da artisti come Haacke, Kosuth e Barry, è nata “sotto il segno dell’ideologia, sotto il bisogno di interrogarsi su se stessa per arrivare a definire il sistema dell’arte”, come sostiene il critico Achille Bonito Oliva.

Eva Di Tullio

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