Giovedì, 17 Marzo 2011 16:52

Ciou: mi ispira Frida

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Frangetta e capelli nerissimi, circondata da libri rossi, impegnata a personalizzare ognuno di questi, per ogni dedica il tempo medio era un quarto d’ora, perché ogni dedica era un disegno ad hoc. Tutta vestita di nero e con il volto pallido e forte, assolutamente coerente con le sue opere esposte presso la Mondo Bizzarro Gallery. L’abbiamo incontrata in occasione di Rebirth, la mostra che l’ha vista ospite il settembre dello scorso anno.

Giovane artista francese, Ciou nasce a Tolosa nell’81, inizia a spopolare in Italia grazie alla sua collaborazione con Mondo Pop. David Vecchiato la coinvolge in Urban Superstar, l’evento che ogni anno porta al MADRE, Museo d'Arte contemporanea Donna REgina di Napoli, gli artisti più innovativi di quella che viene catalogata come lowbrow art e che è forse la forma d’arte contemporanea che, attualmente, riesce a smuovere un reale interesse anche dal punto di vista economico, questo certamente anche per i variegati aspetti che coinvolge. Dopo la primavera del 2009, Ciou torna in Italia l’autunno dell’anno dopo, per una rinascita, rebirth appunto, che fonda le sue radici sul nero,chatsiamois mentre aspettavamo che finisse la nostra dedica abbiamo profittato per farle qualche domanda.

Quali sono i tuoi riferimenti?
Fondamentalmente la mitologia religiosa, ma anche le influenze contemporanee, come i tatuaggi. In effetti, i riferimenti alla mitologia religiosa sono molto presenti nel movimento dei tatuatori. Poi, studio molto le chiese e i cimiteri. Credo che se dovessi sintetizzare, però direi che mi ispira l’arte contemporanea americana e l’arte cimiteriale europea.

Hai un artista a cui fai riferimento?
Mi ispira Frida. Sì, assolutamente Frida Kahlo. Mi sento vicina all’iconografia messicana. Anche rispetto alla religiosità. Per esempio mi incuriosisce molto el Día de los Muertos (Festa dei Morti, N.d.R.) del 2 novembre.

C’è un artista italiano che ti ha colpito?
Ho studiato i classici: Leonardo, Michelangelo. Ma se devo parlare di un contemporaneo assolutamente: Bafefit!

CHAT-SIAMOIS-DE-CIOUE un luogo italiano che ti ha colpito?
La Cripta dei Cappuccini in via Veneto (Roma, n.d.r.) Sono andata a vederla e mi sono emozionata molto. L’ambientazione è molto oscura.

Hai illustrato nel 2009 Chat Siamois, una favola nera scritta da Guillaume Bianco. Ma in generale che rapporto hai con le favole?
Ho visto i film Disney come tutti i bambini della mia generazione ed ho amato Biancaneve e Bambi.

Infatti, come nelle favole della Disney, ci sono molti animali nelle tue opere oltre a soggetti prevalentemente femminili.
Perché gli animali rappresentano la forza della natura, ma indicano anche il pericolo.

Le tue bimbe dagli occhi grandi, sempre in pericolo, ricordano la figura di Cappuccetto Rosso, la rappresenterai mai?
Non disegno mai una Cappuccetto Rosso che sia riconoscibile, però è vero, c’è sempre una donna in pericolo, ed il pericolo è maschile, è l’animale, ma allo stesso tempo quello che è pericolo può anche rappresentare ciò che può proteggerla.

Ciou si prende tutto il tempo che le necessita per disegnare il gattino sul nostro libro. Un doppio Ciou1evento quello della mostra e della presentazione del libro. Le sue opere sono ricche e piene di particolari, sceglie prevalentemente il bianco e il nero, ma sa anche caricare l’opera con un colore forte che riporta all’iconografia messicana, come ci ha spiegato personalmente. Un mondo nero dove le bimbe giocano con i serpenti o come Emma Giacinta Muffin, la protagonista di Chat Siamois, i suoi stessi capelli diventano serpenti. I lavori di Ciou torneranno a breve a Roma, il prossimo 16 aprile 2011, per la collettiva The New Lost Generation due sue nuove opere saranno presentate dalla galleria Mondo Bizzarro.

Per una visione completa dei lavori di Ciou rimandiamo al suo sito: www.ciou.fr
Per i prossimi appuntamenti in Italia: www.mondobizzarro.cm, www.mondopop.it

Rossana Calbi
(Si ringrazia Francesca Paolini per aver fatto da traduttrice durante l’intervista)

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