Domenica, 20 Giugno 2010 21:00

Corti in scatola

Scritto da Francesca Paolini
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[TEATRO]

GPPistolaROMA- Dal 1 al 6 giugno il piccolo spazio scenico del Teatro in Scatola di Roma ha ospitato il progetto Officina Teatrale, laboratorio diretto dal critico e giornalista Rodolfo di Giammarco assieme a Laura Novelli e in collaborazione con l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico.

Il progetto parte da un bando per giovani drammaturghi e registi e prevede la messa in scena di spettacoli che si caratterizzano per le tematiche di forte attualità o di attinenza alle dinamiche relazionali dei nostri tempi. Per questa stagione gli ambiti affrontati dagli autori sono stati quelli della pedofilia, da un lato, e dei suicidi giovanili dall’altro. Un impegno certamente “a bassa digeribilità” per il pubblico, portato in scena attraverso il genere del “corto” che condensa – o annulla – l’azione e punta all’intensità emozionale.
All’interno di ogni serata sono andati in scena 13 corti dal titolo Farla finita subito senza aspettare (scene di suicidi giovanili)  e i 10 riuniti in I giovani condannati agli amori forzati (scene di ordinaria pedofilia), creando un dittico di emozioni e sensazioni.

Per quanto riguarda la serie Farla finita subito senza aspettare (scene di suicidi giovanili) il percorso si è aperto con “Cyclette”, storia di un non-rapporto tra fratelli: uno lanciato in bici verso la sua nuova vita di padre, l’altro ormai già all’arrivo del suo percorso anzitempo. All’interno di pochi minuti si dipana il dialogo tra i due, che svela a ritroso le identità e le cause del suicidio. Questo primo flash mostra la chiave narrativa che seguono praticamente anche tutti gli altri: la presenza in scena del giovane suicida che racconta la sua storia tragica in un monologo o, come in questo primo caso, interagendo con chi è rimasto dall’altra parte. La linearità liogico-temporale è bandita e il racconto viene portato avanti come un puzzle di cui ricomporre il disegno. Evidentemente il procedimento giova al genere prescelto, in cui lo spazio lineare del tempo risulterebbe troppo compresso per favorire l’evolversi della storia.
Il successivo corto “Tanti auguri” rappresenta invece la soluzione del monologo, in cui la suicida (Maria Grazia Laurini) analizza le cause che l’hanno portata al gesto estremo: l’indifferenza della madre.
Il rapporto familiare malato o del tutto inesistente è la causa scatenante del malessere nella maggior parte dei testi. Così in “Lei diceva che t’amava” è messa in scena la gelosia di una madre per l’amore della figlia verso il padre-marito, un intenso mini dramma interpretato da una delle attrici migliori dell’intero progetto, Valentina suicidio_1Caimmi. In questo caso la giovane figlia è solo una presenza tra due genitori ormai distanti, che non riesce a redimere il corto circuito della comunicazione con il mondo dei vivi. Ne “La scatola” invece si apre la prospettiva dell’inadeguatezza di fronte al mondo, per cui una giovane fotografa brillante ed effettivamente dotata di ogni qualità non riesce a sostenere il confronto con un mondo che le appare migliore e irraggiungibile: il dramma della morte ha un sapore più amaro poiché nasce dall’incomprensione del proprio io. Il percorso alterna infine scene in cui la ragione del malessere esistenziale e della fine conseguente resta oscura e imbrigliata in un’inabilità alla vita che si staglia sull’angosciosa perdita di senso, senza che si definisca una ragione precisa, come in “Giochi proibiti” che prende il ritmo serrato di una scena cinematografica in stile Tarantino.
Al termine dei corti, allo spettatore resta una serie variegata di suggestioni e domande irrisolte, forse affastellate come le numerose scene-spot cui si assiste, che gli spunti emozionali di volta in volta suggeriti lasciano come uno strascico.

Gli autori: Michele Balducci, Anita Cherubina Bianchi, Valeria Bianchi, Francesca Blancato, Riccardo Calabrò, Francesca De Rossi, Ketty Di Porto, Alessandro Fea, Stella Larotonda.
I registi: Massimo Roberto Beato, Jacopo Bezzi, Elisa Rocca e Valentina Rosati, mentre in scena recitano Francesca Accardi, Valentina Caimmi, Luca Catello Sannino, Antonella Civale, Maria Grazia Laurini, Andrea Paolotti, Odette Piscitelli, Barbara Ronchi, Nicolò Scarparo, Francesco Testa, Carlo Zanotti.
Gli attori: Francesca Accardi, Valentina Caimmi, Luca Catello Sannino, Antonella Civale, Maria Grazia Laurini, Andrea Paolotti, Odette Piscitelli, Barbara Ronchi, Nicolò Scarparo, Francesco Testa, Carlo Canotti.

Francesca Paolini

Letto 1400 volte Ultima modifica il Domenica, 20 Giugno 2010 21:31
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