Giovedì, 26 Maggio 2011 11:45

MUSICA EMERGENTE_ Il tormento nelle vene

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ospitiQuasi agli sgoccioli delle finali primaverili romane del MArteLive, gli artisti sembrano un po’ tutti  in fremente rinnovamento, e con effetto sorpresa si scambiano gli strumenti e fanno di ritmiche ossessive il mood della serata. Come se volessero farci capire qualcosa…

Ad aprire la serata sono due ospiti graditissimi che scaldano il pubblico dell’Alpheus con buone dosi di cinismo e ironia, che spuntano a profusione tra nonsense blues, jazz e ritmiche swing. Sono Giacomo Toni, che dà voce alle sue visionarie filastrocche (e dà rum al piano su cui appoggia il bicchiere), e Marcello Detti che con il suo trombone intesse divertenti e quanto mai visionarie cornici ai teatrali discorsi di Giacomo.
Smodati, incalzanti, pungenti, dai testi e dalle ritmiche incontenibili. Sarcastici, articolano la loro musica su scioglilingua, ripetizioni ossessive, storie di vita comune e utili consigli sulla longevità, lasciando il palco solo dopo averla intrisa per bene di stile, simpatia e quel blues che rimane nell’aria per un po’.

Lasciano il palco al primo gruppo in gara questa sera, alle Shootin’Star. Tre donzelle di seta eshootinstar2 tulle vestite che cambiano totalmente l’atmosfera in sala e la rendono lenta, ovattata e delicata. Si tratta di Francesca Bottaro (batteria e sassofono contralto), Giulia Bottaro (basso, voce, flauto traverso, piano) e Francesca Cricco (voce e chitarre)
e della loro musica ricercata, introspettiva, intima e suadente. Rallentano i battiti del cuore con melodiche amare, a volte aggressive e ripetitive, con ritmiche tribali e ipnotici battiti di mani. Un sound personale che colpisce per le frequenti ombre dark wave e le inflessioni squisitamente blues. La conclusione, tanto per fare un salto onirico nel passato la affidano alla musichetta da carillon di alcuni peluche.
Emergenti-RubbishFactory-02
Un dolce saluto per passare il palco ad una chiave stilistica totalmente differente. Il cambio palco questa volta tocca ai Rubbish Factory, ovvero Gabriele Di Pofi e Marco Pellegrino. Due musicisti che si scambiano chitarra e batteria senza far abbassare mai nell’aria l’ottimo livello di onde in bilico tra grunge e rock. Pezzi brevi ma di una carica incredibilmente avvincente, un bel rock potente che sembra intramezzare quello dei fratelli Gallagher e dei Muse, un sound ricco e coinvolgente tanto da riuscire a rendere in due quello in cui molte band non riescono: far muovere per tutto il tempo, ininterrottamente, il pubblico.

Seguono The Anthony’s Vinyls e la temperatura della theanatonysvinyls2batteria rimane ancora alta con Matteo Lanna e il resto della ciurma: Massimiliano Mattia (voce e chitarra), Matteo Leone (chitarra e voce), Luca Palazzi (basso). Alt rock in cui si intersecano momenti new wave e garage per un mix scatenato che ricorda qualcosa degli Strokes, che infiamma il palco e fa urlare anche qualche ragazza nel pubblico. Mentre i testi schizzano fuori genuini e frenetici tra ritmiche martellanti e chitarre che non risparmiano arriva il momento salutare e passare il palco all’ultimo gruppo.

E si giunge alla fine della serata con i Davidormi. Con loro si ritorna a melodie più tranquille tra Emergenti-DaviDormi-01cantautorato rock, che in momenti goliardici dà vita a mezzi intramezzi etnici, marcate venature pop e forti rimbalzi elettrici. Sono Davide Dormiente (voce),
Nicola De Amicis (basso), Valerio di Croce (chitarre), Luca Benedetti (batteria/percussioni) e Lorenzo Semorile (chitarre). Fanno pesare nell’aria un certo senso di tormento tra batteria e voce che, volutamente ripetitiva, rispecchiano quello stesso tormento della vita quotidiana e la dissolvono tra ballate e giri di basso.

Ecco, forse gli artisti di stasera volevano farci capire bene, ripetendocelo in tante forme e generi che non importa cosa suoni e in che modo, se spacchi strumenti o stai a pizzicare solo una corda per 10 minuti. Per quel pubblico che saprà cogliere un particolare, quel particolare che rassicura o che spiazza, sarà pur sempre spettacolo. Per chi suona e per chi ascolta.

Emiliana Pistillo
Foto di Andrea Febo & Giovanni Buonomo

Letto 1950 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Maggio 2011 12:32