Martedì, 23 Febbraio 2010 21:55

Cambio vita

Scritto da Maria Logroio
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[TEATRALMENTE]

teatralmenteROMA- Si è aggiudicato vincitore come miglior attore e regista emergente di “Schegge d’Autore” Simone Perinelli presentando Cambio vita, di cui è autore e interprete accompagnato sulla scena da Aurora Mascheretti nello spettacolo riproposto al Teatro Tordinona (Roma), dal 17 al 21 febbraio scorso, con la regia di Roberto Belli.

Un titolo che inaspettatamente racchiude un evolversi di accadimenti per “Vincenzo”, personaggio protagonista, che prendono forma e voce sulla scena in maniera ironica e coinvolgente.
Questo spettacolo nasce dall’esigenza di rappresentare scorci di vita quotidiana che riguardano ognuno di noi, intrecciati alla possibilità di ogni essere umano di instaurare un rapporto col divino. Ed è proprio questo intersecarsi di situazioni che dà origine alla pièce che prova a sciogliersi nel simone_perinelli2suo discorrere.
Ma cosa succede se un uomo è insoddisfatto della propria vita?... Prova a cambiarla, no!? Ed ecco che Vincenzo, con occhi vispi inizia a scrutare tra le varie possibilità, cominciando a pensare ad un cambiamento della propria dottrina religiosa, da cui forse spesso dipende il proprio destino. Decide di allontanarsi dal cristianesimo per praticare il buddismo nella speranza di trovare in questa una fede che gli “offra” qualcosa in più e quindi scrive affettuosamente al divino Buddha. Una lettera impregnata di credo fittizio, ma di voglia eterna perché Vincenzo aspira alla reincarnazione.
Ma cosa accadrà?

Dio, che dall’alto tutto vede e tutto ascolta e assumendo non solo le sembianze divine, ma anche di un operatore telefonico interviene, proprio come normalmente farebbe quest’ultimo. Come? Ma chiamando il suo “fedele-cristiano” per fargli una proposta vantaggiosa e fare in modo che non abbandoni la sua fede-telefonica, screditando le altre dottrine.
image002Ma Vincenzo vuole andare a fondo e ascolta tutte le controfferte religiose, per trovare quella che possa dargli serenità, soddisfazioni lavorative, una vita più lunga e chi più ne ha più ne metta. E tutto questo assume le vesti di un paradosso sarcastico e non si sa più se il destino di Vincenzo è aggrovigliato tra volontà divine, operatori telefonici o libero arbitrio.
Per non parlare poi del mondo divino fatto ormai a immagine e somiglianza del mondo terreno...

Un mix di idee, parole e musica che fanno di questa performance una brillante parodia della vita che però, nel sottosuolo scenografico, racchiude una miriade di messaggi subliminali e profondi, che Simone Perinelli camuffa sotto questa maschera che ha la faccia di una serratura senza chiave e sembrerebbe quindi inaccesibile. Ma si sa che i più scaltri trovano sempre una seconda possibilità o, al massimo guardano dallo spioncino.
Uno spettacolo che suggerirei di non perdere alle prossime puntate…

Maria Logroio

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