Mercoledì, 13 Gennaio 2010 22:50

Perché la vera SHOPAHOLIC non deve mai girare da sola!

Scritto da Ilenia Polsinelli
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[DIMODA&DEMODE’]

ileniapolsinelliPeriodo busy per le donne affette dalla shopping mania. Periodo di saldi, periodo in cui ci sentiamo in qualche modo travolti da quell’insolita “o insana” frenesia dell’acquisto a prezzi scontati. Basta fare una passeggiata in città che si torna a casa carichi di buste contenenti oggetti che, a prezzo pieno forse non avremmo mai comprato.

Anche perché le vetrine illuminate a festa e quelle scritte a caratteri cubitali “SALDI” che tanto ci fanno gola sono davvero un momento imperdibile!
Ma si sa lo shopping per molti è una vera ossessione, che travolge, affascina, sovrasta e stordisce ogni impulso che anima il proprio corpo. E allora si acquista di tutto, anche il non necessario, il superfluo, E qualcuno, come lo psicologo Cesare Guerreschi definisce questa categoria di persone, coloro che sono affette dallo shop-a-holics. Ma a cosa è dovuto questa corsa all’acquisto compulsivo? E soprattutto quali sono i fattori scatenanti? Difficile da generalizzare, ma interessante notare che determinate situazioni sia temporali che personali facilitano tale fenomeno.

Complice a volte è la solitudine, la mancanza di affetto o una delusione di amore, allora molti cercano di coccolarsi comprando magari un vestito, una borsa,  piuttosto che delle scarpe per farsi un regalo, per alleviare alcune mancanze, per auto- gratificarsi, per farsi del bene, ma a volte questo stato emozionale assume caratteristiche patologiche. Ovvero, impulso a comprare e addirittura la preoccupazione di dover comprare per forza qualcosa, comprare al di sopra delle proprie possibilità, allo stesso tempo però l’acquisto quasi esasperato dell’inutile porta uno stato di stress latente, interferendo addirittura nei casi più gravi, sul lavoro e sul conto in banca, con evidenti problemi finanziari.
C’è da dire che dopo un’attenta ricerca la categoria di persone affette dallo shopping compulsivo sono soprattutto le donne, anche se il fenomeno è in netta crescita negli uomini.
L’età in cui le donne iniziano a manifestare questa patologia va dai 30 anni ai 40, quindi una fascia di età giovane. Disarmante? Bè non proprio, si calcola che i primi sintomi appaiono intorno ai 20 anni per poi avere il massimo dello sfogo tra i 30 e i 40. 

Se tale disturbo viene sottovalutato o ignorato, rischia di divenire una vera e propria malattia shoppingcronica.
Ma qual è l’identikit  preciso della donna shop-a-holics? La fascia di età individuata 30-40  è determinante, in quanto presuppone un’indipendenza economica ormai conquistata, quindi carta di credito alla mano! Inoltre questa categoria di donne seguono i trend del momento e sono estremamente sensibili al fascino di oggetti come il profumo e prodotti della cura del corpo (motivate anche dal fatto che avanzando l’età, diventa anche una necessità…facis de necessitate virtutem!), per non parlare poi di abiti e accessori. Questa esigenza di acquistare tutto genera stati di ansia, panico, depressione se non viene assecondata immediatamente e l’acquisto determina un soddisfacimento non solo mentale, ma anche fisico. Pare che venga prodotta dall’organismo la dopamina, un neurotrasmettitore che regala una momentanea e passeggera sensazione di appagamento.
La seconda fase è quella post acquisto, ovvero del pentimento, della vergogna e dell’umiliazione per aver nella maggior parte dei casi causato problemi familiari e/o finanziari.

Insomma, sicuramente fenomeni del genere non possono essere sottovalutati soprattutto quando degenerano in vere patologie creando disturbi alla persona e distruggendo, nei casi più estremi, la loro esistenza, ma in generale ci viene da pensare che a partire da una parità ormai raggiunta e consolidata, queste donne sono libere sì, ma libere solo di esplicare la loro indipendenza economica nella ritualità mercificatoria dello shopping compulsivo. È questo ciò che consideriamo trasgressivo? O una limitatezza, in questo caso femminile, di un’apparente e delirante gratificazione o meglio ingannevole mistificazione dello shopping?
A voi l’ardua sentenza, io auguro buono shopping a tutti…

Ilenia Polsinelli

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