Mercoledì, 27 Febbraio 2008 10:08

The tragedy of Macbeth and baby Machbet.

Scritto da Maria Logroio
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Si spengono le luci all'improvviso e il palcoscenico vuoto del Teatro "La Comunità", velato di mistero, sta per svelare una grande storia, facendoci sentire all'unisono, quasi fossimo noi i protagonisti, con il tutto.
Una calda luce, accompagnata da gestualità vive, che rendono palesemente l'idea di ciò che vogliono rappresentare, danno il via al dramma di Shakespear rivisitato dal regista Alberto Di Stasio, che ricopre il ruolo di Macbeth, l'uomo su cui verte la storia.


Di Stasio ovvero Macbeth è in realtà accompagnato da altri personaggi, il cui ruolo non è di secondaria importanza ma la loro cooperazione, sinergia e intesa, non solo dovuta ai ruoli che ricoprono, ma per la loro capacità di calarsi completamente nelle parti, rende lo spettacolo teatrale magico e affascinante e agli occhi dello spettatore fiabesco.
Ritroviamo Luigi Fiore nei panni di Banquo e Luna Romani nelle vesti di Lady Macbeth,che con le loro interpretazioni danno quel sapore e quella incisività allo spettacolo di cui non si potrebbe fare a meno.
Uno spettacolo fatto di profezie, scetticamente ascoltate ma poi accertate,di tragedie umane inizialmente desiderate e volute ma poi sofferte e patite. E ancora, ambizioni, amore, contraddizioni, equilibri in declino e rivendicazioni. Una miscela intrigante di sensazioni ed emozioni,espresse chiaramente dai personaggi,dalle loro interpretazioni vocali ed evidentemente dalle linee dei loro volti.
Questo e non solo,accompagnato da un pizzico di ironia rappresentato con originalità e forza dalle altre attrici presenti sulla scena che figurano in più ruoli.La loro rappresentazione scenica marita onore e riconoscimento come quella dei"protagonisti" e la loro bravura risiede anche nella capacità di essere così abili alla mutevolezza.

Dal 26 febbraio al 2 marzo in via Zanazzo 1 Macbeth vi aspetta.
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