Martedì, 11 Marzo 2008 00:15

Omero, il social network e Alessandro Baricco

Scritto da Eva Kent
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[L'ILLETTERATA]

evakentIl social network e Omero? Direte voi, ma che c’entra? E poi… Alessandro Baricco? Ma di che stiamo parlando?
Il social network, o rete sociale, è un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro oppure ai vincoli familiari.

E cioè colui che, tradizionalmente, viene identificato come l'autore di due capisaldi della letteratura occidentale, e cioè l'Iliade e l'Odissea.

Un network di cultura e conoscenza quindi, che ha ben poco da invidiare ad Internet, e che aveva in più la possibilità di toccare quasi con mano la magia del racconto che si dipana dalla voce di colui che racconta.

Sono una romantica, questo è indubbio. Il fascino dell’oralità mi cattura ogni volta che qualcuno si prende la briga di leggere per me, tanto che, l’idea di Alessandro Baricco di riprendere un libro come l’Iliade, lavorando sulla traduzione molto attuale, in termini di linguaggio, di Maria Grazia Ciani, dividendolo in capitoli, che sono poi le storie in soggettiva dei personaggi, di cercare di mandarlo al grande pubblico (e cioè anche a coloro che non hanno mai preso la maturità classica) presentandolo a teatro con un reading teatrale, bene è stata un’idea che mi ha non solo affascinata, ma ha anche ricevuto tutto il mio plauso.

Bene vi consiglio di leggerlo, perché credo che si tratti di un’opera azzardata, ma ben fatta. Perché credo che la genialità di Baricco risieda principalmente nell’incapacità di vedere dei limiti nella parola scritta e nel desiderio di raggiungere un livello di perfezione del linguaggio sempre più alto. Perché sono sicura che chiunque, leggendo di una guerra avvenuta tanti secoli or sono, si renderà conto che la follia umana non avrà mai fine, ma che un popolo come quello dei greci antichi, potenzialmente raggiunse un livello di civiltà molto più alto del nostro attuale. E poi perché, mi rendo conto che leggere l’Iliade in greco antico creerebbe qualche problema di comprensione del testo, quindi varrebbe la pena cominciare ad avvicinarvisi prendendo questa scorciatoia…

A. Baricco, Omero, Iliade, Feltrinelli (163 pagine, € 6.50)

Certo di questo bardo, poeta, vate, vissuto probabilmente nell'VIII secolo a.C., si sa in realtà ben poco: nessuno dei dati fornitici dalla tradizione biografica antica ci consente affermazioni anche solo possibili per stabilire la reale esistenza storica di Omero. Anche per queste ragioni, la critica ha ormai da tempo quasi generalmente concluso che non sia mai esistito un distinto autore di nome Omero a cui ricondurre nella loro integrità i due poemi maggiori della letteratura greca. Ciò che resta è l’idea del bardo come colui che ha sollazzato le umane genti, raccontando loro storie e prodigi di uomini e di dei. Proprio come accadrà nel Medioevo quando trovieri e trovatori si prodigheranno in viaggi da una corte all’altra per divulgare le loro storie d’amore, guerra e magia.E allora mi è venuto in mente che, forse nell’antichità l’unico tipo di rete sociale letteraria poteva essere quella dei cosiddetti bardi, e qui entra in ballo Omero.
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