Sabato, 14 Maggio 2011 11:24

Billy Bragg, lotta e rivoluzione a una T-Shirt di distanza

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Billy Bragg al Circolo degli Artisti Billy Bragg al Circolo degli Artisti Foto di Roberto Panucci

ROMA- Per molti, quella di mercoledì 11 maggio è stata una serata da dedicare al famigerato terremoto capitolino. Strade deserte, esodi misteriosi, nuove amicizie tra vicini di casa nel punto di raccolta d’emergenza del proprio condominio. Tutti ad attendere qualcosa che non c’era, qualcosa di temuto, ma forse anche in parte desiderato.

Un terremoto del resto è una piccola Apocalisse, una sottesa rivoluzione. Una sovversione dell’ordine naturale delle cose, che per troppo tempo ha ristagnato fino a far marcire la realtà circostante. Simile per certi versi all’attesa manifestata al Circolo degli Artisti da Billy Bragg e dai suoi fan, che da quasi trent’anni non fanno che sperare in un grande balzo in avanti. Un balzo da parte della nostra società, da parte di tutto l’Occidente, da parte di quella porzione di mondo che ha sin troppo investito nel credo del Capitalismo. “Bush ha da sempre parlato di difendere la democrazia capitalista, ma la verità è che queste sono due parole che messe assieme non billybragg_3hanno senso! Sono un ossimoro pari a Intelligenza Militare, o a Bunga Bunga”.
Del resto Billy Bragg è fatto così: un uomo d’altri tempi con dei modi di fare d’altri tempi. E una tipica ironia inglese vecchio stampo. La sua scuola è quella del Combat Rock dei Clash, ma anche del cantautorato folk post dylaniano: un mix di pop e politics fuso al bisogno musicale di aggregazione e risveglio della coscienza di classe. Bragg è il One Man Band del punk folk, a metà tra l’irriverente e il socialista, che un giorno può cantarti dell’autoerotismo dedicato a Ingrid Bergman, e il giorno successivo ti parla delle recenti battaglie di Barking, sua città natale, contro la seduzione neofascista. “Ogni generazione- spiega- ha l’obbligo di trovare un suo metodo per battere il fascismo che la attanaglia. Il nostro più grande nemico è il cinismo che c’è dentro e intorno a noi. C’è cinismo ovunque ormai, persino il vostro Primo Ministro non fa che rivendervelo. Per rendere il mondo un posto migliore, la prima cosa che dovete fare, da subito, è quella di ricominciare a vedere il bicchiere mezzo pieno”.

Ed è proprio come one man band che si presenta sul palco del Circolo. Solo lui e la sua chitarra, in totale semplicità. Eppure i ritmi sono serrati, il pubblico canta a squarciagola e ride senza annoiarsi un minuto. Pezzi come “A Lover Sings” e “Greetings To A New Brunette” diventano un corale tra pubblico e autore,  fondendo la piacevolezza dell’esperienza live con la semplicità di una canzone intorno al fuoco. A influenzare molti dei suoi recenti lavori è la figura di Woodie Guthrie, uno dei primi alfieri del folk statunitense. Le cover di “Way Over Yonder In The Minor Key” e “Ain’t Got No Home” sono forse le track più intense del suo ultimo lavoro. “In America ormai non fanno altro che porre Guthrie su un piedistallo. E questa è la cosa più sbagliata che ci sia, perché Woodie era un iconoclasta”.

billybragg_10“I Keep Faith” e “There is No Power Without A Union”, non fanno che ribadire il concetto. “Il mio lavoro qui è farvi capire che non siete soli. Molti di voi torneranno a casa e ricominceranno con la loro solita vita, convinti che le cose non cambieranno. Ma la verità è che non siete da soli, è il mio lavoro è proprio quello di collegare ognuno di voi, in ogni città, in ogni piazza”. Il grande balzo in avanti, il Great Leap Forward di cui cantava nel 1988 non è ancora arrivato, nè per la Cina comunista dell’epoca, nè per noi. Gli ideali vigenti erano quelli sbagliati, tanto per il regime totalitario asiatico quanto per il nostro. Lì la povertà era mascherata da un popolo costretto a cantare all’unisono, qui la maschera somiglia allo smiley degli anni ’80, e il capitalismo ci porta ad acquistare all’unisono. Ma come canta lo stesso Billy, usando tutta l’ironia di questo mondo, “unisciti alla battaglia finché puoi, la rivoluzione è solo a una T-Shirt di distanza”.

TRACKLIST
- The World Turned Upside Down
- To Have And To Have Not
- A Lover Sings
- Tomorrow's Going To Be A Better Day
- Greetings To The New Brunette
- I Ain't Got No Home
- Ingrid Bergman
- Way Over Yonder In The Minor Key
- NPWA
- Sexuality
- Everywhere
- The Battle Of Barking
- The Saturday Boy
- There Will Be A Reckoning
- The Milkman Of Human Kindness
- Levi' Stubbs Tears
- I Keep Faith
- There Is Power In a Union
- Last Flight To Abu Dhabi
- Tank Park Salute
- New England 

Giampiero Amodeo
Foto di Roberto Panucci

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