Mercoledì, 29 Aprile 2015 14:09

SZIGET FESTIVAL, PARLA ETTORE FOLLIERO

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L’edizione 2015 del Sziget Festival potrà contare su una folta rappresentanza italiana tra gli artisti: Après la Classe, Fast Animals and Slow Kids e Lo Stato Sociale.

L'appuntamento imperdibile è a Budapest dal 10 al 17 agosto sull’isola di Obuda, un cuore verde adagiato sul Danubio. Dopo il sold out del 2014 gli organizzatori hanno promesso un allargamento dell’area per provare a superare le oltre 415.000 presenze registrate nell’anno dei record. 

Abbiamo raggiunto Ettore Folliero, a capo de L'Alternativa di Bari, responsabile del Sziget Italia per fare due chiacchiere a 360°.

Com’è nata l’idea di spenderti per la musica?

E’ stata una casualità, è stato un concatenarsi si episodi che hanno sviluppato un know how spontaneo. Ricordo che il primo esperimento fu quello di prendere in affitto uno scantinato sotto il palazzo dove vivevo a Bari. Lo affittammo con altri amici del cortile e in qualche settimana divenne un luogo abusivo di festini da 2/300 persone. Il problema più grosso è stato che non c’erano bagni e il cortile si trasformava in un pisciatoio vero e proprio. Però devo dire che mio padre non si incazzava troppo perché in effetti mi diceva di non esagerare, ma mi chiedeva come secondo me avremmo potuto risolvere la questione del bagno e magari dell’insonorizzazione. Credo che nella fase dell’adolescenza sia giusto combattere contro i propri genitori ma se si scorge un barlume di approvazione per quello che si fa, prima o poi viene la voglia di dimostrare che quello che sembrava essere una strada intrapresa maluccio può diventare qualcosa di buono. 

Dal 2004 con il contest ti occupi anche di selezionare gli artisti emergenti italiani per il Sziget.

Cosa pensi della situazione italiana della musica emergente?  

Credo che stia evolvendo. Probabilmente non siamo mai stati così indietro rispetto al resto d’Europa ma forse sono mancati gli strumenti per imporsi e farsi scoprire. Ad ogni modo dal 2004 ad oggi la qualità generale è cresciuta in una maniera che non avrei mai immaginato tanto che l’anno scorso parlando con un collega di Budapest mi ha confessato che di tutti i vincitori europei la band italiana era quella che sembrava la migliore. L’anno scorso hanno passato la finale i SICA e confermo che sono molto bravi. 

C’è qualche artista o band che negli anni hai ritenuto particolarmente interessante?

Ho amato il concerto dei Bud Spencer Blues Explotions quando li abbiamo portati al Sziget nel 2012 sul primo esperimento del Puglia Sounds Mambo Stage. Oppure credo che gli Amycanbe abbiano un ottimo gusto nel proporsi. Ma di band emergenti ne ho ascoltate tantissime ed alcune mi hanno fatto venire voglia di continuare a lavorare in questo ambito. Per esempio i Moseek l’anno scorso mi hanno trasmesso una bellissima emozione. Ad ogni modo la musica è prima un fatto soggettivo che obiettivo. Tra gli artisti “main stream” italiani non ho particolari preferenze.

Cosa è cambiato a livello organizzativo da quando non c’è più in Puglia Sounds Mambo Stage?

Nel nostro lavoro si lavora per tasselli. Non possiamo avere troppo tempo e spazio libero perché ci fa sentire prossimi alla morte. L’anno scorso abbiamo migliorato il Puglia Village con altre partnership ma nel frattempo abbiamo collaborato per la realizzazione della line up dello Europe Stage. Abbiamo approfittato per avviare piccole nuove collaborazioni che probabilmente in questo anno cresceranno e apriranno altre strade che accelereranno in altre direzioni. 

Quali sono le novità di quest’anno?

Sul terrazzo del Puglia Village stiamo sviluppando la possibilità di ospitare alcuni showcase che saranno ripresi e post prodotti per fornire un “live at Sziget” di qualità alle band che ospiteremo. Questo in aggiunte alle solite attività che porteremo avanti in questo spazio che strizza l’occhio alla cultura italiana e pugliese. Ma noi non lavoriamo solo con il Sziget e abbiamo ripreso a produrre alcuni concerti anche in Italia.  

Oltre che per lo Sziget Festival collabori anche con l’Home Festival per la selezione dei nuovi talenti: in cosa pensi differiscano queste due realtà e cosa invece pensi le accomuni?

L’Home Festival se pur alla sua quinta edizione (credo) si può ritenere giovane e soprattutto un nuovo apripista dopo anni di buio italiano in fatto di eventi simili. Le differenze sono tante ma è anche naturale che ci siano. Parliamo di budget molto diversi ma questo è un dettaglio che con il tempo e lavorando sodo come già fanno gli organizzatori, sarà colmato. Certamente lo spirito del pubblico è molto simile a quello che viviamo durante il Sziget di Budapest. Si coglie un’armonia che non è scontata in un evento così grande come anche l’Home è. 

Ti va di raccontarci un aneddoto della tua esperienza allo sziget?

Io ho vissuto il Sziget prima da spettatore e poi da interno all’organizzazione. Di aneddoti ce ne sarebbero tanti come la miriade di volte in cui si tornava in tenda ed era già occupata da qualche amico/a in compagnia che aveva perso l’orientamento. Oppure l’anno della mia prima edizione in pratica non dormì per circa 3 giorni. Ero assolutamente sconvolto da quello che stavo vivendo. Svenni e mi ritrovai in tenda. Non ho mai saputo chi mi ci portò. Non assumevo droghe sia chiaro, ero sotto l’effetto dell’adrenalina. Oppure quando uno dei Prodigy fermò il furgoncino per venire in bagno nella zona di campeggio che stavamo gestendo. Oppure quando sotto il palco di Jovanotti (nella mia seconda edizione) preso dell’entusiasmo gli dissi I’m from Italy e lui mi abbraccio e tutto fu ripreso dal maxi schermo e non ho mai capito perché glielo dissi in inglese  Le ragazze ungheresi vicine, fan di Jovanotti, pensarono che fossimo amici e mi fece gioco quel pomeriggio . Sono stupidate siamo d’accordo, ma in quel momento e in quel posto tutto viene percepito con un milione di emozioni in più!

C’è qualcosa di nuovo in cantiere? In cosa ti vedremo prossimamente?

Al momento sono impegnato anche con un nuovo progetto avviato con alcune realtà del territorio barese. Abbiamo dato vita al Collettivo B.A.S.E. con il quale abbiamo iniziato ad organizzare in condivisione eventi musicali. Per il momento ci siamo divertiti con i FASK, i Verdena, I Blonde Redhead e Colapesce. L’unione è fondamentale e questo collettivo è qualcosa in cui vale la pena credere. In più stiamo cercando di approfondire la collaborazione con l’Home Festival. Vedremo che succede.

 

Azzurra Funari

 
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