Giovedì, 12 Marzo 2009 00:18

L'irrefrenabile e pazza voglia di...acquistare!

Scritto da Ilenia Polsinelli
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[DIMODA&DEMODE']

ileniapolsinelliChi di voi non si è sentita per un solo istante Rebecca Bloonwood? Sì proprio lei, la giovane giornalista in erba protagonista del film appena uscito nelle sale di tutta Europa I love shopping (del regista P.J. Hogan) ossessionata dalla shoppingmania!
Vi starete chiedendo, ma cosa c’è di più bello per una donna dello svaligiare senza limiti le boutique più glamour della città?

Nulla mie care Fashion Victims, ma il problema subentra nel momento in cui, il semplice piacere assume la parvenza inarrestabile di una vera e propria droga, rischiando di essere incalzate da debiti e perdere magari l’occasione unica della propria vita.

Rivendicando forse una madre che acquistava tassativamente in saldo, la protagonista sfoga tutta la sua repressione cronica nello shopping impazzito della 5th Avenue di New York, facendosi piacevolmente adulare da manichini griffati che si muovono invitandola ad entrare e sedurre magari da una sciarpa di seta piuttosto che da una borsa Gucci. È così che la protagonista vive il suo rapporto con lo shopping, un rapporto fatto di ammiccamenti, adulazioni in cui alla fine la passione prende il sopravvento portando Becky all’autodistruzione.
La protagonista rappresenta l’apologia dello spendere, del piacere intrinseco di consumare soldi in un negozio, di un linguaggio comune solo a pochi mortali del cosiddetto “pradese”, divino direi…
Allo stesso tempo, ironia della sorte, proprio lei, la protagonista, si ritrova a gestire una rubrica sul risparmio in un giornale di finanza. Proprio lei, cerca di spiegare agli americani come in un momento di crisi mondiale, attraverso la metafora dello shopping, si possa fare economia (assolutamente naif…).
Paradossale, materialista, immorale, neanche il partecipare ad una terapia di gruppo per disintossicarsi dallo shopping o essere vittima delle continue minacce di un impiegato del recupero crediti riescono a frenare questo desiderio compulsivo. Come ogni commedia americana, c’è un lieto fine e la protagonista ne uscirà positivamente senza pagarne le conseguenze.

Ammettiamolo pure, certo non sarà un film che rimarrà nella storia del cinema, ma le battute tipiche della protagonista come “l’intimo è un diritto inalienabile della propria vita…”, oppure “un uomo non ti starà mai bene addosso come un vestito…” o anche “un uomo non potrà mai essere cambiato dopo una settimana come un maglione di cachemire…”, sono davvero esilaranti, strappandoci un sorriso anche se per certi versi amaro.
Film che scollega per circa due ore il cervello in quanto è facile immedesimarsi nel personaggio principale, anche perché, diciamolo pure, in ognuna di noi c’è una Rebecca Bloonwood che fa capolino ogni volta ci troviamo dinanzi alla vetrina di un negozio glamour. Dipendenza da shopping? Condotta immorale? Salviamo il salvabile, un gradevole vezzo che in determinati momenti gratifica l’umore e ci fa vivere anche se per poco il sogno di ricominciare a spendere, importante è non trascendere troppo violentemente dalla realtà e soprattutto dalla carta di credito!

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