Lunedì, 02 Maggio 2011 09:31

L’opacità di Eco Nuel

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[MUSICA]

9ROMA- Una donna può essere allo stesso tempo candido angelo e spietata femme fatale? A quanto pare sì. Eterea, languida, impetuosa e travolgente. E’ Eco Nuel, la cantautrice calabrese che l’8 aprile scorso ha cominciato l’Almost White Tour nella capitale, a Le Mura (San Lorenzo), per presentare il suo primo lavoro discografico da solista e per mostrarci le sue nove sfaccettature.

In nove tracce, infatti, Eco Nuel riassume in nove stati d’animo e nove personaggi differenti l’essere della donna alla ricerca dell’equilibrio fra opposti (bene e male, bianco e scuro, gioia e dolore), ecco il perché del nome del disco in presentazione, Almost White, già un’ottima introduzione di quel vedo-non vedo musicale.
Abbracciando di volta in volta ognuna delle nove sfaccettature Eco ipnotizza, tra le luci calde del locale, per bellezza e per grande qualità. Da donna dura si fa desiderare e non si concede molto tempo per interagire con il suo pubblico e saluta solo dopo 20 minuti di una sonorità che ipnotizza, inevitabilmente, a sua volta. Una più che collaudata armonia di strumenti quella che lega la cantautrice ai suoi due compagni di viaggio, che come lei hanno calcato i palchi sotto il nome di Proteus 911, ottima formazione che li ha resi ben noti a chi simpatizza con i Giardini di Mirò, e che più che un lavoro solista rendono questo Almost White in versione live quasi una sua riproposizione obliqua e meno bisbigliata.

Passione e serietà sul palco, tra la chitarra e i suoi effetti di Massimiliano Gallo, Cristian Motta in ottima forma a martellale sulla batteria, e la splendida Eco Nuel a distribuire grazia tra piano e voce, rendendo il lavoro di grande qualità, anche se live, una strana sostanza liquida capace di passare tra gli umori più estremi.
Un’ora breve ma intensa, e mai frase fatta e cristallizzata fu più realistica. Un quasi bianco che avvolge, post-rock schizzato, come su una tela, di leggero dark. La dolcezza di Eco ci fa tornare alla mente i Nouvelle Vague e allo stesso tempo quella sua ombra di inquietudine ci fa riaffiorare Nick Cave. Non c’è che dire, davvero un ottimo inizio: una candida freschezza atmosferica che non può che fare bene alla scena cantautorale nostrana.

Emiliana Pistillo

Letto 4225 volte Ultima modifica il Lunedì, 02 Maggio 2011 09:39