Domenica, 31 Gennaio 2016 10:40

Artisanal Intelligence: giovani artigiani della moda per Altaroma

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A.I. Artisanal Intelligence, progetto nato all’interno di Altaroma, a cura di Clara Tosi Pamphili e Alessio de’ Navasques, anche quest’anno, mette in mostra talenti o opere sartoriali per promuovere le migliori realtà artigianali italiane e internazionali.

Per questa quinta edizione, ospitata all’Ex Dogana in via dello Scalo S. Lorenzo, presenta presenta “Body for the Dress”, esposizione ad accesso libero per tutti i giorni della kermesse.
Il rapporto fra il corpo e l’abito, il tentativo di individuare il punto di contatto fra l’essere umano e il suo vestito: deformazioni, trasparenze, silhouette come documenti di una relazione appassionata.
In uno spazio postindustriale, da poco rianimato ma ancora in stato di abbandono, su pavimenti e muri che portano le tracce della memoria dell’antica Dogana di Roma, tre giovani artisti interpretano queste corrispondenze tra corpo e abito: Thomas De Falco lavora sull’idea archetipica di vestito, Sacha Turchi sulla struttura e Paolo Roberto D’Alia sul significato stesso che la moda ha nel sistema industriale, ma anche nel nostro quotidiano. Nei grandi ambienti dialogano così, come merci e come documenti, i lavori di fashion designer, artigiani e artisti: oggetti e opere come i manichini del video dell'Istituto Luce del 1941.

Ogni interprete esprime il suo rapporto creativo con il corpo dai bustini di Brighenti, nome storico della lingerie romana, alle giacche usate come segni da Roberto D’Alia.

Continua la presenza delle scuole con IUAV di Venezia e Accademia Costume e Moda. E in un clima di scambio e di collaborazione internazionale oramai consolidato, quest’anno A.I. ospita quattro designer stranieri tra cui l’inglese Úna Burke, vero elemento di sintesi, che ha già collaborato con Lady Gaga e Madonna e per i costumi di Hunger Games.

www.artisanalintelligence.it

I DESIGNER

Admater
Lavinia Fuksas e Alessandro Grimoldieu presentano una collezione di gioielli nelle tre declinazioni dell’oro rosa, argento e bronzo e raccontano amore, fertilità e passione attraverso la geometria del modulo triangolare, come simbolo sacro di perfezione e armonia.

Uncommon Matters
Amélie Riech una formazione da architetto cresciuta fra Parigi e Berlino. Il gioiello per lei è un mix di eleganza e ingegneria realizzata con metodo artigianale. Un accessorio che contiene idee ma anche vere e proprie essenze per creare esperienze olfattive oltre che di decor. Grazie al suo alto livello di “artigiana contemporanea” ha collaborato con aziende come Paco Rabanne, Christofle e altri brand del lusso.

Gall
Un abbigliamento per uomini e donne che non si limitano a schemi precostituiti. Limitless tribe è stato inventato nel 2013 da Justin e Chiara, due giovani designer, veri globetrotter, che traggono ispirazione da tutto quello che li circonda.

Kofta
Borse scultura, la pelle piegata sulla forma come un involucro perfetto per contenere un concetto. Ogni collezione appare come una installazione, la pelle è cruda e ogni borsa sembra si plasmi sul corpo come una memoria ancestrale e un oggetto del futuro.

Melampo
Camicie bianche come origami e fogli di progetto. Abiti che Lulù e Anna Poletti inventano forti della formazione in architettura al Politecnico di Milano, unita alla passione per l’arte e la fotografia. Il brand nasce sulla tradizione solida di una azienda di famiglia e sul perfezionamento della modellistica per creare un’immagine competente e contemporanea.

Ladina Steinegger
Fashion textile designer svizzera, con base operativa in Italia, Ladina Steinegger ha lavorato da Ratti sviluppando progetti di stampa tradizionale e digitale per brand come Givenchy, Lanvin e Balenciaga.
L’ispirazione per i pezzi in mostra deriva dall’arte concreta brasiliana di fine anni ‘50 e gioca su cromatismi riprodotti su sete e nylon trasparente per evidenziare l’effetto delle sovrapposizioni.

Pugnetti Parma
Designer artigiano, Filippo Pugnetti è l’inventore di una forma nuova, ma con radici tradizionali, per borse che realizza con l’esperienza della modellistica dei maestri, soprattutto quelli degli anni ‘50 che impostavano prototipi e cartamodelli prima di disegnare. Arriva alla sua produzione dopo esperienze per Laura Buccellati e Chloé.

Sadie Clayton
Gli abiti e sculture della designer inglese Sadie Clayton trovano ispirazione in una personale spiritualità che la porta a indagare sulle forme di pietre o cristalli, nel concetto di tempo e spazio. Archetipi che vengono riportati ad una vita reale grazie all’uso delle stampanti 3D. Ha già collaborato con Skin, Fleur East e il fotografo Mark Lebon.

Úna Burke
Úna Burke realizza accessori/abito che si presentano come corazze di pelle tinta con colori vegetali, costruite con sapienza geometrica. Borse, cinture e corpetti scultorei che trovano spazio nel mondo dell’arte e in quello del fashion. Ha collaborato con Madonna e Lady Gaga e lavorato nel cinema per i costumi di Hunger Games.

ARTISTI

Paolo Roberto D’Alia
“Numero idoneo di profeti minori”
Semplici giacche nel lavoro di Paolo Roberto D’Alia assumono un’altra identità come numerosi oggetti del quotidiano spesso poco considerati. Cose invisibili nel ruolo ordinario diventano segni straordinari se rielaborati e allestiti in modo da creare per loro una nuova vita: corpi reinventati dalla deformazione che li ripropone in una nuova dimensione.

Sacha Turchi
“Bryonia”
Giovanissima ma matura artista, Sacha Turchi lavora sperimentando materie organiche come una scienziata che cerca una soluzione. L’opera in mostra è un ibrido che muta da colonna vertebrale a treccia, sintesi del femminile che racconta la trasmissione dell’essere di generazione in generazione. Cultura e individualità si sostengono sul nostro centro dell’equilibrio, la colonna vertebrale.

Thomas De Falco
Thomas De Falco è un artista-inventore di nuove storie, dall’installazione alla performance, per raccontare il rapporto del corpo con l’abito involucro e radice. L’installazione del grande abito in mostra è stata già presentata alla Triennale di Milano e indossato da Benedetta Barzini per una performance. Disegnato da De Falco e realizzato da Paolo Di Landro.

 

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