Vorrei che l'arte in tutte le sue forme, i suoi volti, le sue multiple sfaccettature, con le sue note, i suoi alti e i suoi bassi, con i suoi colori o il solo contrasto bianco e nero, comunque essa sia e decida di essere, vorrei che non fosse, nè diventasse mai scontata. Vorrei che le sue linee, che siano curve, diritte, incrociate o parallele, continue o disgiunte seguissero una direzione, e qualunque essa sia, qualunque sia il suo percorso e il mezzo che decide di utilizzare, vorrei che lasciasse la sua impronta indelebile.
Vorrei che l'arte in tutte le sue forme, i suoi volti, le sue multiple sfaccettature, con le sue note, i suoi alti e i suoi bassi, con i suoi colori o il solo contrasto bianco e nero, comunque essa sia e decida di essere, vorrei che non fosse, nè diventasse mai scontata. Vorrei che le sue linee, che siano curve, diritte, incrociate o parallele, continue o disgiunte seguissero una direzione, e qualunque essa sia, qualunque sia il suo percorso e il mezzo che decide di utilizzare, vorrei che lasciasse la sua impronta indelebile.
Ed ora viene il bello! In tutti i sensi. Con la bella stagione, l’arte e la cultura escono fuori dalle stanze chiuse dei teatri o dei club, o dei più semplici locali o cantine per affacciarsi e mostrare il proprio fianco alle stelle e alla luna.
E anche le amministrazioni pubbliche si accorgono dell’esistenza degli artisti e capiscono in questo periodo dell’anno che anche l’arte ha un costo, seppur sempre in ribasso. E la curiosità nasce in particolare per le amministrazioni che hanno cambiato la guida come quella di Roma.
Ed ora viene il bello! In tutti i sensi. Con la bella stagione, l’arte e la cultura escono fuori dalle stanze chiuse dei teatri o dei club, o dei più semplici locali o cantine per affacciarsi e mostrare il proprio fianco alle stelle e alla luna.
E anche le amministrazioni pubbliche si accorgono dell’esistenza degli artisti e capiscono in questo periodo dell’anno che anche l’arte ha un costo, seppur sempre in ribasso.E la curiosità nasce in particolare per le amministrazioni che hanno cambiato la guida come quella di Roma.
Ce n’è sempre una, in questi giorni di delirio post elettorale! L’ultima nella Capitale, in cui l’opera artistica promossa da qualcuno, finisce per essere un obbrobrio per qualcun altro.
Al di là del giudizio estetico oggettivo, la prima cosa che ci viene da domandarci è se, veramente, buttare giù o no quattro muri, costatici cari proprio a noi elettori qualche anno fa, sia una priorità “seria”.
Ce n’è sempre una, in questi giorni di delirio post elettorale! L’ultima nella Capitale, in cui l’opera artistica promossa da qualcuno, finisce per essere un obbrobrio per qualcun altro.
Al di là del giudizio estetico oggettivo, la prima cosa che ci viene da domandarci è se, veramente, buttare giù o no quattro muri, costatici cari proprio a noi elettori qualche anno fa, sia una priorità “seria”.
Siamo nati così, almeno noi: sorridendo, senza prenderci troppo sul serio e sperando che il nostro sogno potesse crescere e diventare realtà. Sarà per questo che poi ci siamo sentiti più forti, ogni giorno più caparbi e determinati. Ridere è fonte di vita, di miglioramente e tanto bello sarebbe se lo imparassero anche tutti i politici del globo terrestre, o tutti coloro che della loro aura di serietà hanno fatto un vestito cucito addosso.
Siamo nati così, almeno noi: sorridendo, senza prenderci troppo sul serio e sperando che il nostro sogno potesse crescere e diventare realtà. Sarà per questo che poi ci siamo sentiti più forti, ogni giorno più caparbi e determinati. Ridere è fonte di vita, di miglioramente e tanto bello sarebbe se lo imparassero anche tutti i politici del globo terrestre, o tutti coloro che della loro aura di serietà hanno fatto un vestito cucito addosso.
Pare che le cifre quest’anno parlino chiaro: un milione di ragazzi in Piazza San Giovanni a Roma per il mega- concerto del 1 Maggio, organizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Un inno al rock italiano e un richiamo da parte della Festa dei Lavoratori che si festeggia in tutto il mondo civile.
Subsonica, Afterhours, Tiromancino, Baustelle, Marlene Kuntz, Piero Pelù, Irene Grandi, Max Gazzè, Caparezza, Tricarico, Ascanio Celestini, Marco Conidi, i vincitori del concorso Primo Maggio Tutto l’Anno, tra cui ricordiamo il mitico Chiazzetta,
Che dire sull’ondata che ci ha travolto in settimana? Il concerto dei Gogol Bordello? Anche! Ma il maggior bordello eccolo qua: le nostre care elezioni. Ogni anno ci tocca!
Sondaggi, exit poll e poi risultati e numeri, numeri, numeri… Quest’anno almeno subito si è capito il risultato elettorale e la nottata vissuta sull’onda dell’indecisione è stata piuttosto breve. C’è di nuovo lui, (il Gran Maestro) a settantantrè anni suonati a dirigere l’Orchestra.
Un’Orchestra fatta da musicisti per lo più già ascoltati varie volte. Un’Orchestra che dovrà affrontare molti problemi come ricorda il suo Gran Maestro.
Che dire sull’ondata che ci ha travolto in settimana? Il concerto dei Gogol Bordello? Anche! Ma il maggior bordello eccolo qua: le nostre care elezioni. Ogni anno ci tocca!
Sondaggi, exit poll e poi risultati e numeri, numeri, numeri… Quest’anno almeno subito si è capito il risultato elettorale e la nottata vissuta sull’onda dell’indecisione è stata piuttosto breve. C’è di nuovo lui, (il Gran Maestro) a settantantrè anni suonati a dirigere l’Orchestra.
Un’Orchestra fatta da musicisti per lo più già ascoltati varie volte. Un’Orchestra che dovrà affrontare molti problemi come ricorda il suo Gran Maestro.
Nei giorni precedenti le elezioni, quello che ci ha stupito è stato il grande movimento popolare delle rete che, tra estratti di articoli di giornale e consigli popolari e personali, ha cercato in ogni modo e con ogni mezzo di far tornare agli italiani indecisi e delusi la volontà di esercitare un diritto/dovere inalienabile, quale quello del “voto”.
Andando oltre la propria posizione politica, il messaggio, per tutti, è stato chiaro: votate, votate e votate. Esprimete il vostro parere, non allontanatevi dalla politica, perché la politica è sì di coloro che governano, ma, in una democrazia (dal greco demos = popolo e kratìa = potere) è il popolo la vera politica e così deve continuare ad essere, nonostante il debito pubblico, le proposte di legge anticostituzionali e nonostante il Governo rappresenti sempre meno le vere volontà della gente comune.
Siamo partiti da Marinetti e dal suo Futurismo di inizio secolo scorso e siamo approdati al presente di Rosso Trevi.
Siamo lontani dal voler a tutti i costi esprimere un’opinione positiva e negativa sui gesti estremi e sulle estremizzazioni dei gesti per attirare l’attenzione o per svegliare le coscienze: la nostra non è una valutazione politica o antropologica, ma solo l’apertura dello spazio mentale alle proposte di una mente altrui, perché tutto ciò che nasce nella coscienza e si manifesta agli altri in una espressività più o meno coincidente con i nostri gusti, o anche solo che ci incuriosisce e ci impone delle domande è una manifestazione d’arte in potenza. Da qui gli approfondimenti.
Siamo partiti da Marinetti e dal suo Futurismo di inizio secolo scorso e siamo approdati al presente di Rosso Trevi.
Siamo lontani dal voler a tutti i costi esprimere un’opinione positiva e negativa sui gesti estremi e sulle estremizzazioni dei gesti per attirare l’attenzione o per svegliare le coscienze: la nostra non è una valutazione politica o antropologica, ma solo l’apertura dello spazio mentale alle proposte di una mente altrui, perché tutto ciò che nasce nella coscienza e si manifesta agli altri in una espressività
Potremmo raccontarvi che la scelta del tema di questa settimana, sia da imputare al rapporto stretto tra l’arte e la seduzione dell’arte. Oppure che la seduzione sia strettamente legata all’arte in maniera endemica, perché non può esistere l’una senza l’altra. E invece no! La realtà è un’altra. La nascita del nostro argomento della settimana nasce da altro.
Potremmo raccontarvi che la scelta del tema di questa settimana, sia da imputare al rapporto stretto tra l’arte e la seduzione dell’arte. Oppure che la seduzione sia strettamente legata all’arte in maniera endemica, perché non può esistere l’una senza l’altra. E invece no! La realtà è un’altra. La nascita del nostro argomento della settimana nasce da altro.
In attesa della Pasqua, anche per riflettere un po’ siamo andati ad assistere ad una serata particolare. Di quelle che non ti capita di vivere troppo spesso.
Di solito una serata tributo viene organizzata per qualche artista, poeta, pittore, musicista che sia, giunto già da un po’ alla fine dei suoi giorni. Invece stavolta è diverso. Il Circolo degli Artisti di Roma, martedi sera 18 marzo ha visto alternarsi sul palco le migliori espressioni artistiche della scena romana indipendente: Tetes de bois, Momo, Collettivo Angelo Mai, Riccardo Sinigallia, Raffaella Misiti + Stefano Scatozza (Acustimantico), Luca de Nuzzo + Andrea Pandolfo, Alessio Bonomo. , Filippo Gatti e Giulia Anania, Rocco PapaleoA tenere le fila della serata un Andrea Rivera particolarmente in forma.
Ce lo siamo chiesti. E ci siamo risposti: libertà.
Libertà per una cultura quanto mai decadente che affiora ad ogni piè sospinto dalle grandi major, che non ci offrono mai una vera alternativa al mercato culturale vigente.
Libertà di esprimere una passione, una forma artistica, un ideale, senza vedere il tutto vanificato senza rimedio dalla necessità di dover vivere, ora e subito, senza mezzi e senza possibilità.
Libertà di parola di fronte ai meccanismi ben oleati che ci impongono una strada battuta, ma di qualità, a volte, discutibile.
Ce lo siamo chiesti. E ci siamo risposti: libertà.
Libertà per una cultura quanto mai decadente che affiora ad ogni piè sospinto dalle grandi major, che non ci offrono mai una vera alternativa al mercato culturale vigente.
Libertà di esprimere una passione, una forma artistica, un ideale, senza vedere il tutto vanificato senza rimedio dalla necessità di dover vivere, ora e subito, senza mezzi e senza possibilità.
Libertà di parola di fronte ai meccanismi ben oleati che ci impongono una strada battuta, ma di qualità, a volte, discutibile.
...E se la sorpresa non fosse ciò che ti aspetti? E se la sorpresa non fosse in realtà una sorpresa ma una delusione? E se non ci fosse alcun effetto sorpresa? E se qualcuno le sorprese non le ama?
Insomma... Non è detto che tutto ciò che ti ritrovi a vedere, sentire, ascoltare sia come tu vuoi!
Che sia uno spettacolo teatrale, che sia un dipinto, una foto,un libro, un concerto o qualsivoglia evento, non è detto che riesca a suscitare un'emozione, una sensazione, un sentimento. Non è detto che riesca a farti rivivere momenti indimenticabili.
La versione di Internet delle reti sociali è una delle forme più evolute di comunicazione in rete. Il fenomeno nacque negli Stati Uniti e si è sviluppato attorno a tre grandi filoni tematici: l'ambito professionale, quello culturale, quello dell'amicizia e quello delle relazioni amorose.
Il popolo della rete conosce già da tempo le infinite potenzialità di Internet e dei suoi derivati e quindi che sia Sanremo, di cui Federico Mello (scrittore e blogger) ha detto nei giorni scorsi:
La versione di Internet delle reti sociali è una delle forme più evolute di comunicazione in rete. Il fenomeno nacque negli Stati Uniti e si è sviluppato attorno a tre grandi filoni tematici: l'ambito professionale, quello culturale, quello dell'amicizia e quello delle relazioni amorose.
Il popolo della rete conosce già da tempo le infinite potenzialità di Internet e dei suoi derivati e quindi che sia Sanremo, di cui Federico Mello (scrittore e blogger) ha detto nei giorni scorsi: ...
Avremmo voluto aprire questo editoriale elogiando la capacità della direzione artistica di Baudo magari eguagliando quella dello scorso anno; avremmo voluto elogiare la qualità delle canzoni e dei protagonisti in campo; avremmo voluto inneggiare al Festival di Sanremo che non è morto ma è vivo in mezzo a noi.
E invece apriamo con la vittoria degli Elio e le storie Tese: vincitori del 58° Festival della Canzone Italiana. Ebbene si! La band milanese ha surclassato in classifica due cantanti di cui sinceramente non ricordo il nome (di nome sembra facciano Jalisse, ma non ci metto la mano sul fuoco…)
Avremmo voluto aprire questo editoriale elogiando la capacità della direzione artistica di Baudo magari eguagliando quella dello scorso anno; avremmo voluto elogiare la qualità delle canzoni e dei protagonisti in campo; avremmo voluto inneggiare al Festival di Sanremo che non è morto ma è vivo in mezzo a noi.
E invece apriamo con la vittoria degli Elio e le storie Tese: vincitori del 58° Festival della Canzone Italiana. Ebbene si! La band milanese ha surclassato in classifica due cantanti di cui sinceramente non ricordo il nome (di nome sembra facciano Jalisse, ma non ci metto la mano sul fuoco…)
Parafrasiamo pure (più o meno) una famosa canzone dei Pink Floyd e lasciamoci andare alla cultura dark: tutto nero e niente arrosto, un fumè ingrigito dal tempo, un modo di vivere e pensare la vita e le sue correnti (fredde) di pensiero o solo l’altra parte della Luna, quella che è al buio perché non è illuminata dal Sole?
Ci scusiamo per non voler, intenzionalmente, intervenire nella disquisizione medica sulla capacità della cultura dark di segnare profondamente o meno lo stato depressivo di una persona. 

 

Parafrasiamo pure (più o meno) una famosa canzone dei Pink Floyd e lasciamoci andare alla cultura dark: tutto nero e niente arrosto, un fumè ingrigito dal tempo, un modo di vivere e pensare la vita e le sue correnti (fredde) di pensiero o solo l’altra parte della Luna, quella che è al buio perché non è illuminata dal Sole?
Ci scusiamo per non voler, intenzionalmente, intervenire nella disquisizione medica sulla capacità della cultura dark di segnare profondamente o meno lo stato depressivo di una persona, perché secondo noi, sarebbe come dire che la Chiesa Cattolica ha il diritto di intervenire
‘A Munnezza! Di questo parliamo in questa settimana. Come mai una rivista d’arte che parla di argomenti tanto scabrosi. Non è solo uno dei temi forti di attualità più stringente ma riguarda, purtroppo, la vita quotidiana delle persone.
Come consuetudine, però, non è certo attraverso la cronaca quotidiana che affronteremo questo tema.
Cercheremo di scoprire se e come i valorizzatori o “termovalorizzatori artistici” siano impegnati a riciclare ‘a munnezza. Non mancano gli esempi, come riporta l’articolo di Federica Cardia, nella storia che hanno visto l’arte smontata, riproposta e riciclata proprio come succede nel campo reale.
‘A Munnezza! Di questo parliamo in questa settimana. Come mai una rivista d’arte che parla di argomenti tanto scabrosi. Non è solo uno dei temi forti di attualità più stringente ma riguarda, purtroppo, la vita quotidiana delle persone.
Come consuetudine, però, non è certo attraverso la cronaca quotidiana che affronteremo questo tema.
Cercheremo di scoprire se e come i valorizzatori o “termovalorizzatori artistici” siano impegnati a riciclare ‘a munnezza. Non mancano gli esempi, come riporta l’articolo di Federica Cardia, nella storia che hanno visto l’arte smontata, riproposta e riciclata proprio come succede nel campo reale.
Sarà perché in fondo ci vogliamo pur sempre credere.
Sarà perché della cioccolata ci interessiamo tutto l’anno e dei gadget ce ne freghiamo.
Sarà quel che sarà (e in fondo anche quella è stata una storica canzone d’amore che ha, addirittura, vinto il Festival di Sanremo tanti e tanti anni fa), anche noi, che abbiamo fatto dell’arte e della cultura il nostro must , abbiamo deciso di ispezionare l’universo sentimentale di San Valentino.
A modo nostro, ovvio.
Sarà perché in fondo ci vogliamo pur sempre credere.
Sarà perché della cioccolata ci interessiamo tutto l’anno e dei gadget ce ne freghiamo.
Sarà quel che sarà (e in fondo anche quella è stata una storica canzone d’amore che ha, addirittura, vinto il Festival di Sanremo tanti e tanti anni fa), anche noi, che abbiamo fatto dell’arte e della cultura il nostro must , abbiamo deciso di ispezionare l’universo sentimentale di San Valentino.
A modo nostro, ovvio.
Proprio come succedeva nel vecchio mondo contadino, legato alle varie fasi dell’anno e delle stagioni, anche il MArteMagazine, durante il suo primo anno di vita va pian piano affrontando le ricorrenze e gli appuntamenti che il calendario ci offre. Usciamo, dunque, con questo numero nel giorno di Carnevale. Una ricorrenza che viene da lontano e che lungo la sua storia ha raccolto lo spirito e le tradizioni dei popoli che incontrava. E nel nostro Magazine siamo andati a scoprire come in alcune parti del mondo viene festeggiato il carnevale con particolare attenzione al Mamutones, una maschera sarda portata in auge da Capossela.
Proprio come succedeva nel vecchio mondo contadino, legato alle varie fasi dell’anno e delle stagioni, anche il MArteMagazine, durante il suo primo anno di vita va pian piano affrontando le ricorrenze e gli appuntamenti che il calendario ci offre. Usciamo, dunque, con questo numero nel giorno di Carnevale. Una ricorrenza che viene da lontano e che lungo la sua storia ha raccolto lo spirito e le tradizioni dei popoli che incontrava. E nel nostro Magazine siamo andati a scoprire come in alcune parti del mondo viene festeggiato il carnevale con particolare attenzione al Mamutones, una maschera sarda portata in auge da Capossela.
Dal 27 al 31 Roma ospita il mondo fatato e immaginifico della moda. Durante la 12esima edizione di AltaRoma AltaModa, le sartorie storiche, gli atelier di nuova generazione, le giovani promesse italiane e straniere sfileranno all'Auditorium, che apre una nuova sala con 370 posti. Ed è lo spunto per MArteMagazine per affrontare questo mondo che sposa in pieno l’arte, perché gli stilisti sono prima di tutto artisti. È chiaro, però, che accanto c’è tutto un mondo fatto di immagine: gossip, marketing, fashion, e tutti i termini inglesi più fighi che possano venirvi in mente (Alfonso Signorini ne ha fatto un mestiere).
Dal 27 al 31 Roma ospita il mondo fatato e immaginifico della moda. Durante la 12esima edizione di AltaRoma AltaModa, le sartorie storiche, gli atelier di nuova generazione, le giovani promesse italiane e straniere sfileranno all'Auditorium, che apre una nuova sala con 370 posti. Ed è lo spunto per MArteMagazine per affrontare questo mondo che sposa in pieno l’arte, perché gli stilisti sono prima di tutto artisti. È chiaro, però, che accanto c’è tutto un mondo fatto di immagine: gossip, marketing, fashion, e tutti i termini inglesi più fighi che possano venirvi in mente (Alfonso Signorini ne ha fatto un mestiere).
Quante volte abbiamo sentito: “Ma questa politica non guarda ai giovani!”, “Eh si… loro mangiano e invece noi, poveri artisti, non abbiamo nemmeno una cantina, o un pezzo di muro per farvi vedere quanta arte possiamo regalare al mondo…”
Ebbene, noi di MArteMagazine, siamo andati ad indagare, in questa settimana, lo spazio dell’arte! Ed in particolare siamo andati a raccontare tutti gli spazi ex industriali recuperati dalle varie amministrazioni e che oggi sono stati rinnovati per essere rivissuti dall’Arte.
Quante volte abbiamo sentito: “Ma questa politica non guarda ai giovani!”, “Eh si… loro mangiano e invece noi, poveri artisti, non abbiamo nemmeno una cantina, o un pezzo di muro per farvi vedere quanta arte possiamo regalare al mondo…”
Ebbene, noi di MArteMagazine, siamo andati ad indagare, in questa settimana, lo spazio dell’arte! Ed in particolare siamo andati a raccontare tutti gli spazi ex industriali recuperati dalle varie amministrazioni e che oggi sono stati rinnovati per essere rivissuti dall’Arte.
L’arteterapia è un luogo dove convergono diverse forme d’arte, dal teatro alla danza, dalla pittura alla musica.
L’arteterapia quindi si avvale dei mezzi espressivi, soprattutto e delle potenzialita espressive delle diverse e differenti arti.
Un giorno in una stradina vicino piazza Venezia, a Roma, incontrai un mio amico che non vedevo da tempo. Per festeggiare l'evento andammo in un bar, a Sant'Apostoli, a prendere un caffè. Sapendo della mia formazione e dei miei interessi, nel bel mezzo del più e del meno, di cui si parlava, e dei bei tempi vissuti, mi domandò: “Cosa pensi dell'arteterapia? Dimmi qualcosa, che mi ci sto appassionando”.
Io risposi: “Ne so poco, o meglio non ne so nulla, ma ritengo che sia sicuramente una cosa buona, anzi diciamo una cosa bella. Usare l'arte come... come... Non riuscii a dire: è bello usare l’arte come terapia della patologia mentale.
“Natale con i tuoi. Pasqua con chi vuoi”. Ma noi che siamo anticonformisti, per questo numero del MArteMagazine ce ne andiamo in giro per il mondo.
Prendendo spunto dal meraviglioso progetto che i Tetes de bois stanno mettendo in atto, faremo un viaggio ideale sul 41° parallelo, vale a dire quella linea immaginaria che partendo da Roma, attraversa tutta la Terra e visita città e culture ed arti magicamente differenti.
“Natale con i tuoi. Pasqua con chi vuoi”. Ma noi che siamo anticonformisti, per questo numero del MArteMagazine ce ne andiamo in giro per il mondo.
Prendendo spunto dal meraviglioso progetto che i “Tetes de bois” stanno mettendo in atto, faremo un viaggio ideale sul 41° parallelo, vale a dire quella linea immaginaria che partendo da Roma, attraversa tutta la Terra e visita città e culture ed arti magicamente differenti.
Alla fiera c’era un bel fermento. E soprattutto bella gente. In queste cose detesto la musica rispetto agli altri ambiti della cultura. Perché al MEI si vedevano tutte quelle facce ignoranti mentre a Più libri più liberi non ce n’erano? Eppure, grosso modo, la Fiera della piccola e media editoria e il Meeting delle etichette indipendenti dovrebbero essere la stessa cosa, sola che una riguarda i libri e l’altra la musica. E così è. Il problema non riguarda certo Faenza, né è un merito di Più libri: il problema è che la musica porta con sé troppe cose che non la riguardano, ma vabbè, ci siamo abituati.
L’arte si osserva, l’arte si vive, l’arte si ascolta, si compra e si vende, l’arte si possiede ma di arte si è posseduti.
Abbiamo voluto impostare questo numero del MArteMagazine proprio per cercare di capire e di chiarire (anche attraverso l’intervista al prof. Massimo Canevacci su MArteLive Onde Radio) come il “flusso d’arte” di cui avevamo parlato nel primo numero, possa vivere il mittente e il destinatario del flusso stesso. Il bisogno di toccare l’opera d’arte, di possederla e di esserne posseduta, appunto.
Vuoi lavorare nella discografia? Lascia stare!: questo il titolo di un “gustoso pamphlet”, come scrisse Giordano Sangiorgi, che uscì tre anni orsono proprio al Mei. Il libro raccontava, attraverso la raccolta di risposte delle etichette indipendenti ad una proposta di lavoro, lo stato di difficoltà con cui le etichette vivevano in quegli anni.
Allo stato attuale, dopo aver assistito all’undicesima edizione del MEI, resta ancora valida questa provocazione?
Editoriale del Direttore: il "Numero 0"
È nato. Finalmente è nato. Dopo numerosi tentativi e proposte fatte al numeroso pubblico del MArteLive e agli internauti che nel corso del tempo sono venuti a trovarci sui vari siti, sui MySpace o dal vivo, nasce anche la rivista ufficiale dell’arte emergente edita da MArteLive. E come poteva chiamarsi se non MArteMagazine?
Il Premio Tenco: rassegna della canzone d’autore è nato nel 1974 ed è l’iniziativa principale del Club Tenco. Il Club, fondato nel 1972 da un gruppo di appassionati con il fine di promuovere e sostenere la “canzone d’autore”o “canzone di qualità”, è intitolato ad uno dei più grandi cantautori della musica italiana, Luigi Tenco, morto suicida nel 1967 durante il Festival di Sanremo.